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ROGGERO BOLLATE Mario Roggero in carcere a Bollate, le figlie: «Faremo tutto il possibile per non lasciarlo solo»

Dopo l'ingresso nella struttura penitenziaria, avrebbe chiesto alla moglie alcuni oggetti personali per affrontare la vita quotidiana in carcere

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
20 Luglio 2026
Cronaca // Primo piano //

Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva per l’uccisione di due rapinatori davanti al suo negozio, ha trascorso i primi giorni nel carcere di Bollate, in provincia di Milano. Dopo l’ingresso nella struttura penitenziaria, avrebbe chiesto alla moglie alcuni oggetti personali per affrontare la vita quotidiana in carcere, tra cui un costume da bagno e un accappatoio per la doccia, che viene effettuata in spazi condivisi con gli altri detenuti.

Secondo quanto riportato, le persone che sono andate a fargli visita, tra cui il ministro Matteo Salvini e il deputato di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, lo avrebbero trovato provato ma anche “con grandissima dignità”. Roggero si trova in una cella condivisa con un altro detenuto e nella struttura di Bollate, considerata uno degli istituti penitenziari più organizzati d’Italia e spesso indicata come carcere modello.

Nel frattempo, la posizione del gioielliere sarebbe cambiata rispetto ai primi momenti successivi alla condanna. Secondo Bignami, Roggero starebbe vivendo una fase di riflessione più profonda sulla vicenda.

“Una profonda rimeditazione della sua condotta, non solo per quello che vive adesso ma per effetto di una seria riflessione su ciò che gli è accaduto”, ha dichiarato il parlamentare.

Un atteggiamento che potrebbe rappresentare, secondo quanto ipotizzato, un possibile percorso verso una richiesta di grazia al Quirinale, per la quale assumerebbero un ruolo importante eventuali segnali di pentimento e un percorso di riconciliazione con i familiari delle vittime.

Il gioielliere, seguendo le notizie trasmesse dai media, avrebbe inoltre reagito alle accuse degli avvocati di parte civile secondo cui non avrebbe versato i risarcimenti stabiliti.

“Non è vero che non ho versato neanche un euro, gli ho dato 300mila euro. Soldi che non avevo e che mi sono dovuto procurare con grandi sacrifici”, avrebbe affermato Roggero.

Intanto la moglie Mariangela Sandrone, dopo quasi cinquant’anni trascorsi insieme al marito, ha vissuto il primo fine settimana senza di lui. In attesa del primo colloquio in carcere, previsto dopo i tempi stabiliti dalla legge, la donna avrebbe acquistato alcuni beni richiesti dal marito, tra cui accappatoio, costume da bagno, infradito e libri.

Dopo il primo incontro, i familiari potranno effettuare visite periodiche e mantenere contatti telefonici quotidiani secondo le modalità previste dall’ordinamento penitenziario.

Sul fronte familiare, la moglie e le figlie stanno valutando la riapertura della gioielleria di Grinzane Cavour, rimasta chiusa dopo l’arresto.

“Questa settimana, al massimo la prossima. È giunto il momento. Non sarà facile, soprattutto per mia figlia, ma ognuno deve fare la sua parte”, ha spiegato la famiglia.

Le figlie Luisa e Laura stanno affrontando con difficoltà la nuova situazione. “È un dolore incredibile sentirlo solo tramite un dispositivo, un uomo anziano dovrebbe trascorrere i suoi ultimi anni insieme a chi lo ama. Invece è in una cella, che ci ha descritto come molto piccola. Gli ho detto che faremo tutto il possibile per non lasciarlo solo.”

La famiglia di Roggero prova quindi a ricostruire una quotidianità diversa, tra il sostegno al padre detenuto e la volontà di rilanciare l’attività storica della gioielleria.

Lo riporta leggo.it.

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