È scattato in tutta Italia lo sciopero nazionale dell’autotrasporto, con un fermo che durerà cinque giorni, fino al 25 aprile, e che coinvolge l’intero settore della movimentazione delle merci su gomma. La mobilitazione nasce dalla protesta delle associazioni di categoria contro il forte aumento dei costi dei carburanti, ritenuto insostenibile per le imprese del comparto.
Secondo quanto riportato dalle organizzazioni promotrici, alla base dello stop c’è una situazione definita di “emergenza economica”, con i rincari del diesel che stanno incidendo in modo pesante sui bilanci delle aziende di trasporto, già sotto pressione per margini ridotti e costi operativi in crescita.
La protesta, confermata da Trasportounito, riguarda un fermo prolungato che punta a richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla crisi del settore. Il segretario generale Maurizio Longo ha spiegato che “l’aumento nel costo dei carburanti ha fatto deflagrare una crisi di una gravità senza precedenti”, sottolineando come la situazione stia mettendo in difficoltà strutturale molte imprese del comparto.
Il blocco rischia di avere ricadute significative sulla logistica nazionale, con possibili rallentamenti nelle consegne, difficoltà nei rifornimenti alla grande distribuzione e ripercussioni su diversi settori produttivi. Le associazioni evidenziano infatti come l’autotrasporto rappresenti una componente essenziale della catena distributiva del Paese.
Lo sciopero arriva in un contesto già segnato da tensioni e proteste nel settore dei trasporti e riporta al centro il tema del costo dell’energia e della sostenibilità economica delle imprese di trasporto su strada.
Nei prossimi giorni si valuterà l’impatto effettivo del fermo e l’eventuale apertura di un confronto tra categoria e istituzioni per affrontare la crisi del comparto.



