La Puglia torna a essere la regione italiana più colpita da minacce, intimidazioni e atti di violenza contro amministratori pubblici. È quanto emerge dal Rapporto “Amministratori sotto tiro 2025” di Avviso Pubblico, che fotografa una situazione particolarmente preoccupante nel Foggiano e nell’area del Gargano, territori che continuano a rappresentare uno dei principali fronti della pressione criminale sulle istituzioni locali.
Secondo il dossier, nel 2025 la Puglia ha registrato 51 episodi di intimidazione, tornando al primo posto in Italia davanti a Campania, Sicilia e Calabria. Un dato in crescita rispetto all’anno precedente e che conferma come la regione resti tra quelle maggiormente esposte al fenomeno.
Foggia tra le province più colpite d’Italia
L’attenzione si concentra ancora una volta sulla provincia di Foggia. Nel periodo compreso tra il 2010 e il 2025 sono stati censiti 177 atti intimidatori, un numero che colloca il territorio foggiano tra i dieci più colpiti a livello nazionale. Nel solo 2025 i casi registrati sono stati otto, inserendo la provincia tra quelle italiane con il maggior numero di episodi censiti nell’anno.
Il rapporto evidenzia come alcuni comuni del Gargano e dei Monti Dauni siano ormai da anni sotto osservazione. Tra questi spicca Monte Sant’Angelo, che nel 2025 raggiunge il decimo anno consecutivo con episodi di intimidazione registrati. Anche Manfredonia risulta coinvolta per il nono anno, mentre Orta Nova per il settimo. Tutti comuni che testimoniano una pressione costante nei confronti di amministratori e funzionari pubblici.
Monte Sant’Angelo e Manfredonia, ferite ancora aperte
Non è un caso che Monte Sant’Angelo e Manfredonia figurino anche tra i centri che in passato hanno subito lo scioglimento per infiltrazioni mafiose. Nel rapporto viene sottolineato come sette dei comuni pugliesi colpiti da intimidazioni nel 2025 abbiano già conosciuto il commissariamento per mafia: tra questi proprio Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Orta Nova.
Si tratta di territori dove la presenza della criminalità organizzata continua a rappresentare una minaccia concreta per il libero esercizio dell’attività amministrativa e per il corretto funzionamento della democrazia locale.
San Giovanni Rotondo e Carapelle: gli episodi simbolo
Tra i casi più significativi registrati nel 2025 figurano due episodi avvenuti proprio nel Foggiano. A San Giovanni Rotondo due automobili appartenenti a consiglieri comunali sono state incendiate a distanza di appena ventiquattro ore l’una dall’altra. A Carapelle, invece, un candidato alle elezioni amministrative ha trovato una testa di agnello sul cofano della propria vettura, un gesto dal chiaro valore intimidatorio.
Episodi che confermano come gli incendi e i messaggi simbolici continuino a essere tra gli strumenti privilegiati per colpire amministratori e rappresentanti delle istituzioni nel Mezzogiorno.
La “quarta mafia” e il peso della criminalità garganica
Il rapporto dedica un passaggio specifico al contesto criminale pugliese, richiamando le analisi della Direzione Investigativa Antimafia. Le cosiddette mafie foggiane, definite spesso “quarta mafia”, vengono descritte come un sistema articolato che comprende la Società foggiana, la mafia garganica, la mafia sanseverese e quella cerignolana. Organizzazioni autonome ma capaci di condividere strategie e interessi, sempre più orientate a espandere i propri affari anche fuori dai confini regionali.
Secondo gli analisti, queste organizzazioni mantengono una forte capacità di condizionamento sociale ed economico, elemento che contribuisce a spiegare il numero elevato di intimidazioni rivolte agli amministratori locali.
Un attacco alla democrazia
L’allarme lanciato da Avviso Pubblico è netto: colpire un sindaco, un assessore o un consigliere comunale significa colpire l’intera comunità. Nel Gargano e nella Capitanata il fenomeno assume una rilevanza particolare perché interessa territori che negli ultimi anni hanno cercato di rafforzare il proprio percorso di legalità dopo scioglimenti per mafia, inchieste giudiziarie e operazioni antimafia.
I dati del 2025 confermano che la sfida resta aperta. E che il Foggiano continua a essere uno dei luoghi simbolo della resistenza delle istituzioni democratiche contro le pressioni della criminalità organizzata.
Fonte: Rapporto “Amministratori sotto tiro 2025” di Avviso Pubblico
A cura di Michele Solatia.



