
I tre bandi (pubblicati sul BURP n. 162 del 15 ottobre 2009) individuano le tipologie di intervento strategicamente più rilevanti del PSR: i cosiddetti PIF (i progetti integrati di Filiera), l’insediamento di giovani agricoltori e gli avvisi “Approccio leader” da parte dei GAL. Il bando, inoltre, individua anche i distretti agroalimentari di qualità, appena riconosciuti dalla giunta regionale, come soggetti promotori dei PIF.
Attraverso una unica valutazione della proposta, inoltre, in caso di ammissibilità della stessa, i giovani, oltre ad ottenere il premio di primo insediamento, potranno accedere a più misure del PSR specificatamente previste dal bando. Infine, la misura relativa ai Gruppi di Azione Locale, permette il coinvolgimento dei partenariati locali delle aree rurali della regione nella individuazione delle specifiche e diversificate esigenze di sviluppo e nell’utilizzo di strumenti e risorse finanziare per dare risposta ai bisogni delle diverse aree. “Tra risorse pubbliche e l’impegno delle risorse private – commenta il Presidente della Regione Nichi Vendola – saranno messi a disposizione del sistema agroalimentare pugliese circa 1.200.000 euro, fondamentali per avviare una sostanziale e positiva modifica strutturale del comparto”.
Questi i principali elementi dei bandi pubblicati: Progetti Integrati di Filiera (PIF): l’avviso mette a disposizione delle imprese agricole di trasformazione di prodotti agricoli afferenti alla medesima filiera circa 200 milioni di euro, in grado di generare investimenti complessivi di quasi 400 milioni di euro. Le risorse sono ripartite tra tutte le principali filiere agricole regionali (cerealicola, olivicola, ortoflorofrutticola, vitivinicola, lattiero-casearia, zootecnica da carne, silvicola) in misura proporzionale al loro peso economico e sociale, premiando comunque le filiere in grado di esprimere maggiore progettualità. Attraverso il PIF si coinvolgono una pluralità di soggetti per realizzare investimenti singoli, distinti ma coordinati tra loro, per l’ammodernamento delle aziende agricole e forestali, il miglioramento delle strutture di trasformazione, il miglioramento della qualità e la valorizzazione commerciale dei prodotti, il trasferimento delle conoscenze e la consulenza alle aziende agricole, l’introduzione di innovazioni tecnologiche.
I PIF sono caratterizzati da un accordo formale tra i soggetti aderenti – che si debbono costituire in forma di Associazione Temporanea di Imprese o Associazione Temporanea di Scopo o Consorzio o Società Consortile – che definisca in maniera chiara le relazioni e i legami tra le imprese. Le imprese, a cui è garantita la libera partecipazione al PIF, si impegnano a perseguire l’obiettivo comune di incrementare i rapporti tra di loro, funzionale a risultati commerciali più remunerativi e a collocazioni sui mercati più certe. Coerentemente con questa finalità, i criteri di valutazione dei PIF premiano soprattutto i raggruppamenti nei quali aumentino i conferimenti dai produttori agricoli alle imprese di trasformazione che, a loro volta, privilegino le acquisizione di prodotto di base dalle imprese aderenti al PIF, nonché la sussistenza di accordi con la GDO e altre forme e canali di commercializzazione delle produzioni. Inoltre, i criteri di valutazione premiano i PIF che coinvolgano più imprenditori agricoli, prevedendo che almeno il 25% degli investimenti dei progetti presentati debba riguardare proprio le imprese agricole, ciò al fine di promuovere una loro più sicura e diffusa partecipazione. Per garantire la creazione di PIF equilibrati in relazione alla filiera di appartenenza e dalle dimensioni né troppo modeste né troppo elevate, le risorse disponibili per singolo PIF variano tra livelli minimi e massimi – differenziati per filiera – compresi tra circa 150.000 euro e 12.750.000 euro. La redazione e presentazione dei PIF, che si dovrà concludere entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, sarà supportata dall’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale sia con azioni di informazione ed assistenza che con l’ausilio di un software dedicato, disponibile sul sito della Regione, attraverso il quale, inoltre, la procedura selettiva si svolgerà in tempi rapidissimi. Insediamento di giovani agricoltori e relativo Pacchetto Multimisura Giovani: il bando è rivolto a coloro che, avendo un età compresa tra i 18 e 40 anni, vogliano divenire imprenditori agricoli.
L’aiuto si concretizza in un premio compreso tra i 25.000 e i 45.000 euro in funzione della condizione di minore o maggiore svantaggio dell’area in cui il giovane vuole insediarsi e dell’eventuale ricorso a un contributo in conto interessi. Il contributo viene concesso a patto che il giovane presenti un Piano di sviluppo dell’azienda, che preveda un fabbisogno di lavoro per almeno 2.200 ore all’anno. Nel Piano debbono essere evidenziati gli investimenti e tutti gli altri interventi necessari al miglioramento dell’azienda, in termini ambientali, di reddito, di occupazione, di qualità dei prodotti. L’avviso prevede un totale di 96,5 milioni di euro e consente l’ammodernamento delle aziende agricole, il miglioramento delle competenze dell’imprenditore, l’adesione a sistemi di qualità, l’utilizzo di consulenze, la diversificazione delle attività dell’azienda. Si prevede di consentire l’insediamento di quasi 5.000 giovani imprenditori che, se non già preparati da un percorso di studi in materie agrarie, potranno acquisire le indispensabili conoscenze e competenze entro 36 mesi, pervenendo al riconoscimento della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale. Le domande, redatte attraverso gli strumenti disponibili sul portale SIAN e sul sito della Regione, potranno essere presentate sino a esaurimento delle risorse finanziarie. La Regione provvederà alla definizione di graduatorie con cadenza trimestrale, con primo termine al 1 febbraio 2010.
L’avviso indica l’obbligo per questi partenariati di costituirsi in Gruppi di Azione Locale (GAL), di definire con maggiore dettaglio le strategie di sviluppo ipotizzate attraverso la redazione di un Piano di Sviluppo Locale, avendo a disposizione risorse per 279 milioni di euro, incrementabili di ulteriori 14 milioni di euro per investimenti dedicati alla produzione di energia da biomasse. Queste risorse sono state ripartite tra le aree, in funzione dell’entità degli svantaggi, della popolazione e della superficie interessata, con dotazioni minime di quasi 9 milioni di euro per i territori in pianura e con meno abitanti, e massime di 14,5 milioni di euro per le zone di montagna ampie e popolate. A disposizione 60 giorni per presentare il PSL e tutta la documentazione amministrativa richiesta, durante il quale per consentire la migliore progettualità possibile l’Area Politiche per lo Sviluppo Rurale e la Rete Rurale Nazionale garantiranno azioni di assistenza e workshop tematici.


