Theo Hernandez, ex terzino del Milan, parla per la prima volta dopo l’addio estivo, avvenuto in circostanze complesse e controvoglia, dopo sei stagioni di successi e difficoltà. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport da Riad, dove ha seguito la semifinale di Supercoppa Italiana tra Milan e Napoli, Hernandez sottolinea: “Qui sto da dio. È stata la scelta migliore, l’unico neo è il traffico tremendo”.
Riguardo al suo nuovo percorso all’Al Hilal, Theo racconta il rapporto con Inzaghi e lo staff: “In campo una persona, fuori un’altra: un gentleman. Ogni tanto qualche battuta sulla Supercoppa persa a Riad, ma c’è grande rispetto reciproco”.
Sul Milan e sui compagni: “Ci siamo incontrati prima della partita con il Napoli. Mi dispiace che abbiano perso. Ho abbracciato Modric, Bartesaghi si merita tutto, ho visto Allegri, Tare e Ibra. Furlani non si è fatto vedere”. Poi una chiara critica alla gestione del club: “Io non sarei mai andato via. La direzione del club e alcune decisioni non rispecchiano i valori e l’ambizione che mi hanno portato qui. Ibra è un top, ma dopo Paolo Maldini tutto è cambiato in peggio”.
Hernandez affronta anche gli strascichi dell’addio: “So di aver commesso errori, ma i tifosi sanno chi è stato Theo al Milan“. Risponde anche alle accuse di presunte aggressioni: “C’è chi vuole rovinarti la vita e la carriera. La mia famiglia sa che non è vero“.
Sul senso di abbandono vissuto: “Avrei meritato un trattamento migliore. Alcuni compagni mi spingevano a restare, ma se un dirigente ti dice “se resti ti mettiamo fuori rosa”, cosa puoi fare? Dopo l’addio di Maldini mi sono sentito spaesato“. Theo evidenzia la mancanza di milanismo, lamentando gesti come lo strappo di una bandiera: “A parte Ibra, la mancanza di milanismo si sente“.
Nonostante tutto, il legame con il club resta: “Se il Milan vincesse lo scudetto festeggerei in mezzo ai tifosi. Tornare? Ora voglio vincere qui. Ma finché ci sono certe persone non torno“.
Lo riporta sportmediaset.mediaset.it.



