Foggia
"Nelle ultime ore abbiamo ascoltato le dichiarazioni più diverse"

“Caso Ataf, Foggia e l’azienda piegate da un osceno sistema spartitorio”

"Le cittadine e i cittadini foggiani per 5 anni hanno dovuto assistere agli scandali delle inchieste giudiziarie che ancora pendono su Ataf"


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“Il caso Ataf con la defenestrazione da parte del sindaco di Foggia dell’ultimo presidente in carica, l’ingegner Stefano Toccaco, fa cadere Foggia e l’azienda di trasporto pubblico urbano in un teatrino vergognoso ed indecente, che offende l’utenza, i cittadini tutti e i dipendenti della partecipata del Comune di Foggia”.

È quanto afferma l’onorevole del M5S Giorgio Lovecchio, che continua: “Nelle ultime ore abbiamo ascoltato le dichiarazioni più diverse. C’è chi si appella al merito, ma avrebbe di buon grado sfruttato quella postazione, dal momento che ha offerto al referente politico del presidente, una nuova casa elettorale, nonostante avesse mantenuto in vita l’amministrazione Landella, essendo direttamente responsabile della crisi aziendale che l’Ataf vive. Per un anno quell’organo di governo ha inciso fortemente sul merito delle singole scelte di gestione, ma non ha oggi nessuna responsabilità formale. La nuova e sempre più ampia precarietà degli incarichi dirigenziali e di governo, nel corso dell’amministrazione Landella, non ha mai risposto a criteri manageriali e di buona gestione aziendale, ma solo a logiche fiduciarie. E il sindaco Landella ha avuto anche il coraggio di ammetterlo, in modo autoassolutorio.

Le cittadine e i cittadini foggiani per 5 anni hanno dovuto assistere agli scandali delle inchieste giudiziarie che ancora pendono su Ataf, ai balletti tra questo e quel presidente ad un mese dalle elezioni amministrative, alla vicenda dei parcometri, divelti, mal funzionanti e non redditizi per il Comune di Foggia, con un’impresa affidataria del servizio che non versava quanto riscosso, e al disfacimento dell’azienda e dei suoi mezzi pubblici, con i dipendenti che attendono ancora un credito di 300mila euro sui loro stipendi. E l’efficienza del servizio? Cosa si è fatto per aumentare la sostenibilità e l’uso degli autobus a Foggia? Nulla. La città insieme all’azienda Ataf è solo piegata da un osceno sistema clientelare e spartitorio”.

“Caso Ataf, Foggia e l’azienda piegate da un osceno sistema spartitorio” ultima modifica: 2019-04-20T10:17:58+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    *Ataf SpA, il capogruppo uscente di Forza Italia e candidato al Consiglio
    comunale, Consalvo di Pasqua, replica alle dichiarazioni del candidato
    sindaco del centrosinistra Pippo Cavaliere*

    “Dalla meta della sua vacanza pasquale Pippo Cavaliere si lancia
    nell’ennesima intemerata polemica strumentale, nel disperato tentativo di
    ricavare un po’ di visibilità. Non contento di quello che il sindaco Franco
    Landella ha già avuto modo di spiegargli in un’altra occasione, l’ex
    assessore della Giunta Mongelli torna a parlare di Ataf SpA. Un’azienda che
    la sua coalizione, quella che vorrebbe tornare al governo della città, ha
    letteralmente affossato, nei conti e nella gestione.

    Fa sorridere il cambio di rotta usato da Cavaliere. Fino a qualche
    settimana fa, infatti, egli descriveva Ataf SpA in modo disastroso. Oggi,
    invece, in occasione della sostituzione del presidente del CdA, parla dei
    meriti di quest’ultimo. Un cambio di opinione che discende, ovviamente,
    dalla mutazione di orientamento politico operata dal referente politico
    dell’ingegner Torraco, ovvero Sergio Clemente, il quale è Candidato al
    consiglio comunale proprio nello schieramento che sostiene Cavaliere.

