Dario Hubner ha ripercorso alcuni momenti indimenticabili della sua carriera in un’intervista a La Gazzetta dello Sport, parlando dei compagni più forti, delle emozioni vissute in campo e del suo debutto in Serie A.
“Ho giocato con Baggio e Pirlo, direi che non mi è andata male”, ha dichiarato. “Andrea aveva solo sedici anni, ma il talento era già evidente. Poi l’ho ritrovato al Brescia con Baggio, un campione eterno e un uomo straordinario”.
La fascia di capitano a Baggio
Quando Roberto Baggio arrivò al Brescia, Hubner era il capitano, ma non ci fu alcun dubbio su chi dovesse indossare la fascia: “Era giusto che la portasse lui. Lo comunicai a Mazzone e Corioni, poi andai da Baggio e gli dissi: ‘Questa è tua, ma i gol continuo a farli io’”. La risposta del Divin Codino? “Tranquillo, i gol sono tutti tuoi”.
L’anno della promozione con Sonetti
L’attaccante ha ricordato con affetto la stagione con Nedo Sonetti, allenatore che sapeva creare il giusto spirito di squadra. “Al sabato mattina ci faceva fare partitelle che dovevano durare venti minuti, ma si prolungavano all’infinito. Poi fischiava e rideva: ‘Basta così, domani si gioca’”.
Lo scambio di maglia con Maldini
Un altro ricordo speciale è legato a Paolo Maldini, con cui ha scambiato la maglia dopo un Brescia-Milan: “Era pur sempre il grande Maldini, una soddisfazione enorme”.
Il debutto in Serie A, il momento più bello
Se c’è un episodio che Hubner custodisce con più emozione, è l’esordio in Serie A: “31 agosto 1997, Inter-Brescia, 70.000 spettatori a San Siro, Ronaldo in campo. A venti minuti dalla fine segno con un pallonetto, poi Recoba fa doppietta. Avevo 30 anni e sapevo godermi il momento: avevo segnato a San Siro, cosa volere di più?”.
Lo riporta tifobrescia.it.



