ROMA – Si è spento il Comandante Alfa, nome di copertura con cui era conosciuto uno dei fondatori del Gruppo di Intervento Speciale (GIS) dell’Arma dei Carabinieri e considerato il militare più decorato d’Italia. La sua scomparsa lascia un vuoto profondo nel mondo delle istituzioni, della sicurezza e della cultura della legalità, ambiti ai quali ha dedicato l’intera esistenza.
Nato a Castelvetrano nel 1951, il Comandante Alfa entrò nella storia dell’Arma nel 1977, contribuendo alla nascita del GIS, il reparto d’élite dei Carabinieri specializzato negli interventi ad alto rischio, nella lotta al terrorismo e nelle operazioni più delicate contro la criminalità organizzata.
Per oltre quarant’anni ha operato nell’ombra, scegliendo di mantenere riservata la propria identità. Il caratteristico passamontagna nero, indossato durante le rare apparizioni pubbliche, è diventato il simbolo di un uomo che ha sempre anteposto il dovere alla notorietà, trasformandosi nel volto più riconoscibile di chi, per missione, ha scelto di restare senza volto.
Nel corso della sua carriera ha preso parte a numerose operazioni ad altissimo rischio, distinguendosi per coraggio, professionalità e spirito di servizio. Le onorificenze ricevute testimoniano una vita interamente spesa al servizio dello Stato e della difesa dei cittadini.
Anche dopo aver lasciato il servizio attivo, il Comandante Alfa ha continuato a diffondere i valori della legalità, dell’etica e del senso delle istituzioni attraverso incontri pubblici, conferenze e testimonianze rivolte soprattutto ai giovani, affinché comprendessero il significato del sacrificio e dell’impegno civile.
Tra i primi messaggi di cordoglio quello di Giuseppe Marasco, conosciuto come Comandante Omega e fondatore degli Ispettori Civilis, che ha affidato ai social il suo ricordo:
«Profondamente addolorato per la grave perdita, mi unisco al dolore della famiglia e di tutti i colleghi nel ricordo del caro Comandante Alfa».
Con la scomparsa del Comandante Alfa se ne va uno dei protagonisti più autorevoli della storia dei reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri, una figura che ha incarnato i valori del coraggio, della disciplina e della dedizione assoluta allo Stato, lasciando un’eredità morale destinata a rimanere punto di riferimento per le future generazioni



Veramente dispiaciuto della dipartita di questo valoroso militare, non tanto anziano.
Che dire, tante condoglianze ai familiari e che sono sempre i migliori a lasciare prima questo mondo.
Che il suo Spirito ci guardi da lassù come ha fatto sulla terra per far emergere e rispettare la legalità col suo esempio, a noi piccoli cittadini.