Puglia – La siccità che affligge la regione dalla scorsa primavera continua a destare preoccupazione. I dati relativi agli invasi e alle riserve idriche confermano una situazione critica, nonostante le recenti piogge.
Giovanna Amedei, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, ha fornito un quadro chiaro della crisi idrica: “Alla data odierna, la diga di Occhito, che ha una capacità totale di 333 milioni di metri cubi d’acqua, dispone di soli 37.120.680 metri cubi, con un livello di 174,88 metri sul livello del mare. Questo dato è nettamente inferiore ai 123.788.760 metri cubi registrati il 21 gennaio 2024, quando il livello dell’acqua raggiungeva i 123,78 metri sul livello del mare”.
La scarsità di piogge e la mancata ricarica delle falde e degli invasi sono elementi preoccupanti, nonostante l’attuale stagione invernale. “Le precipitazioni recenti, benché attese, non sono sufficienti a colmare il deficit idrico che ci trasciniamo da mesi”, ha aggiunto Amedei.
Il cambiamento climatico impone nuove strategie
Secondo Amedei, è fondamentale riconoscere che il cambiamento climatico sta trasformando il ciclo delle piogge, rendendolo meno prevedibile e più irregolare. Questo impone una revisione delle strategie di gestione delle risorse idriche, soprattutto in settori sensibili come l’agricoltura.
“Non possiamo più affidarci unicamente alle precipitazioni. È necessario implementare soluzioni alternative e sostenibili, come il riutilizzo delle acque reflue civili e industriali attraverso una corretta depurazione, l’adozione di sistemi di irrigazione a basso consumo d’acqua, e la desalinizzazione dell’acqua salmastra e marina”, ha dichiarato.
Altri interventi suggeriti includono il recupero e la depurazione delle acque meteoriche e una maggiore sensibilizzazione dei cittadini all’uso razionale dell’acqua. “Piccoli accorgimenti, se adottati su larga scala, possono produrre risultati significativi nel lungo termine”, ha concluso la Presidente dell’Ordine dei Geologi.
Il futuro della Puglia di fronte alla crisi idrica
La crisi idrica non è più una questione temporanea, ma una sfida strutturale che richiede un cambio di paradigma. “Il clima è cambiato e ora tocca a noi cambiare il nostro modo di affrontare questa emergenza”, ha ribadito Amedei.
L’appello è chiaro: la gestione sostenibile dell’acqua deve diventare una priorità per la Puglia, non solo per mitigare gli effetti immediati della siccità, ma per garantire un futuro più resiliente di fronte al cambiamento climatico.



