SAN SEVERO – Una rete dedita ai furti di autovetture e alla successiva ricettazione è stata smantellata dalla Polizia di Stato al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia. Nella mattinata di oggi gli agenti hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia nei confronti di quattro persone: per due è stato disposto il carcere, mentre altre due sono state poste agli arresti domiciliari.
L’operazione rappresenta il risultato di mesi di indagini condotte dagli investigatori del Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Severo, che hanno consentito di ricostruire una presunta attività criminale estesa oltre i confini della provincia di Foggia e capace di operare tra Puglia, Molise e Abruzzo.
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, gli indagati sarebbero coinvolti in numerosi episodi di furto di autovetture e nelle successive attività di ricettazione dei mezzi sottratti. Gli accertamenti avrebbero inoltre permesso di individuare il ruolo centrale di un soggetto già noto alle forze dell’ordine per precedenti vicende legate alle stesse tipologie di reato.
Le investigazioni hanno evidenziato come alcuni dei veicoli rubati venissero successivamente ceduti ad altri soggetti che, secondo l’ipotesi accusatoria, li avrebbero utilizzati per la commissione di ulteriori attività illecite. Un elemento che ha contribuito a delineare un quadro investigativo particolarmente articolato e che ha rafforzato gli indizi raccolti dagli inquirenti.
Per evitare controlli e intercettazioni, gli indagati avrebbero fatto largo uso di applicazioni di messaggistica criptata, limitando al minimo indispensabile le comunicazioni attraverso i tradizionali canali telefonici. Una strategia studiata per rendere più difficile il lavoro degli investigatori, ma che non è bastata a sottrarli all’azione della polizia.
Determinante, infatti, è stato il connubio tra strumenti tecnologici avanzati e metodi investigativi tradizionali. Accanto alle attività tecniche, gli agenti hanno svolto numerosi servizi di osservazione, pedinamento e controllo del territorio, riuscendo a monitorare gli spostamenti dei sospettati e a raccogliere elementi ritenuti decisivi per la ricostruzione dei fatti.
Particolarmente importante si è rivelato il ricorso alle attività audio-video, che hanno consentito agli investigatori di documentare in maniera dettagliata diverse fasi dell’attività criminale contestata. In alcuni casi, i furti sarebbero stati ripresi praticamente in diretta, offrendo un riscontro immediato alle ipotesi investigative formulate nel corso dell’indagine.
L’operazione conferma l’attenzione delle forze dell’ordine verso il fenomeno dei furti di veicoli, una piaga che continua a colpire numerosi territori del Mezzogiorno e che alimenta un mercato illecito particolarmente redditizio. Proprio la capacità di recuperare prove attraverso un’attività investigativa complessa e multidisciplinare ha consentito di arrivare all’emissione delle misure cautelari eseguite oggi.
Resta comunque fermo il principio di presunzione di innocenza. Il procedimento si trova infatti nella fase delle indagini preliminari e la posizione delle persone coinvolte è ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Gli indagati, come previsto dall’ordinamento, non possono essere considerati colpevoli fino all’eventuale pronuncia di una sentenza definitiva di condanna.



