Tra i massimi esperti di intelligenza artificiale a livello internazionale, Nello Cristianini sarà protagonista il 23 luglio a Vieste della rassegna “Il Libro Possibile”. L’incontro è in programma alle 20.30 a Marina Piccola e sarà introdotto da Giorgia Messa.
Docente all’Università di Bath, nel Regno Unito, e con esperienze accademiche alla University of California, Davis e alla University of Bristol, Cristianini torna in Puglia per presentare il suo ultimo saggio, “Forma mentis. La corsa per decifrare i pensieri delle macchine”, pubblicato da Il Mulino.
L’opera affronta uno dei temi più attuali della ricerca scientifica: la crescente capacità delle intelligenze artificiali di sviluppare rappresentazioni interne dei problemi e la necessità, da parte dell’uomo, di comprenderne il funzionamento. Se fino a pochi anni fa la sfida consisteva nel verificare se le macchine fossero in grado di risolvere giochi o rompicapi, oggi il vero interrogativo riguarda la comprensione dei processi cognitivi che avvengono al loro interno.
Alla domanda se le macchine producano davvero pensieri propri, Cristianini risponde: “Sono in grado di apprendere, generalizzare, ragionare, fare piani, riconoscere situazioni anche astratte. Per fare questo, devono rappresentare al proprio interno il problema da risolvere, la domanda a cui rispondere: è solo in questo senso, che parliamo di pensieri, ovvero di processi cognitivi. Ma dobbiamo fare attenzione: non si parla di coscienza, solo di abilità cognitive, di intelligenza.”
Per spiegare come si sviluppino questi processi, il professore cita un esempio tratto da una recente ricerca di Anthropic. “Domanda: quante zampe ha l’animale che cattura le sue prede con dei fili di seta? Risposta: otto zampe. Per poter rispondere, al proprio interno, Claude rappresenta il concetto di ragno. Questa però è una rappresentazione ‘silenziosa’, non lo dice mai, ma il simbolo interno di ragno è attivato prima di poter rispondere. Questo è il risultato spontaneo che emerge dal lungo addestramento di queste reti neurali, ed è anche il tema del libro che presenterò a Vieste, che per l’appunto si chiama Forma Mentis. Oggi queste cose si possono decifrare, almeno in parte.”
Tra gli aspetti che più lo hanno colpito negli ultimi sviluppi della ricerca, Cristianini evidenzia la crescente collaborazione tra discipline diverse. “Mi piace vedere la collaborazione stretta tra scienziati con formazione così diversa, matematici e informatici che si occupano dei dettagli microscopici delle reti neurali. Poi neuroscienziati che studiano modi di interpretare le rappresentazioni interne che emergono al loro interno. E infine psicologi e filosofi, che cercano di capire che tipo di intelligenza risulta da quelle strutture cognitive artificiali. È un campo di ricerca nuovo e di grande bellezza.”
Sul futuro dello studio delle intelligenze artificiali, lo studioso ritiene che il percorso sia appena iniziato. “Siamo davvero all’inizio. Il vero ostacolo è ancora la mancanza di immaginazione, ma non sarà per molto. Ci sono molte persone e molte idee, in questo campo: che cosa succede quando si addestra una rete neurale di milioni di neuroni, facendole leggere centinaia di migliaia di libri? Ha ancora senso descriverla solo come un sistema informatico, o elettronico, o statistico? Che concetti vediamo emergere, se la osserviamo dalla giusta distanza? Si stanno tracciando oggi le prime mappe di quella mente: è davvero un momento interessante.”
L’appuntamento di Vieste offrirà così al pubblico l’occasione di approfondire uno dei temi più affascinanti della ricerca contemporanea, esplorando i progressi dell’intelligenza artificiale e le nuove sfide poste dalla comprensione dei processi cognitivi sviluppati dalle macchine.
Lo riporta rainews.it.



