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S.Severo, indossa crocifisso, coltelli, catena, tenta di strangolarla


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San Severo – I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Severo hanno arrestato per tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e porto di armi atte ad offendere, Couloubali Simon, classe 1982, originario del Mali, ma da anni domiciliato a San Severo nella località meglio conosciuta come “il Ghetto”.

I FATTI. Era circa l’una del pomeriggio quando veniva richiesto con urgenza l’intervento dei Carabinieri presso il Ghetto per l’accoltellamento di una donna avvenuto poco prima. La situazione rappresentata era critica, l’attentatore veniva descritto ancora armato di coltelli e catena. I Carabinieri si portavano immediatamente sul posto: il giovane malese alla presenza di numerosi suoi connazionali minacciava di aggredire chiunque gli si facesse incontro.

I Carabinieri riuscivano, dopo una breve colluttazione, a bloccare il giovane e disarmarlo del coltello che aveva in una mano, della catena nell’altra e di un altro coltello nascosto nella scarpa destra. La vittima, una donna nigeriana del 57’, che gestisce un piccolo punto di ristoro all’interno della baraccopoli, era stata già trasportata all’Ospedale di Foggia, dove le riscontravano un forte trauma cranio-facciale, lesioni da taglio all’orecchio sinistro e contusioni al viso ed al costato. La raccolta delle testimonianze della vittima e di altri presenti permetteva ai Carabinieri di ricostruire la vicenda. Erano quattro giorni che il giovane perseguitava la donna minacciandola di morte. L’uomo non sopportava che la donna portasse al collo un crocifisso, segno della sua fede religiosa. Dalle minacce all’aggressione. L’uomo si avvicinava alla donna ed iniziava a colpirla con pugni in faccia.

La vittima si accasciava al suolo e benché stordita notava che il giovane estraeva dai pantaloni due coltelli puntandoglieli alla pancia e gli strappava la collanina con il crocifisso. Quest’ultimo poi, si allontanava momentaneamente, reperiva una catena in ferro, e dopo aver raggiunto di nuovo la donna ancora a terra per i dolori, la colpiva prima al volto e poi gli avvolgeva la catena intorno al collo nel tentativo di strangolarla. In quel frangente intervenivano diverse persone che riuscivano a liberarla dall’aggressore. I Carabinieri giunti sul posto bloccavano l’uomo ancora armato; in seguito l’autore dei fatti è stato tradotto in carcere a Foggia.

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Redazione Stato@riproduzioneriservata

S.Severo, indossa crocifisso, coltelli, catena, tenta di strangolarla ultima modifica: 2014-09-20T20:20:25+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Giuseppe

    Scusate se disturbo o mi intrometto, comunque io sono dell’ idea che se loro:
    – non ci rispettano;
    – non rispettano le nostre religioni
    – distruggono la nostra economia!
    – portano altra violenza nei nostri paesi
    Perché noi dovremmo accoglierli a braccia aperte e far si che continuino a conquistare le nostre terre, i nostri lavori giusto nel momento in cui c’è il cambio generazionale?
    Visto che loro non ricambiano assolutamente la nostra gratitudine?
    Visto che gli jihadisti stanno facendo omicidi in tutta europa, e che quindi c’è il pericolo di complotti e attacchi coordinati, visto che ci sono grafici che dimostrano questo e visto che siamo un Unione, perché non dimostriamo che se ci sono i requisiti possono rimanere,altrimenti che se ne tornassero da dove sono venuti, o giudicate senza pietà, mantenendo può rispetto delle nostre leggi.


  • Mattesco Venezia

    Ovviamente si tratta di un caso isolato di uno squilibrato. Non bisogna sparare nel mucchio perchè colpiremmo persone oneste che magari ci sono utili in tanti òavori modesti che nessuno di noi vuole fare più.

  • responsabilità di soggetti che tradiscono l’Italia come boldrini e kyenge, che sono donne e producono nel paese violenza alle donne e femminicidio.
    Complimenti.


  • Zecca

    “Non bisogna sparare nel mucchio perchè
    colpiremmo persone oneste che magari ci sono utili
    in tanti òavori modesti che nessuno di noi vuole fare
    più.”

    Gli immigrati non servono ai lavoratori italiani.

    Quindi voi antirazzistelli li difendete solo quando la loro presenza serve ai papponi che li assumono a fare lavori umili e degradanti? (e non è il caso di questo bastardo), percui se mai un giorno (e lo faranno, abbiate fede) vorranno scalare la piramide sociale e iniziare a fare i lavori dei figli dei radical chic che li difendono la vostra “filantropia” si scioglierà come neve al sole?


  • zecca francesco

    “Non bisogna sparare nel mucchio perchè
    colpiremmo persone oneste che magari ci sono utili
    in tanti òavori modesti che nessuno di noi vuole fare
    più.”

    Gli immigrati non servono ai lavoratori italiani.

    Quindi voi antirazzistelli li difendete solo quando la loro presenza serve ai papponi che li assumono a fare lavori umili e degradanti? (e non è il caso di questo bastardo), percui se mai un giorno (e lo faranno, abbiate fede) vorranno scalare la piramide sociale e iniziare a fare i lavori dei figli dei radical chic che li difendono la vostra “filantropia” si scioglierà come neve al sole?

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