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Carapelle si digitalizza, ma il clima politico è incandescente

AUTORE:
Daniela Iannuzzi
PUBBLICATO IL:
20 Luglio 2022
5 Reali Siti // Carapelle //

Statoquotidiano, 20 luglio 2022 – Incandescente clima politico a Carapelle, mentre parte, tra le varie iniziative,  la transizione verso la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Ottenuto, infatti, il primo di tre finanziamenti necessari, come si legge sulla pagina  Facebook dedicata: “finanziamento di € 53.991,00 che verrà utilizzato per tutte le procedure di PagoPa e per il primo step necessario per rendere interattivo il sito web”.

 

Tutt’altro che roseo il clima politico carapellese nel periodo in corso, intanto, stando  alle dichiarazioni del gruppo politico all’opposizione, Carapelle Futura.

A tal proposito, così Antonio Di Tuccio, esponente del gruppo Carapelle Futura, a introduzione del comizio tenuto il 15 luglio scorso da Antonio Ricci:

“Clima di terrore, con denunce se uno parla. Puntate l’attenzione sui grandi progetti, ma noi vogliamo la vivibilità del nostro paese. E, poi, i grandi progetti li hanno realizzati altri sindaci prima di voi. Scendete dal piedistallo, siete uguali a noi. Quando volete comandare, lo dovete fare a casa vostra. Ma se chiedete soldi pubblici, dovete dare conto. Avete chiesto il 120% della Tari e perlomeno dovreste non farci trovare in questo sudiciume. Non possiamo pagare 7/800 euro a famiglia e poi stiamo sporchi”.

E sono, queste,  solo alcune delle frasi pronunciate.

Le ragioni.

Nel corso dell’intervento pubblico  di cui sopra, l’ingegnere Ricci, fino ad un anno fa consigliere di opposizione poi dimessosi, ha raccontato di 3 querele a suo carico ed 1 a carico di Antonio Di Tuccio che sarebbero state volute dalla  parte politica al governo della cittadina.

“Ma io sono sicuro di quello che ho fatto e che ho detto. Ho sempre documentato tutto” le dichiarazioni di Ricci durante il comizio. “Due ore davanti ai carabinieri, a dire cosa ho scritto e come, lo ritengo una vigliaccata. Mi ha dato fastidio. Sono sempre stato una persona pulita. Non ammetto che qualcuno debba sporcare la mia persona quando io non ho mai offeso personalmente lui. Una persona che si presenta a rappresentare la città, non può essere seminatore di odio. Io il mio competitor lo rispetto. Anche il giudice gli ha dato torto: ha detto che si tratta di critica politica e nelle nostre parole non c’è nulla di personale”.

Antonio Ricci, quindi, ha dato, nell’occasione, dei riferimenti. Ha parlato di episodi, situazioni politiche che sarebbero state gestite in modo non adeguato dall’ Amministrazione che siede negli scranni del Comune di Carapelle.

“Qualche denuncia” ha incalzato “si è riferita a post  sulla pagina Facebook di Carapelle Futura dove abbiamo scritto che 36 mila euro versati alla CISA per comprare 1500 tamponi [Coordinamento Italiano Sicurezza Ambientale “Protezione Civile”, ndr.] è una vergogna. 24 euro per un kit di tamponi, quando in tutta Italia li hanno pagati 7 o 8 euro cadauno.

E poi abbiamo trovato delibere di aziende che hanno pagato quegli stessi tamponi a 3 euro. E la stranezza è che questi tamponi hanno seguito una strada ancor più particolare. È stata applicata l’IVA su quella roba lì, quando, in quel momento in cui avveniva l’acquisto, la normativa di emergenza per la nazione non lo richiedeva.

Chi ha masticato un po’ di atti amministrativi, capisce bene che c’è qualcosa che non va.

Il 23 dicembre hanno approvato alle 13.45 qualcosa che era stato pubblicato già alle 12:00. Vi siete  riuniti dopo aver pubblicato e già lo stesso giorno è stata fatta la determina di incarico, senza fare prima un’indagine di mercato”.

E, in più, tutta una serie di argomenti e situazioni tecniche rispetto alle quali Ricci, in sintesi, così si è espresso: “Qui si parla della tutela pubblica. Di uno sviluppo nel rispetto delle regole e di tutti i cittadini. Fate la procedura giusta e noi saremo i primi ad alzare la mano”.

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