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BILANCIO Emiliano sulla Legge di Bilancio: “Irregolarità formale, nessuna responsabilità politica”

Emiliano ha evidenziato che, pur avendo riscontrato questa irregolarità, non possiede il potere di rifiutare la promulgazione della legge né di rinviarla al Consiglio regionale

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
3 Gennaio 2025
Politica // Politica locale //

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, interviene in merito alle recenti polemiche riguardanti la promulgazione della legge di bilancio 2025, ribadendo la propria posizione e chiarendo alcuni aspetti fondamentali della vicenda. Emiliano sottolinea come le interpretazioni politiche emerse sui media siano errate, infondate e, in molti casi, strumentali.

Il presidente ha infatti dichiarato che le scelte politiche relative all’emendamento che ha suscitato il dibattito non sono state oggetto di sua valutazione al momento della promulgazione della legge regionale. Queste scelte, infatti, appartengono al dibattito che si è svolto durante la seduta del Consiglio regionale del 18 dicembre 2024, conclusasi con un voto chiaro e inequivocabile da parte dei 31 consiglieri che hanno approvato il testo definitivo della legge di bilancio. Pertanto, secondo Emiliano, la questione sollevata non ha una natura politica, ma riguarda esclusivamente la modalità con cui è stata redatta e trasmessa la legge.

Il presidente ha poi ribadito che il processo legislativo è disciplinato dalla Costituzione e dallo Statuto della Regione Puglia, ed è legato alla sovranità popolare che si esprime attraverso i rappresentanti eletti. In questa prospettiva, il presidente ha sottolineato l’importanza del rispetto della procedura, la quale ha una dimensione fondamentale per la legittimità dell’atto legislativo.

Tuttavia, durante la fase di promulgazione, Emiliano ha riscontrato una discrepanza nel testo trasmesso dall’Ufficio consiliare: l’articolo 242, corrispondente all’emendamento 111, non era stato incluso nel testo finale della legge approvato il 18 dicembre. Questo emendamento era stato aggiunto successivamente alla votazione finale, creando una confusione che ha reso necessario un approfondimento. In seguito ai rilievi sollevati dal presidente, l’attestazione di conformità del testo è stata modificata dallo stesso Ufficio consiliare.

Emiliano ha evidenziato che, pur avendo riscontrato questa irregolarità, non possiede il potere di rifiutare la promulgazione della legge né di rinviarla al Consiglio regionale per una nuova discussione, in quanto tali poteri non sono previsti né dalla Costituzione né dallo Statuto della Regione Puglia. Pertanto, nonostante l’emendamento non fosse stato approvato formalmente, il presidente ha dovuto adempiere all’obbligo costituzionale di promulgare la legge, pur segnalando l’errore.

A seguito di questa situazione, Emiliano ha deciso di informare la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, in quanto ha ritenuto doveroso segnalare ogni possibile ipotesi di reato che fosse emersa durante l’esercizio delle sue funzioni. Questo gesto non solo risponde all’obbligo che ogni pubblico ufficiale ha di riferire su fatti rilevanti sotto il profilo penale, ma si configura anche come una misura di tutela nei confronti di tutti coloro che, avendo ricoperto funzioni pubbliche, sono venuti a conoscenza dei fatti.

Il presidente Emiliano ha infine sottolineato la delicatezza della situazione, riconoscendo che il processo legislativo e la sua trasparenza sono elementi fondamentali per il buon funzionamento delle istituzioni. Tuttavia, ha ribadito che ogni soggetto chiamato a ricoprire un ruolo pubblico deve esercitare le proprie funzioni in modo corretto e conforme alla legge, anche quando si trovano ad affrontare problematiche complesse o situazioni di disguido come quella che ha coinvolto la legge di bilancio 2025.

In sintesi, il presidente Emiliano ha voluto fare chiarezza sulla vicenda, ribadendo che la questione riguarda esclusivamente la modalità con cui è stato trasmesso il testo della legge e non una scelta politica. Ha espresso la propria preoccupazione per l’errore formale, ma ha agito nel rispetto delle norme costituzionali e regionali, garantendo al contempo la trasparenza e la legittimità dell’atto legislativo.

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