In arrivo a Foggia, per la seconda puntata di presentazione di candidature del Premio ‘I fiori blu’ 2025, David Bidussa con “Pensare Stanca” (Feltrinelli) e Maura Gancitano “Erotica dei sentimenti” (Einaudi).
I nuovi protagonisti saranno intervistati da accademici dell’Università di Foggia, partner istituzionale del Premio:
Barbara De Serio direttrice Dipartimento di Lettere e docente di Storia della Pedagogia docente di Storia delle Dottrine politiche e Michele Trimarchi, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza e docente di Diritto amministrativo.
Appuntamento venerdì 7 marzo alle ore 17.45 nella splendida sala della BAE, Biblioteca Universitaria di Economia, in via Marina Mazzei.
Pensare stanca è una riflessione quanto mai necessaria sulla metamorfosi degli intellettuali nel corso del Novecento, che si conclude con una domanda: cosa è rimasto dopo di loro, esistono oggi voci che hanno ereditato quella funzione? Lo storico Bidussa propone una divisione in due fasi distinte: la prima è caratterizzata da figure intellettuali che si configurano come “dissidenti impegnati”, intellettuali infedeli. Sono Walter Benjamin, Simone Weil, Victor Serge ma anche Hannah Arendt, Albert Camus, Ignazio Silone, Nicola Chiaromonte e Furio Jesi.
La seconda fase, che coincide con l’inizio degli anni Settanta, coincide con un momento in cui gli intellettuali assumono il ruolo di “mettere in guardia” dai rischi del tempo presente, di indicare i nodi o i temi rispetto ai quali il senso comune non ha gli strumenti per rispondere: sono intellettuali non più infedeli, ma radicali. Tra di loro Susan Sontag, Edward Said, Tony Judt, Zygmunt Bauman e Tzvetan Todorov. Dello stesso autore ecco alcuni titoli tra molti (pubblicati dal 1993): Il sionismo politico; Il mito del bravo italiano; La mentalità totalitaria; I purissimi. I nuovi vecchi italiani di Beppe Grillo; La misura del potere. A sua cura invece: Goffredo Mameli, Fratelli d’Italia; Norberto Bobbio e Claudio Pavone, Sulla guerra civile (2015); Zygmunt Bauman, Visti di uscita e biglietti di entrata; Victor Serge, Da Lenin a Stalin; George Orwell, Millenovecentottantaquattro. Carlo Levi, Scritti politici; Benito Mussolini, Scritti e discorsi.
Di una nuova educazione sentimentale si occupa invece la scrittrice e filosofa Maura Gancitano. L’idea generale – spiega- è che si tratti di un modello di comportamento che ha lo scopo di affrontare in modo razionale le emozioni.
In realtà, l’educazione sentimentale è una pratica personale, che riguarda innanzitutto la cura della propria intimità. È un processo di analisi e risoluzione dei condizionamenti subiti e dei propri bias cognitivi. Ognuno di noi, infatti ha un modo diverso di percepire il mondo, una sensibilità originale che non va soffocata in nome di un’idea «normale» di vivere la vita. Educare a riconoscere pulsioni e sentimenti e a capire come relazionarsi con le altre persone non può prevedere dunque un percorso uguale per tutti. Significa invece mettere in discussione l’idea di normalità e offrire strumenti adeguati per la scoperta della propria unicità, la cura di sé e della propria salute mentale, senza censurarsi né nascondere i propri desideri.
L’autrice collabora con Radio 1, «la Repubblica», «Vanity Fair», «linus». Ha pubblicato Malefica. Trasformare la rabbia femminile (Tlon 2015), Perché studiare filosofia (non) è noioso (Mondadori 2024) e, insieme ad Andrea dolamedici, Tu non sei Dio. Fenomenologia della spiritualità contemporanea (Tlon 2016), Lezioni di Meraviglia. Viaggi tra filosofia e immaginazione (Tlon 2017), Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire (HarperCollins Italia 2019), Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (HarperCollins Italia 2021), L’alba dei nuovi dèi. Da Platone ai big data (Mondadori 2021) e Ma chi me lo fa fare? Come il lavoro ci ha illuso: la fine dell’incantesimo (HarperCollins Italia 2023). Per Einaudi ha pubblicato anche Specchio delle mie brame.
La prigione della bellezza (2022).



