Nel corso di un’ampia operazione antidroga, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di 29 indagati, nell’ambito di una complessa inchiesta coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Roma. L’intervento, condotto con il supporto di elicotteri, unità cinofile e oltre duecento militari, ha portato a 24 custodie cautelari in carcere e 2 arresti domiciliari, oltre a ulteriori misure restrittive.
L’indagine ha permesso di ricostruire l’attività di un sodalizio criminale radicato a Lido di Ostia, attivo nello spaccio sistematico di cocaina ed eroina all’interno di una delle principali piazze di distribuzione della zona, le cosiddette “Case Rosse”.
Secondo quanto emerso, il gruppo gestiva un traffico strutturato e continuativo, con una rete organizzata in modo capillare: pusher operativi su turni, vedette dislocate sul territorio e un sistema di controllo del territorio attivo 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Nei periodi festivi e prefestivi, l’attività avrebbe raggiunto anche oltre 200 dosi giornaliere, con introiti stimati in oltre un milione di euro in nove mesi.
L’organizzazione avrebbe inoltre garantito un servizio di consegna a domicilio della sostanza stupefacente, utilizzando corrieri e mezzi dedicati, con l’obiettivo di ampliare la clientela e massimizzare i profitti.
Parallelamente alle misure cautelari, sono state eseguite perquisizioni finalizzate al sequestro di denaro e beni di provenienza non giustificata, riconducibili agli indagati. Le accuse contestate comprendono, a vario titolo, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e spaccio, violazione di sigilli e autoriciclaggio.
Le somme illecitamente accumulate sarebbero state reimmesse in circuiti economici per occultarne la provenienza e reinvestire i capitali.
L’operazione rientra nelle attività quotidiane di contrasto al narcotraffico sul territorio romano da parte della Guardia di Finanza.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.



