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Il ddl lavoro è legge: arbitro per le controversie


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Camera, è legge il Ddl lavoro (fonte image: ilgiornale.it)

Camera, è legge il Ddl lavoro (fonte image: ilgiornale.it)

Foggia – E’ legge il “Ddl lavoro”. Con 310 voti favorevoli, 204 contrari e tre astenuti la Camera ha dato il via libera al provvedimento, dopo due anni di di rinvii, durante i quali si sono susseguite ben sette letture in aula. Immediate la reazione dei rappresentanti della Cgil, che nel pomeriggio di ieri avevano organizzato un presidio davanti a Montecitorio per sottolineare, nuovamente, la sua contrarietà ai contenuti del cd “collegato lavoro”.

Per la Cgil si tratta di una legge “sbagliata” e che “colpisce il futuro dei lavoratori” (fonte: Rassegna.it). A puntare il dito è il Segretario Confederale della CGIL, Fulvio Fammoni, che sottolinea come “durante la peggiore fase di crisi degli ultimi anni invece di approvare provvedimenti a favore dell´occupazione si abbassano i diritti”. Secondo il dirigente sindacale il governo e la maggioranza di centrodestra “si assumono così una grave responsabilità nei confronti dei lavoratori italiani, in particolare verso i più deboli: giovani, donne, disoccupati e immigrati”.

Quali i ‘punti critici´ del disegno di legge secondo la Cgil: la certificazione in deroga, i contratti collettivi nazionali, i vincoli al ruolo del giudice del lavoro, l’arbitrato e “la clausola compromissoria da firmare all´atto dell´assunzione – dice Sacconi – per impedire la possibilità di ricorrere ad un giudice in caso di controversie”. Inoltre, aggiunge, “l´arbitro che sostituirà il giudice emetterà sentenza ‘secondo equità´ anche in deroga alle leggi e ai contratti nazionali”. Elementi che per la CGIL hanno “evidenti profili di incostituzionalità”.

Inoltre nel ddl l’introduzione dell’apprendistato a 15 anni “che abbassa l´obbligo scolastico e la soglia del lavoro minorile” e recupera “la delega sugli ammortizzatori sociali, prevista dal protocollo sul welfare del 2007, per approvare una legge però diversa da quello spirito scavalcando il Parlamento”.

La CGIL, assicura Fammoni, “attiverà immediatamente l´iniziativa di tutela delle persone contro gli effetti della legge, che è palesemente viziata; presenterà un appello sugli elementi di incostituzionalità; farà partire immediatamente una campagna d´informazione su come difendersi dagli effetti negativi della legge con la diffusione di materiali informativi in tutti i posti di lavoro”.

IN PRECEDENZA, LE PROTESTE IN CAPITANATA, IL NO DI NAPOLITANO Collegato lavoro, commento Iacoviello e


La protesta dei sindacati



Redazione Stato

Il ddl lavoro è legge: arbitro per le controversie ultima modifica: 2010-10-20T11:49:48+00:00 da Redazione



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  • Marco Barbieri

    Apprendistato,un Accordo Sbagliato *di Marco Barbieri – pubblicata da Beppe Di Brisco il giorno mercoledì 3 novembre 2010 alle ore 20.33

    Apprendistato, un accordo Sbagliato

    *Marco Barbieri – Il Manifesto 2 Novembre 2010

    Il 27 ottobre il Governo ha ottenuto da Regioni e parti sociali (compresa Cgil) la firma di un accordo sull’apprendistato, che rappresenta un cedimento all’impostazione di Sacconi.Non si tratta di un tema marginale: anche l’anno scorso sono stati attivati più di mezzo milione di contratti di apprendistato.

    I contenuti principali sono:

    1) si condividono tutte le forme di apprendistato introdotte dalla cd. legge Biagi (comprese quelle assurde e peraltro inattuate come l’apprendistato sostitutivo della scuola, conforme alle leggi Moratti, e quello dell’alta formazione);

    2) si sostiene che “il rilancio del contratto di apprendistato impone una maggiore valorizzazione della formazione aziendale”;

    3) si confermano le previsioni dei contratti collettivi (e dell’accordo interconfederale con Confapi, anch’esso sottoscritto da Cgil nella logica della riduzione del danno) stipulati sulla base di una norma del 2008 che consente la formazione esclusivamente aziendale; norma che la Corte costituzionale ha dichiarato – su ricorso delle Regioni – parzialmente incostituzionale proprio nelle parti che questi contratti collettivi hanno attuato: cioè si conferma la validità di contratti collettivi che sono in realtà nulli, come diranno i giudici quando saranno chiamati ad esprimersi in tema. E peraltro, come riconosce lo stesso accordo, questi contratti collettivi sono applicabili solo nelle Regioni (la minor parte) che non hanno provveduto a regolare l’apprendistato professionalizzante, quindi il disordine continuerà;

    4) si istituisce un tavolo tra le parti stipulanti per definire linee per la riforma dell’apprendistato, prevista dal famigerato collegato lavoro, con gli obiettivi di valorizzare formazione aziendale e bilateralità;

    5) con una previsione incredibile (e chiaramente nulla perché contrastante con le norme costituzionali sulle competenze delle Regioni), si prevede che le imprese con diverse sedi applichino solo la normativa delle Regioni ove hanno sede legale: così che, per esempio, Fiat dovrà impiegare la normativa piemontese anche in Campania, e Ilva quella lombarda in Puglia: e i controlli (che evidentemente non si vogliono) dovrebbero essere ispirati a norme di altre Regioni che non possono essere conosciute da chi le deve applicare. Per non parlare del possibile dumping delle sedi legali, da trasferire nelle Regioni che hanno una normativa più spudoratamente filodatoriale: e non mancano. Siamo, come si vede, in piena apologia della cd. capacità formativa dell’impresa, asse portante dell’ideologia ultrareazionaria di Sacconi.

    Sta di fatto che i rapporti di forza consentivano altre scelte: innanzitutto per le Regioni, che hanno avuto ragione dalla Corte costituzionale e che sanno che la formazione aziendale non solo non è controllabile, e in concreto in molti casi non sarà svolta affatto, ma anche se lo fosse espropria le competenze regionali in tema di formazione professionale, e condanna l’apprendista ad imparare solo che ciò che serve all’azienda datrice di lavoro, il che non lo aiuterà a trovare lavoro altrove alla scadenza del contratto; e molto mi spiace che, a parte le molte Regioni nel frattempo passate a governi di destra, neppure la Puglia di Vendola abbia negato il consenso a questo obbrobrio, forse perché il Presidente è distratto da altri problemi e il passaggio dell’assessorato al Lavoro dalla sinistra al PD non ha aiutato l’interesse per la difesa dei lavoratori.

    Ma anche per la Cgil: non è coerente dichiarare che ci si oppone all’apprendistato a 15 anni e poi sottoscrivere questi contenuti, che diminuiranno ancora l’effettiva formazione utile agli apprendisti e configureranno ancor più un contratto di sottoinquadramento, sottosalario, sottocontribuzione e precarietà per i giovani, del quale si può dubitare che sia legittimo persino secondo le norme di Bruxelles. Peraltro, si auspica un ulteriore rafforzamento della bilateralità in un campo improprio, che avvicina il modello di sindacato di servizi imposto ai lavoratori, tanto caro alla parte peggiore del sindacalismo italiano. Può darsi che divisi si perda: ma uniti sulla linea del Governo del cadente regime berlusconiano si perde ancor più, come mostrano i miseri risultati ottenuti dalla complicità imposta da Bonanni e Angeletti a Cisl e Uil.

    * Università di Foggia

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