Isole Tremiti, ipotesi ritorno sotto la Capitaneria di Manfredonia
Il direttore marittimo della Puglia, Donato De Carolis, apre al possibile riallineamento delle competenze. Nessun provvedimento è stato ancora adottato e i collegamenti navali con Termoli restano una questione distinta.
Le Isole Tremiti potrebbero tornare sotto la giurisdizione marittima della Capitaneria di porto di Manfredonia. A prospettare questa possibilità è il contrammiraglio Donato De Carolis, direttore marittimo della Puglia e della Basilicata ionica, intervenuto nel corso di un’intervista rilasciata all’emittente foggiana Immediato. Le sue dichiarazioni riaprono un dossier che coinvolge due territori, la Puglia e il Molise, legati da anni alla gestione amministrativa e ai collegamenti con l’arcipelago.
Al momento, tuttavia, non esiste un provvedimento formale. Non sono stati annunciati atti ufficiali, né è stato indicato un calendario per l’eventuale trasferimento delle competenze. Quella delineata da De Carolis è dunque una prospettiva ancora in fase di valutazione, che dovrà essere approfondita nelle sedi istituzionali competenti.
Dal 2005 le Tremiti fanno capo alla Capitaneria di porto di Termoli per quanto riguarda l’amministrazione e la sicurezza marittima. Una scelta che ha determinato una particolare configurazione territoriale: l’arcipelago appartiene infatti alla provincia di Foggia e alla Regione Puglia, mentre le funzioni marittime vengono esercitate da un’autorità con sede in Molise.
De Carolis, che ha ricordato di aver vissuto personalmente il passaggio delle competenze a Termoli, ha fatto riferimento all’esistenza di alcune ipotesi capaci, in futuro, di favorire un riallineamento. L’obiettivo sarebbe quello di far coincidere l’appartenenza amministrativa delle isole con la giurisdizione dell’autorità marittima di riferimento. In questo scenario, la competenza tornerebbe alla Capitaneria di Manfredonia, territorialmente collegata alla provincia foggiana.
Un’eventuale riorganizzazione avrebbe conseguenze soprattutto sul piano istituzionale e operativo. Le Capitanerie di porto esercitano infatti funzioni essenziali per la sicurezza della navigazione, il controllo delle attività marittime, la tutela dell’ambiente, la vigilanza sulla pesca e la gestione delle emergenze in mare. Proprio per questo, qualsiasi cambiamento richiederebbe una valutazione attenta delle esigenze dell’arcipelago, delle distanze, dei mezzi disponibili e della capacità di assicurare interventi tempestivi durante tutto l’anno.
Per Termoli la questione riveste un’importanza particolare. Il porto molisano rappresenta da decenni il principale punto di partenza per raggiungere le Tremiti e svolge un ruolo strategico nel trasporto di residenti, turisti, lavoratori e merci. La vicinanza geografica e la continuità dei collegamenti hanno consolidato nel tempo un rapporto economico e logistico che va oltre i confini amministrativi regionali.
Il possibile passaggio alla Capitaneria di Manfredonia non comporterebbe automaticamente lo spostamento dei traghetti dal porto di Termoli. La giurisdizione marittima e l’organizzazione delle rotte sono due ambiti differenti. La prima riguarda le competenze esercitate dall’autorità dello Stato; la seconda dipende dalla programmazione dei servizi, dalle autorizzazioni, dai contratti e dalle valutazioni economiche degli operatori. Il porto molisano potrebbe quindi conservare la propria centralità anche in presenza di un diverso assetto istituzionale.
Resta aperto, invece, il problema dell’affidabilità dei collegamenti. Residenti e operatori economici chiedono da tempo un servizio stabile, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza. La tratta da Termoli ha registrato ripetuti disservizi, con pesanti conseguenze per i passeggeri e per le attività dell’arcipelago. Nel luglio scorso i problemi tecnici alla motonave “Santa Lucia” provocarono diversi giorni di difficoltà e lasciarono a terra centinaia di persone.
La vicenda arrivò anche in Parlamento attraverso un’interrogazione della senatrice Annamaria Fallucchi, che sollecitò verifiche sulla regolarità del servizio e sulla disponibilità di una nave sostitutiva. L’episodio ha evidenziato ancora una volta la vulnerabilità di un territorio insulare che dipende dai collegamenti marittimi per l’approvvigionamento dei beni essenziali, la mobilità dei residenti, l’assistenza sanitaria e il funzionamento dell’economia turistica.
L’ipotesi avanzata da De Carolis apre quindi una discussione che non può limitarsi alla collocazione burocratica delle competenze. Al centro dovranno rimanere la sicurezza della navigazione, la continuità territoriale e la qualità dei servizi. Prima di qualsiasi decisione sarà necessario chiarire quale organizzazione possa garantire alle Tremiti maggiore efficienza, tempi di intervento adeguati e un coordinamento stabile tra Puglia e Molise. Lo riporta primonumero.it.




Pensiamo anche al progetto che prevede di unire il Molise alla provincia di Foggia, dando origine alla Moldaunia.
Credo in un vantaggio reciproco: mare, montagne e pianure insieme.
Tnutavill. Un problema in meno per Manfredonia
Non credo che il Molise vorrà avere l’influenza negativa della politica foggiana. La peggior d’Italia.
Ultima provincia d’Italia per vivibilità, rapporto di un noto giornale di economia e finanza.
Speriamo , la prima cosa da fare sarebbe vietare la navigazione alle imbarcazioni a motore diesel o benzina, QUELLO E UN PARCO E RISERVA MARINA !!!
TUTELIAMO LE ISOLE TREMITI , LE UNICHE ISOLE ITALIANE IN ADRIATICO