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MANFREDONIA PROVINCIA Encefalogramma piatto. Manfredonia, zero eletti anche in Provincia. Zero ovunque

Un risultato che pesa come un macigno e che certifica, numeri alla mano, una realtà sempre più difficile da ignorare: la progressiva marginalizzazione politica della città nei luoghi in cui si decide

AUTORE:
Giovanna Tambo
PUBBLICATO IL:
20 Aprile 2026
Foggia // Manfredonia //

MANFREDONIA – Non è più un incidente. Non è una coincidenza. E, soprattutto, non è nemmeno una sorpresa. Il dato che arriva dagli scrutini per il Consiglio provinciale di Foggia è netto: Manfredonia non elegge alcun rappresentante. Zero. Ancora una volta. Un risultato che pesa come un macigno e che certifica, numeri alla mano, una realtà sempre più difficile da ignorare: la progressiva marginalizzazione politica della città nei luoghi in cui si decide.

Perché il punto non è solo l’assenza di un consigliere. Il punto è che questo scenario si ripete. È accaduto con le Regionali, si ripete ora con la Provincia. E quando un fenomeno si presenta con questa continuità, smette di essere episodico e diventa strutturale.

Manfredonia resta fuori mentre gli altri territori consolidano presenza e peso politico. Basta leggere i nomi degli eletti per capire la geografia del potere che si va delineando: Foggia, Cerignola, San Severo, Lucera, San Marco in Lamis. Comuni che riescono a esprimere rappresentanza, a costruire filiere politiche, a incidere.
Manfredonia no. E questo significa una cosa molto concreta: meno voce, meno peso, meno capacità di incidere su scelte strategiche, dai fondi alle infrastrutture, passando per sanità, ambiente e sviluppo.

Ridurre tutto a una “sfortuna elettorale” sarebbe un errore, oltre che un alibi. Qui c’è un problema politico profondo. C’è un tema di classe dirigente, evidentemente incapace di costruire alleanze solide e credibili fuori dai confini cittadini. C’è un tema di frammentazione, che indebolisce ogni tentativo di rappresentanza. E c’è, forse soprattutto, un problema di visione: Manfredonia sembra non riuscire più a stare dentro le dinamiche sovracomunali con un ruolo da protagonista.

In un sistema come quello delle Province, dove votano amministratori e contano gli equilibri politici, non basta “esserci”: bisogna contare. E oggi Manfredonia, semplicemente, non conta abbastanza.

Il quadro degli eletti parla chiaro.
Nel Campo Largo entrano Angela Fazi, Anna Rita Palmieri, Mario Dal Maso e Michele Merla.
Per La Provincia sei tu vengono eletti Lucia Caione, Antonello Di Paola e Raffaella Vene.
Due seggi a Insieme per la Capitanata con Achille Capozzi e Tonio De Maio.
Per Fratelli d’Italia spazio a Maurizio Accettulli e Nicola Netti.
Chiude la lista civica Foggia, con Amato Franco Nunziante.
Un mosaico politico ampio, trasversale, ma con un elemento comune: nessun nome arriva da Manfredonia.

Il rischio, ora, è quello di abituarsi. Di considerare normale ciò che normale non è. Perché restare fuori dai livelli decisionali significa subire le scelte degli altri, senza poterle orientare. Significa rincorrere, invece di guidare. Significa perdere occasioni. E nel medio periodo, questo isolamento può tradursi in ritardi concreti su temi cruciali: sviluppo economico, gestione del territorio, investimenti pubblici.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: chi si assume la responsabilità di questo fallimento? Perché di questo si tratta. Non di una sconfitta qualsiasi, ma di un segnale politico forte che riguarda l’intera comunità. Servirebbe una riflessione seria, profonda, senza autoassoluzioni. Servirebbe ricostruire una classe dirigente capace di dialogare, incidere, rappresentare davvero il territorio. Servirebbe, soprattutto, uscire da logiche locali che ormai mostrano tutti i loro limiti.
Manfredonia non è una realtà marginale per storia, dimensioni e potenzialità. Ma oggi rischia di diventarlo politicamente.

A cura di Giovanna Tambo.

5 commenti su "Encefalogramma piatto. Manfredonia, zero eletti anche in Provincia. Zero ovunque"

  1. La colpa è di Gatta e Riccardi ! I nostri assessori pendono dalle labbra di piemontese che odia Manfredonia… e i Manfredoniani .. Riccardi, Gatta , ROTICE , la rovina di Manfredonia .

  2. Hanno messo i nostri politici sulla bilancia,hanno visto che la bilancia pesava sempre zero e si sono fatti una regola,questa è la realtà della nostra amministrazione che continua a farci vivere in una città sporca,senza cure e senza controlli.

  3. Per quanto servano… Non dimenticate che le corse legislature annoverarono tre parlamentari, due consiglieri regionali e altri provonciali. I risultati zero spaccato!

  4. Vi sta bene continuate a votare il montanaro Piemontese, a lui non gliene frega nulla di Manfredonia. Quando si candidera’ alle politiche nazionali vi raccomando beccamorti votatelo.

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