L’ex fuoriclasse del Milan e della Nazionale italiana, Gianni Rivera, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera, parlando della situazione attuale del calcio italiano e del club rossonero. Con il suo stile diretto, ha espresso perplessità sulla gestione del Milan e si è persino offerto per un ruolo all’interno della società.
L’Italia di Spalletti e l’assenza di milanisti in Nazionale
Rivera ha analizzato la Nazionale italiana di Luciano Spalletti, sottolineando la presenza di giocatori di qualità come Barella e Tonali, ma anche la necessità di maggiore incisività offensiva. Un’osservazione che si lega all’assenza di milanisti in azzurro: “Sono pochi anche gli italiani nel Milan. Evidentemente non credono più nelle politiche che creavano i Baresi e i Maldini”.
Il caso Camarda: spazio ai giovani
Il talento emergente Francesco Camarda è considerato una grande promessa, ma Rivera insiste sulla necessità di dargli fiducia subito: “Se il ragazzo ha qualità, deve giocare. Io non ho debuttato a 15 anni per stare in panchina. E lui deve credere in se stesso”.
Critiche alla dirigenza e un’offerta a sorpresa
L’ex capitano rossonero non ha risparmiato critiche alla società: “Bisogna prima di tutto ridisegnare la società”, ha dichiarato. Poi ha aggiunto, ironicamente ma non troppo: “Se mi vogliono come consulente, potrei dare buoni consigli. Posso fare tutto, dal presidente all’allenatore e giocare gli ultimi sei minuti…”.
Leao e il sogno di un assist-man come Rivera
Parlando di Rafael Leao, Rivera immagina un’accoppiata perfetta con un regista come lui: “Farebbe tanti gol. Ama attaccare gli spazi, sarebbe la mia freccia ideale, come lo furono Altafini, Prati e Maldera”.
L’assenza alle celebrazioni del 125° anniversario del Milan
Rivera non ha nascosto il suo disappunto per non essere stato invitato alla celebrazione dei 125 anni del Milan, sottolineando che anche altri simboli rossoneri come Paolo Maldini, Boban e Altafini non erano presenti. Poi la stoccata finale: “Certo, il Milan senza la sua storia non è il Milan. Ma cosa vuole che sappiano gli americani di storia e di calcio?”.
Parole che suonano come un monito per il presente e il futuro del club rossonero.
Lo riporta msn.com.



