ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Il 29 novembre 1867 si decideva l’abbattimento della porta di Foggia a Manfredonia


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Il giovane di oggi, forse, non sa che, alcuni decenni fa, l’affaccio di corso Manfredi (una volta chiamata “ruga selcata” o “strada della piazza”) su piazza Marconi (già “Cala dello Spuntone”) veniva chiamata “fuori la porta di Foggia (“fore a porte de Fogge”). Sì! Lì, in un non lontano passato vi era, appunto, una Porta della città.

Su quella porta si sono avuti diversi provvedimenti deliberativi, il primo, del 17 maggio 1866 (approvato dalla Prefettura di Capitanata a 26 giugno n. 10172/1114), determinava il ripristino ed il restauro della porta, perché un “monumento della città”. La situazione di precarietà nella quale si ritrovava era dovuta anche all’abusivismo che pure allora era imperante. Cosi che il Consiglio comunale sipontino “…ha espresso il voto del pubblico per la dispiacenza generale che mostra nell’ aver per qualche tempo sentito che l’antico unico monumento che questa città detiene da tempo remoto conserva soltanto quale è la porta così detta di Foggia, dovesse abbattersi per la comodità privata a solo scopo di garentire agli adiacenti fabbricati costruitosi senza legale permesso per altro sebbene con abuso e quindi a detrimento della cosa pubblica. Si invocano perciò gli energici provvedimenti per la conservazione non solo della porta di che trattasi, ma che sia la stessa pure restaurata ed abbellita dalle depredazioni che sonosi apportate, e quindi si invita il Consiglio a dare parere sull’ oggetto”.

La cittadinanza, venuta a sapere di una probabile demolizione della porta, insorge, per cui lo stesso Consiglio, “Conoscendo di causa scienza quanto viene di dritti e giusti i prodotti reclami di tutti i cittadini per la demolizione che si voleva fare della porta di città detta di Foggia. Considerando che detti reclami sono pienamenti giustificati dalle operazioni dette fabbriche finora edificate dal lato sinistro uscendo la porta medesima (per cui si ) esprime il parere che la porta della città (detta) di Foggia sia pienamente rispettata nella sua integrità e manomessi in alcuna illecitamente, sotto le penali di regolari querele in linea a carico cui turbatosi proprietà… correre ordinanza d’inibizione ai maestri muratori che li travagliano.

Ma a quanto pare i fautori della demolizione non demordono, per cui, il 29 novembre 1867 (un anno e mezzo dopo), ad inziativa di un consigliere, ingegnere, si chiede la messa all’ ordine del giorno, con relativa discussione e conseguente votazione, la demolizione della porta. Le motivazioni addotte dal consigliere proponente sono le seguenti:

“Il consigliere M. espone essere quella porta addivenuta per la sua vetustà cadente e pericolosa ai passanti con rappresentare la medesima alcuna idea, né offrire architettura di opera d’arte degna di essere conservata, essere invece addivenuta di ostacolo al passaggio delle vetture, ed ora che tutte le mura sono demolite e può partirsi dalla città da qualsiasi voglia via, quella porta non costituisce se non un ingombro alla estetica della principale strada della piazza, quale strada prolungandosi fuori per la costruzione di novelli fabbricati offre il dispiacevole spettacolo di avere fra mezzo quel rottame di logore fabbriche che ne depregiano il corso. Rammenta che quella porta ricorda tempi di dispotismo e barbarie, e fa la sua meraviglia come abbia potuto il Consiglio in altra occasione determinarsi a stanziarne somma per la restaurazione rendendo così interesse all’erario comunale, oggi tanto depauperato, e provocando di sciupare senza scampo il denaro pubblico, il quale soltanto deve spendersi per opere di conosciuta e provata utilità, chiede quindi che il Consiglio revochi la deliberazione del giorno 27 maggio 1866 n. 34 la quale a suo modo di vedere costituisce un’onta, ed una umiliazione per quelli che la votarono”.

Si hanno diversi interventi a favore e contro, deteminandosi con voto palese di 11 consiglieri presenti, 6 voti a favore la demolizione e 5 contrati; determinante è il voto del Sindaco (cavaliere Michele dr. Cataleta). 11 votanti su 18 componenti il consiglio; di fatto si mostrano favorevoli solo 6 consiglieri su 18, cioè un terzo. Ogni commento, anche per i tempi attuali, ci sembra inutile.

Nel frattempo, una parte dei consiglieri si era rinnovata, ma quelli che erano presenti nella prima tornata hanno votato contro il provvedimento di demolizione.
In riferimento a quanto relazionato dal consigliere ingegnere, proponente, va detto che il suo proposito di vedere ancora continuata la “strada della piazza” era un po’ pretenziosa, in quanto ostacolo ne era proprio la Cala dello Spuntone. Non solo; le mura della città, sul lato occidentale, erano ancora in piedi come si ha modo di osservare incamminandosi verso l’alto, da piazza Marconi, lungo via Palatella. Con un po’ di pazienza si noterà che dietro i sottani posti sul lato destro sono esistenti ancora resti di mura che si legano con il torrione S.Francesco.
Qualche giovane potrebbe pur dire: “…così andavano (o vanno) le cose pubbliche? Abbattere o vendere?”.

A cura di Pasquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Il 29 novembre 1867 si decideva l’abbattimento della porta di Foggia a Manfredonia ultima modifica: 2018-11-20T10:54:26+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Pasquale

    Ottimo intervento di Ognissanti P. Le informazioni presenti in questo breve intervento sono preziose e come lascia intendere l’autore, gli episodi di qualche secolo fa non sono dissimili da quelli attuali o quantomeno presentano molte analogie con il presente. Esistono disegni o fotografie della porta in questione? Che bello sarebbe indire un concorso per un monumento che ne ricordi simbolicamente la presenza, da collocare sul termine dell’ex binario della stazione città, in piazza Marconi. Grazie ancora per la condivisione disinteressata e gratuita delle informazioni e delle conoscenze, gesto questo di grande generosità. Grazie.


  • caroleo Aldo

    Puntuale,al solito Prof Pasquale Ognissanti…Per il sig. Pasquale,c’è un acquerello del 1781 fatto dall’acquerellista Le Chatelet, che riproduce in maniera netta la Pota in questione…E’ stato acquistato tempo fa dal Comune di Manfredonia e si trova esposto nella Cappella della Maddalena.
    Si può anche cercare su Google alla voce : Louis Claude Chatelet :”vue de Manfredonia..”..


  • Nicola

    Complimenti al sig. Ognissanti . Bellissimo articolo. Ce ne vorrebbero di più, invece dobbiamo assorbirci , tutti giorni, gli articoli sconclusionati e intrisi di odio del soggetto Magno. Comunque grazie a lei e a Franco Rinaldi che, ci deliziate con queste testimonianze.

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