    Una scelta legittima, ovviamente, che però ha causato l’avvicendamento di
    Torraco, secondo una procedura regolare, prevista dallo statuto
    dell’azienda e dal regolamento comunale delle aziende partecipate
    richiamati nel decreto di revoca: essendo venuta meno la fiducia da parte
    del sindaco e dell’intera maggioranza, trattandosi di incarico politico, la
    scelta è del tutto fisiologica e naturale.

    Valutazioni che Cavaliere critica, dimenticando però che nelle sue liste
    sono presenti titolari di incarichi affidati dalla Regione Puglia, dunque
    evidentemente figli di decisioni altrettanto politiche.
    Ogni volta che il candidato sindaco del centrosinistra parla di Ataf SpA,
    dovrebbe ricordare, se non altro per onestà intellettuale, in quali
    condizioni la sua coalizione ha consegnato l’azienda al centrodestra.
    Avremmo potuto serenamente portare i libri in Tribunale e dichiarare il
    fallimento per quanto era compromessa la situazione finanziaria di Ataf
    SpA. Questo significa che il piano di ristrutturazione del debito che
    Cavaliere, in qualità di assessore della Giunta Mongelli, aveva certificato
    assieme ai suoi colleghi era insostenibile, con buona pace della
    competenza, della regolarità ed anche della legalità che continua a
    sbandierare in ogni sua esternazione.

    Cavaliere chieda all’ingegner Fiore, nominato a suo tempo Amministratore
    Unico di Ataf SpA dal PD, di quando chiese al sindaco Landella di coprire
    il disavanzo di amministrazione con i fondi dell’adeguamento inflattivo:
    cosa che la nuova maggioranza ha fatto, a differenza del passato, con
    grande senso di responsabilità. Ma in questi cinque anni abbiamo fatto
    molto di più: abbiamo cercato concretamente di implementare il parco mezzi
    aziendale, abbiamo riconosciuto, come detto, un adeguamento inflattivo di
    circa 2,3 milioni di euro che in precedenza era stato sempre negato,
    abbiamo trasformato in full time i contratti part time di 40 lavoratori.
    Una attività positiva, tanto che nel 2016 Ataf SpA ha chiuso il conto
    consuntivo con un utile di oltre 650mila euro. Solo nel 2014, inoltre,
    abbiamo acquistato 7 nuovi mezzi e nella variazione di bilancio approvata
    nel dicembre scorso sono stati stanziati altri 50mila euro proprio per
    ampliare la ‘flotta’ dell’azienda.

    E sempre a proposito di ‘circolari’ – uno dei punti della comunicazione
    elettorale di Cavaliere, che parla dei problemi invece di dirci con quale
    bacchetta magica intenda risolverli in tempi più brevi di quelli che stiamo
    impiegando noi – il candidato del PD dovrebbe chiedere all’assessore
    regionale ai trasporti Giannini come mai siano state ignorate le istanze di
    tante aziende pugliesi del settore per ottenere fondi destinati al
    rinnovamento del parco mezzi. Gli ingenti finanziamenti a disposizione del
    suo assessorato sono rimasti infatti nelle casse regionali, mentre molti
    Comuni – per integrare il chilometraggio previsto – hanno dovuto garantire
    il servizio di trasporto, alla meno peggio, con bus vecchi e rotti e sono
    stati costretti, come ha fatto Foggia, ad acquistare sul mercato dell’usato
    bus di seconda mano per garantire i chilometraggi che oggi si stanno
    mettendo a rischio con il taglio previsto dalla Regione. Un taglio
    che potrebbe incidere anche sui posti di lavoro che noi, in questi anni,
    abbiamo tutelato.
    Cavaliere, dunque, dimentica o ignora del tutto che i bilanci di una
    stagione di governo hanno bisogno di due elementi fondamentali: il punto di
    partenza ed il punto di arrivo. La sua coalizione ci ha consegnato un punto
    di partenza letteralmente drammatico. Noi, invece, possiamo raccontare,
    numeri e dati alla mano, un punto di arrivo che ha restituito ossigeno e
    fiducia ad un’azienda che il centrosinistra aveva ridotto sull’orlo della
    bancarotta, forse non essendosi accontentato di aver già mandato in
    fallimento Amica SpA”.

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