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FIORENTINO Nasce la Città Metropolitana del Gargano: una rete di Comuni per un futuro condiviso

Ispirandosi a un’idea avanzata negli anni ’90 dal compianto Filippo Fiorentino

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
14 Gennaio 2025
Cronaca // Gargano //

Gargano. Il promontorio garganico si unisce per costruire un sistema in grado di affrontare le sfide del marketing territoriale e dei servizi, rispettando le peculiarità dei singoli territori.

Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Rodi Garganico, i sindaci delle principali località garganiche hanno accolto l’appello del sindaco di Rodi, Carmine d’Anelli, per creare una cabina di regia unitaria. L’obiettivo è quello di far convergere esigenze e obiettivi delle diverse comunità senza sovrapporsi agli enti istituzionali già esistenti.

L’idea di una rete: un progetto ambizioso

Il nuovo progetto prenderà il nome di Città Metropolitana del Gargano, ispirandosi a un’idea avanzata negli anni ’90 dal compianto Filippo Fiorentino, originario di Vico del Gargano, che fu tra i primi a immaginare una rete di Comuni garganici. Oggi, quell’ambizione viene rilanciata e rielaborata per rispondere alle esigenze attuali del territorio.

Unione di intenti: i protagonisti dell’iniziativa

All’incontro hanno partecipato in presenza i sindaci Luigi D’Arienzo (Peschici), Raffaele Sciscio (Vico del Gargano), Alessandro Nobiletti (Ischitella), Rocco Di Brina (Carpino), Michele Di Pumpo (Cagnano Varano), Matteo Vocale (San Nicandro Garganico) e Michele Bisceglia (Mattinata). In collegamento streaming erano presenti Michele Merla (San Marco in Lamis) e Filippo Barbano (San Giovanni Rotondo). Hanno inoltre aderito, tramite delega, Pierpaolo D’Arienzo (Monte Sant’Angelo) e Luigi Di Fiore (Rignano Garganico), assenti per emergenze legate aNasce la Città Metropolitana del Gargano: una rete di Comuni per un futuro condiviso

Il promontorio garganico si unisce per costruire un sistema in grado di affrontare le sfide del marketing territoriale e dei servizi, rispettando le peculiarità dei singoli territori. Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Rodi Garganico, i sindaci delle principali località garganiche hanno accolto l’appello del sindaco di Rodi, Carmine d’Anelli, per creare una cabina di regia unitaria. L’obiettivo è quello di far convergere esigenze e obiettivi delle diverse comunità senza sovrapporsi agli enti istituzionali già esistenti.

L’idea di una rete: un progetto ambizioso

Il nuovo progetto prenderà il nome di Città Metropolitana del Gargano, ispirandosi a un’idea avanzata negli anni ’90 dal compianto Filippo Fiorentino, originario di Vico del Gargano, che fu tra i primi a immaginare una rete di Comuni garganici. Oggi, quell’ambizione viene rilanciata e rielaborata per rispondere alle esigenze attuali del territorio.

Unione di intenti: i protagonisti dell’iniziativa

All’incontro hanno partecipato in presenza i sindaci Luigi D’Arienzo (Peschici), Raffaele Sciscio (Vico del Gargano), Alessandro Nobiletti (Ischitella), Rocco Di Brina (Carpino), Michele Di Pumpo (Cagnano Varano), Matteo Vocale (San Nicandro Garganico) e Michele Bisceglia (Mattinata). In collegamento streaming erano presenti Michele Merla (San Marco in Lamis) e Filippo Barbano (San Giovanni Rotondo). Hanno inoltre aderito, tramite delega, Pierpaolo D’Arienzo (Monte Sant’Angelo) e Luigi Di Fiore (Rignano Garganico), assenti per emergenze legate al maltempo. Tra i Comuni già aderenti si annoverano Manfredonia e Apricena, con la speranza di l maltempo. Tra i Comuni già aderenti si annoverano Manfredonia e Apricena, con la speranza di includere presto anche Vieste.

L’iniziativa ha coinvolto anche figure chiave del territorio, come Marino Masiero (gestore del porto turistico di Rodi Garganico), Giovanni Laidò (presidente del Consorzio di tutela agrumi IGP del Gargano), Michele Presutto (presidente della Lega Navale Italiana, sezione di Rodi Garganico e Isole Tremiti) e Maria Pia Liguori (Associazione ATAS Lido del Sole). L’incontro è stato moderato dal giornalista Antonio D’Amico.

Un progetto integrato per il futuro del Gargano

Il sindaco Carmine d’Anelli ha sottolineato l’importanza di creare una struttura pubblico-privata, la cui natura giuridica è ancora da definire, per dare al Gargano una voce unitaria. «L’iniziativa mira a promuovere una strategia integrata in grado di valorizzare le potenzialità economiche e turistiche del territorio, mettendo in rete risorse, servizi e infrastrutture», ha spiegato D’Anelli.

Gli interventi dei sindaci hanno evidenziato un sostegno unanime al progetto, con l’auspicio che possa rappresentare le diverse esigenze dei territori senza conflitti o rivalità. L’obiettivo comune è quello di potenziare la rappresentatività del Gargano in ambito turistico e non solo, sfruttando sinergie che possano migliorare la qualità della vita dei cittadini e dei visitatori.

Nasce la Città Metropolitana del Gargano una rete di Comuni per un futuro condiviso (6)
Nasce la Città Metropolitana del Gargano una rete di Comuni per un futuro condiviso (sq)

Un comitato per ascoltare le comunità

Nei prossimi mesi verrà istituito un Comitato che avrà il compito di recarsi nei Comuni aderenti per presentare il progetto e raccogliere le istanze delle comunità locali. Sarà un vero e proprio centro di ascolto itinerante, in grado di elaborare le esigenze, spesso eterogenee, delle diverse aree del promontorio garganico.

Prossimi passi

L’iniziativa si trova nelle sue fasi iniziali, ma il percorso intrapreso punta a trasformare il Gargano in un modello di cooperazione territoriale, capace di attrarre investimenti, valorizzare le sue risorse naturali e culturali e migliorare la qualità dei servizi per residenti e turisti.

Il progetto della Città Metropolitana del Gargano rappresenta un nuovo capitolo per il promontorio, unendo passato, presente e futuro in un’unica visione condivisa.

 

© StatoQuotidiano - Riproduzione riservata

1 commento su "Nasce la Città Metropolitana del Gargano: una rete di Comuni per un futuro condiviso"

  1. Che si faccia finalmente rete tutti insieme contro le costanti angherie del “Bari-centrismo” e del Salento, ma anche del “Norde” Italia, che ci impone prodotti industriali, quando già solo qua sul Gargano abbiamo le eccellenze

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