MOTTA MONTECORVINO (FOGGIA) – Nel cuore dei Monti Dauni, tra le colline della provincia di Foggia, un piccolo centro di appena 600 abitanti si trasforma ogni anno in un grande palcoscenico a cielo aperto.
È Motta Montecorvino, dove la Domenica delle Palme va in scena la Passio Christi, una suggestiva rappresentazione itinerante della Passione di Cristo che coinvolge l’intero paese.
Nata nel 2007 per iniziativa di un gruppo di giovani riuniti nell’associazione “Passio Christi” — quindici membri tra i 20 e i 40 anni — l’iniziativa è diventata nel tempo un appuntamento imperdibile, capace di unire tradizione, spiritualità e senso di comunità.
I preparativi iniziano settimane prima. Le donne del borgo cuciono a mano tuniche e costumi d’epoca; gli artigiani costruiscono croci in legno per il Calvario, mentre il fabbro locale realizza candelabri e bracieri. Fondamentale anche il contributo delle attività commerciali, che consentono di acquistare costumi scenici più elaborati, come quelli dei centurioni e delle guardie del Tempio.
Oltre cento i figuranti coinvolti, tra attori e cittadini comuni. Quest’anno, per la prima volta, l’evento si apre alla collaborazione con i comuni vicini: da San Marco la Catola a Volturino, da Alberona a Lucera, fino a San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento. In scena anche soldati a cavallo e nuovi figuranti per dare vita a una narrazione che culmina con la resurrezione.
«La Passio Christi è molto più di una rappresentazione — spiega Amalia Calabrese, membro del direttivo dell’associazione — è un’occasione per fare rete tra territori e far conoscere il nostro borgo. Un modo concreto per contrastare lo spopolamento che colpisce tanti piccoli comuni come il nostro».
Un evento che negli anni è diventato punto di riferimento artistico, culturale e religioso per l’intera zona, capace di attrarre visitatori e pellegrini, ma anche di offrire ai residenti un rinnovato senso di appartenenza e orgoglio.
«È un momento di riflessione sul significato autentico della Pasqua — sottolineano gli organizzatori — ma anche un’opportunità per vivere il borgo con occhi nuovi, riscoprendo il valore della condivisione e della bellezza collettiva».
Lo riporta l’agenzia Ansa



