Cronaca

Dialisi di Lucera: tutto pronto per accogliere gli “ospiti”


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Ospedale Lastaria (archivio, fonte image: sportenews.it)

Lucera – SONO tre gli “ospiti” che hanno già effettuato richiesta dei posti-rene, riservati a turisti e utenti di passaggio, che la Unità Operativa di Dialisi di Lucera ha messo a disposizione per il periodo estivo. I cittadini in questione, due lombardi ed uno inglese, saranno presi in carico dal personale della struttura che presterà la dovuta assistenza nell’attività dialitica.

Inoltre, data la forte richiesta di posti-rene durante la stagione estiva, la direzione medica della Casa della Salute di Lucera ha avviato le procedure per l’acquisizione di ulteriori quattro postazioni, dotate di poltrone dialitiche e monitor, per fronteggiare le situazioni contingenti. Le nuove postazioni saranno destinate, in base alle esigenze, agli ospiti o ai cittadini residenti.

L’Unità operativa di Dialisi di Lucera, lo ricordiamo, si è di recente dotata di una nuova sede che dispone attualmente di 18 posti-rene che coprono le necessità di 56 dializzati complessivi provenienti dalla città di Lucera e dal territorio del Sub Appennino Dauno, a cui si aggiungono i posti riservati agli “ospiti”.

Caratterizzata dalla doppia attività, dialitica e ambulatoriale di prevenzione, svolta in locali distinti, l’Unità operativa dispone di un ecografo e apparecchiature strumentali utili ad effettuare indagini precoci di patologie renali. La Dialisi ha, al suo interno, 3 medici e 14 infermieri, la cui attività è coadiuvata, in caso di necessità, dalle altre unità operative presenti in loco, quali Radiologia, Laboratorio analisi, Chirurgia e Medicina Interna. I locali sono a norma e rispondono di tutti i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. Sono stati aperti infatti solo dopo aver superato una serie di controlli di collaudo tecnico e igienico-sanitario.

Redazione Stato

Dialisi di Lucera: tutto pronto per accogliere gli “ospiti” ultima modifica: 2013-06-20T09:13:37+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    In caso di suicidio di un malato di Alzheimer, la responsabilità penale è della casa di riposo in cui era assistito!

    Il direttore della casa di cura per anziani, nonchè l’operatore addetto all’assistenza, qualora non abbiano fatto tutto il possibile per evitare il tragico epilogo, rispondono penalmente del suicidio del paziente affetto dal morbo di Alzheimer ( in tal senso Cass. pen., 31 maggio 2013, n. 23661).

    Nel momento in cui viene stipulato il contratto (atipico di ospedalità) con cui l’anziano è assegnato alla struttura, si genera una posizione di garanzia in capo ai soggetti apicali e ai loro dipendenti: essi non dovranno occuparsi solo di prestare al paziente le cure mediche di cui egli ha bisogno, ma anche di effettuare tutte le (altre) prestazioni finalizzate al benessere e alla sicurezza della persona sottoposta al controllo dell’istituto. Tra queste si collocano tutte le attività e le scelte logistiche idonee a scongiurare episodi di autolesionismo da parte dell’anziano.

    Altresì, a nulla vale, per quanto concerne la responsabilità penale dell’operatore assistenziale, che egli non fosse specificamente e professionalmente “indottrinato” sul rischio che una persona con disagio psichico potesse tentare il suicidio, in quanto una fredda erudizione a tal riguardo può essere sostituita dalla lunga esperienza dell’assistente stesso presso la struttura, avendo egli avuto a che fare con molti casi simili dai quali doveva trarre la regola precauzionale violata.
    Foggia, 20 giugno 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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