Edizione n° 6132

Iscriviti al canale Whatsapp

Foggia

Manfredonia

Cronaca

Politica

Sport

Eventi

San Severo

Cerignola

FOGGIA BRUNO Foggia, omicidio Bruno: indagato Francesco “Stoppino” Abbruzzese per tentato omicidio

Si allarga l’inchiesta sulla sparatoria avvenuta la mattina del 29 aprile a Foggia, conclusasi con un morto e tre feriti

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
20 Giugno 2026
Cronaca // Foggia //

Si allarga l’inchiesta sulla sparatoria avvenuta la mattina del 29 aprile a Foggia, conclusasi con un morto e tre feriti, in quello che gli inquirenti descrivono come un vero e proprio “duello” armato.

Secondo la ricostruzione investigativa, da una parte ci sarebbe stato Giuseppe Robustella, 43 anni, incensurato di Manfredonia, arrestato subito dopo i fatti e accusato di omicidio e duplice tentato omicidio per la morte di Antonio Stefano Bruno e il ferimento del padre Pasquale e del fratello Saverio. Dall’altra, secondo le nuove risultanze, sarebbe ora coinvolto anche Francesco Abbruzzese, 49 anni, foggiano noto come “Stoppino”, ritenuto elemento di spicco del clan Moretti, già detenuto per altra vicenda.

Il suo nome è stato iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di tentato omicidio nei confronti di Robustella, ferito alla spalla e al braccio durante la sparatoria. Una novità emersa nell’ambito dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Rosa Pensa e dal pm Domenico Riccio, condotta dalla squadra mobile.

Gli inquirenti avrebbero disposto un accertamento tecnico irripetibile sul DNA, su tracce di sangue repertate dalla scientifica sul luogo del delitto, avvisando le parti per l’eventuale nomina di consulenti. Tra i destinatari dell’avviso figura anche Abbruzzese, difeso dall’avvocato Luigi Sauro.

L’ipotesi accusatoria è che il 49enne abbia esploso almeno un colpo di pistola con un revolver calibro 38 nel tentativo di uccidere Robustella, che sarebbe però riuscito a fuggire.

Già noto agli investigatori per il suo passato giudiziario, Abbruzzese era stato scarcerato nel marzo 2025 dopo una condanna definitiva a 8 anni, 10 mesi e 20 giorni per mafia, tentata estorsione e armi nell’ambito del procedimento “Decimazione”, che lo aveva portato in carcere nel blitz del 30 novembre 2018.

Il presunto coinvolgimento nella sparatoria del 29 aprile rappresenta ora un ulteriore sviluppo dell’indagine, che ricostruisce la dinamica di uno scontro armato avvenuto in pieno contesto urbano e ancora al centro degli accertamenti degli investigatori.

Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.

Lascia un commento

"L'estate s'adagia e attende l'inchino del mare." – Giancarlo Stoccoro

Anonimo

Compila il modulo con i tuoi dati per inviare segnalazioni, denunce o disservizi.

Compila il modulo con i tuoi dati per promuovere la tua attività locale, pubblicizzare un evento o per proposte di collaborazione.

Nessun campo trovato.

LASCIA UN COMMENTO