La sfilata dei carri allegorici è tornata a Manfredonia dopo un periodo di assenza, arricchendo nuovamente la grande parata carnevalesca sipontina, giunta quest’anno alla sua 71ª edizione. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, al gruppo operativo e soprattutto alla determinazione delle associazioni locali. Con passione e dedizione, sono riusciti a realizzare due magnifici capolavori in cartapesta in poco tempo. Una delle associazioni protagoniste di questa rinascita è l’APS 365° La Carovana dei Sogni. Già nella scorsa edizione del Carnevale, questa straordinaria associazione aveva dato il proprio contributo con un piccolo carro in cartapesta ispirato a “Don Chisciotte della Mancha”, completamente autofinanziato. “Fu un progetto ambizioso,” ricorda il presidente Emiliano Della Torre, “considerando che abbiamo lavorato all’interno di un garage con enormi difficoltà, soprattutto per lo sviluppo in altezza del carro, e che le spese sostenute furono tutte a nostro carico. Ci tengo a precisare che non abbiamo ricevuto nessun rimborso né dal Comune né dalla Proloco.”
Quest’anno, le cose sono andate decisamente meglio per l’associazione, che ha lavorato nei capannoni preposti grazie alla generosità di Gino Bordo, il quale ha ospitato l’APS 365° nel capannone affidato alla sua associazione. Il gruppo operativo è composto da circa 20 persone, ma i maestri di cartapesta di lunga data, Lello Leone, Ciro Arena, Emiliano La Torre e Nicola Falcone, sono le colonne portanti del progetto. “Abbiamo partecipato a diverse edizioni, sia con altri maestri con partecipazioni sporadiche, sia con la realizzazione di carri nostri, come quello dedicato a Lucio Dalla,” spiega Della Torre. Dall’anno scorso, il gruppo operativo ha visto l’ingresso di nuovi talenti come Francesco Pio Tedeschi, Gianluca Tomarchio, Sara Trotta e Lorenzo Rinaldi. Quest’anno, ulteriori nuovi ingressi hanno dato una carica in più al gruppo di lavoro: Angelo Spilletto, Raffaele De Sio, Flavio Guerra, Ilaria Tomaiuolo, Silvia Leone, Tina Grasso, Chiara Leone, Asya De Salvia e Beatrice Bottalico.
Queste persone, con la loro passione e dedizione, hanno reso possibile la realizzazione del carroallegorico “Ratatouille Tra sogni e sapori di Manfredonia”, dimostrando che con il cuore e la determinazione si possono superare anche le sfide più ardue. Ma arriviamo all’allegoria del carro. Chi è il cuoco? Un grande chef francese, uno stellato italiano, la nonna e zia Siponta? A quanto pare c’è un mistero, un segreto, perché le pietanze sono davvero buone, e molto particolari, ma in cucina non si vede molto, si vede solo un cappello da cuoco che si agita fra i fornelli: ma sotto quel cappello chi ci sta? Il grande critico che siede a tavola è estasiato, vuole conoscerlo questo cuoco, lo chiama ma invano. E se sapesse che lo chef è piccolino, ha la coda e muove i baffi, cosa direbbe? Avrebbe il coraggio di continuare a lodare quella ciambotta il cui profumo gli ricorda l’infanzia, di quando da bambino, l’estate, si tuffava vestito in acqua dalla “ponta del molo” e poi ritornava bagnato a casa dove si prendeva il paliatone ma poi si gustava la triglia e la cicala direttamente dalla pentola della ciambotta? Avrebbe questo coraggio se sapesse che lo chef non ha studiato all’alberghiero ma all’insegna del tombino, vive in soffitta ed è un esperto di formaggi?
Ci crederebbe se gli dicessero che è un roditore? Un roditore nel senso che è … un topo, un topolino, un sorcio, e ci fermiamo qui. E il direttore di banca, che deve concedere il prestito al ristorante, sa chi gli ha preparato quelli “intorcc p’a sicc” per i quali stravede? Come reagirà quando gli diranno: questo è il cuoco, non miagola e non grugnisce, quindi non può parlare: ma che verso fa il topo? Ah, squittisce. E squittendo squittendo prepara anche la rianata e fave e cicorie, per non parlare d’i cime d reep e d’u raju d pulp. Ah, la cucina è proprio un’arte, e dietro ogni arte c’è il mistero, ma questa volta il mistero è proprio un mistero complicato da comprendere. Un mistero … topico.
Tanta fatica, tanti giorni di lavoro con un approccio più professionale al mondo della cartapestaper l’APS 365° che ha riscoperto il vero senso della missione associativa: la collaborazione e il sostegno reciproco.
La soddisfazione per i risultati ottenuti quest’anno è palpabile. Il presidente Emiliano Della Torre conclude con orgoglio “Durante la realizzazione ci siamo soprattutto divertiti, abbiamo cucinato tutti i giorni a pranzo e cena. A pranzo lo chef era Nicola Falcone, a cena cucinavo io, ed alla fine mi toccava anche lavare i piatti…altro che presidente.Abbiamo dimostrato che con passione e determinazione, ogni sfida può essere superata. Questa è la vera essenza della nostra associazione: lavorare insieme, divertirsi insieme, e raggiungere obiettivi straordinari insieme.”




E da dumene, ch avùta fè? Ahhh, avuta pnzè alla festa Madonne
I sogni dei sipontini non riguardano il carnevale ma la sicurezza del nostro paese,siamo ridotti a Bogotà con tutto il rispetto per Bogotà