Manfredonia — Nella mattinata di oggi, il compartimento marittimo di Manfredonia si è fermato per un omaggio silenzioso e commosso a Papa Francesco, nel giorno dei suoi funerali solenni. Una distesa di imbarcazioni, schierate a poche centinaia di metri dalla costa, ha reso onore al Pontefice recentemente scomparso. Le sirene delle barche hanno risuonato a lungo, rompendo il silenzio del mare, in un gesto collettivo di affetto e gratitudine.
I pescatori, molti dei quali con anni di duro lavoro alle spalle e una devozione semplice ma profondissima, hanno voluto così rendere omaggio a un Papa che avevano sentito vicino, nonostante la distanza fisica e la complessità della vita moderna. “Non lo dimenticheremo mai”, dice con voce rotta dall’emozione Matteo, uno dei capibarca. “Papa Francesco voleva cambiare la Chiesa, avvicinarla a noi, agli ultimi. Ci ha accolto. Ci ha fatto sentire parte di una comunità che spesso ci sembrava lontana.”
Alle prime luci dell’alba, i pescherecci hanno lasciato il porto in formazione ordinata. Sui ponti, bandiere a mezz’asta e striscioni con messaggi di cordoglio. Alcuni pescatori hanno raccontato di aver pregato insieme durante la navigazione, stringendo tra le mani rosari consumati dal tempo e dalla fatica. Verso le 9.30, al largo della rada, è avvenuto il momento più toccante: le sirene hanno suonato all’unisono, seguite da un minuto di silenzio, mentre alcuni uomini lanciavano in mare fiori bianchi, simbolo di purezza e di pace.
Il gesto, spontaneo ma profondamente sentito, è stato organizzato dai rappresentanti della Cooperativa Pescatori locale, che in pochi giorni hanno raccolto l’adesione di quasi tutte le marinerie del compartimento. “Non potevamo non esserci”, racconta Antonio, un altro pescatore, mentre rientra in porto. “Papa Francesco ha dato voce a chi, come noi, vive spesso ai margini, tra sacrifici e silenzi. Ha parlato di lavoro dignitoso, di rispetto per il mare, di attenzione verso chi fatica ogni giorno.”
Il rapporto tra Papa Francesco e il mondo del mare è stato segnato da gesti concreti e parole profonde. Il Pontefice, fin dall’inizio del suo pontificato, aveva più volte richiamato l’attenzione sulla dignità dei lavoratori del mare, sulle difficoltà economiche e sui pericoli quotidiani che affrontano. In diverse occasioni, aveva espresso vicinanza alle comunità dei pescatori, lodandone il coraggio e la perseveranza.
Anche il vescovo della diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Franco Moscone, ha voluto inviare un messaggio di partecipazione al dolore dei pescatori e di tutta la città. “Oggi il mare di Manfredonia ha parlato con voce potente“, ha detto il presule. “In ogni sirena, in ogni fiore, in ogni lacrima abbiamo sentito la gratitudine di un popolo per un pastore che ha saputo farsi vicino.”
Il legame con Papa Francesco, per i pescatori di Manfredonia, non è fatto solo di parole, ma anche di memoria viva. Molti ricordano ancora l’udienza speciale in Vaticano riservata ai lavoratori del mare, durante la quale il Pontefice aveva ascoltato personalmente storie di fatica, ingiustizie e speranze. “Non ci ha trattato come numeri, ma come uomini”, racconta Nicola, altro veterano della marineria. “Ci ha guardato negli occhi e ci ha dato forza.”
Il rientro in porto è avvenuto in silenzio, con il sole già alto che illuminava il mare ancora segnato dal passaggio delle barche. Sulla banchina, parenti e amici attendevano, molti con gli occhi lucidi. Le reti, per oggi, sono rimaste arrotolate: il lavoro può attendere di fronte al rispetto per chi ha saputo indicare, anche nei momenti più difficili, una rotta di speranza.
Quella di Manfredonia è stata una delle tante manifestazioni di affetto che, in tutta Italia e nel mondo, hanno salutato Papa Francesco. Ma qui, tra chi conosce la durezza delle onde e la bellezza dei silenzi del mare, l’addio ha avuto un sapore speciale: quello autentico di una comunità che si riconosceva nel messaggio del “Papa venuto dalla fine del mondo” e che ora, guardando l’orizzonte, rinnova la promessa di custodirne l’eredità.
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