Cronaca

Bisceglie, ubriaco tenta fuga speronando i cc, arrestato


Di:

Carabinieri, controlli (archivio, atnws@)

I Carabinieri della Tenenza di Bisceglie hanno arrestato un 36enne georgiano con le accuse di resistenza a P.U., danneggiamento e guida in stato di ebbrezza. In ore notturne l’uomo, sorpreso alla guida di una Renault “Clio” in stato di ubriachezza, allo scopo di sottrarsi al controllo ha speronato il mezzo militare cercando di investire un Carabiniere.

Prontamente inseguito ha terminato la sua corsa contro un albero venendo bloccato e tratto in arresto. L’auto, risultata anche priva di copertura assicurativa, è stata sottoposta a sequestro mentre il 36enne, su disposizione della Procura della Repubblica di Trani, è stato collocato ai domiciliari.

Redazione Stato

Bisceglie, ubriaco tenta fuga speronando i cc, arrestato ultima modifica: 2013-06-20T16:38:54+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Per la Cassazione non c’è nessun distinguo tra la “guida in stato di ebbrezza” causata da un farmaco o da una bevanda alcolica!

    Con una recente sentenza , la Cassazione si è pronunciata, ancora una volta, in merito al reato di cui all’art. 186 co. 2 del Codice della Strada, che punisce chi è colto alla “guida di veicoli in stato di alterazione”, dovuto alla assunzione di bevande alcooliche. ( Cassazione penale, sez. IV, n. 26972 del 06 giugno 2013).

    Il ricorrente, (già condannato dai giudici della Corte di Appello, in ragione di tasso alcoolemico rilevato di 1,33 e 1,40 grammi per litro di sangue ed evidente sintomatologia tipica) deduceva una errata applicazione della norma in discorso da parte dei giudici di merito, sul presupposto che, trattando questa di sole “bevande” alcooliche, la fattispecie non potesse essere ricondotta ad una mera assunzione di farmaco per mal di gola a base alcoolica , privo oltretutto, di controindicazioni.

    Lo stesso difatti sosteneva che il proprio stato di alterazione, rilevato dall’organo di Polizia Stradale procedente, fosse dovuto all’alcool contenuto nella formulazione del farmaco assunto.

    Secondo la Corte, però, questa interpretazione non trova alcun riscontro in un’ottica di generale tutela della pubblica incolumità entro la quale la norma si muove: il termine bevanda, da questo punto di vista, va necessariamente equiparato a quello di “sostanza”, termine atto dunque a ricomprendere qualsiasi tipo di elemento alcoolico assunto, idoneo a determinare uno stato di ebbrezza. Ricorso respinto dunque, ed automobilista condannato.
    Foggia, 3 ottobre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • avv. Gegè Gargiulo

    Mi ricominciate a pubblicare qualcosa in ” Casi e Sentenze”? . Grazie e Saluti Cortese Redazione


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Anche se si guida sotto effetto di droghe, vi è l’ assoluzione per chi è lucido e perfettamente cosciente!

    Una sentenza che farà discutere quella firmata, di recente, dal tribunale di Patti (Messina) e di cui ha dato notizia l’Aduc, l’associazione di tutela degli utenti e consumatori, sul proprio sito.

    Un giovane, fermato dai Carabinieri mentre era alla guida della propria auto, è stato trovato positivo al test antidroga; ciò nonostante, al medico del Pronto Soccorso che lo aveva sottoposto a visita neurologica, egli era risultato perfettamente cosciente, lucido, orientato, consapevole.

    La segnalazione alla Procura è scattata comunque e il ragazzo si è trovato inquisito per il reato di guida in stato di alterazione psicofisica derivante dall’assunzione di cocaina.

    Sennonché il giudice lo ha ritenuto innocente. Ciò perché, secondo la tesi accolta dal magistrato, il reato punito dal codice penale non è quello di chi guida dopo aver assunto stupefacenti, ma solo quello posto da chi si mette al volante in “stato di alterazione psicofisica” determinato da tale assunzione.

    In altre parole, chi, pur avendo assunto droghe, risulti pienamente lucido e in perfetto stato psicofisico, non subisce alcuna conseguenza penale. Egli, infatti, non costituisce un pericolo né per sé per gli altri utenti della strada.
    Foggia, 17 dicembre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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