SAN SEVERO (FG) – Un agente della Polizia penitenziaria in servizio nel carcere di San Severo è stato aggredito da un detenuto e ha riportato ferite giudicate guaribili in venti giorni. A denunciare l’accaduto è il Consipe, la Confederazione sindacati penitenziari.
L’episodio, secondo quanto riferito dall’organizzazione sindacale, si sarebbe verificato venerdì scorso. Il detenuto avrebbe colpito l’agente con violenti pugni al volto e alla testa. Durante l’aggressione gli avrebbe inoltre sottratto la radio di servizio, impedendogli di chiedere immediatamente l’intervento dei colleghi.
L’operatore ha ricevuto le prime cure all’interno dell’istituto penitenziario ed è stato successivamente trasportato al pronto soccorso. Avrebbe riportato ferite ed ecchimosi al viso e alla testa, oltre a un dolore al braccio provocato dal tentativo di difendersi. L’agente si trova ora a casa con una prognosi di venti giorni.
«Si tratta di un episodio di una gravità inaudita, che si inserisce in un quadro ormai insostenibile di insicurezza, sovraffollamento e cronica carenza di organico», afferma Raffaele Miscioscia, segretario nazionale delegato del Consipe. Il rappresentante sindacale richiama l’attenzione sulle condizioni nelle quali opera quotidianamente il personale della Polizia penitenziaria, esposto – sostiene – a rischi sempre maggiori per la propria incolumità.
Il Consipe sollecita un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria affinché siano rafforzate le misure a tutela degli agenti in servizio nel carcere di San Severo. Il sindacato chiede inoltre l’applicazione dei provvedimenti disciplinari e penali previsti nei confronti del responsabile, il suo trasferimento in un’altra struttura, l’adeguamento delle dotazioni di sicurezza e un concreto potenziamento dell’organico dell’istituto.
Secondo la Confederazione, si tratta di misure non più rinviabili per garantire condizioni di lavoro adeguate e tutelare il personale penitenziario. Lo riporta il tgpuglia.



