Statoquotidiano.it, 29 aprile 2015. Orta Nova – Pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale e già la situazione degenera.
Poche ore fa il candidato Domenico Di Vito ha trovato una scritta, a lettere cubitali su uno striscione a bella vista sulla porta della sede del proprio comitato elettorale: Prometti lavoro e posti in Provincia in cambio di voti Torna al circo pagliaccio.
“Un’amarezza profonda, un senso di ingiustizia che non riesco a tacere” la prima reazione di Di Vito espressa con un post su Facebook “perché chi sceglie di metterci la faccia” ha scritto ancora il candidato sindaco “di candidarsi, non dovrebbe mai ritrovarsi vittima di intimidazioni. E invece, è successo”.
La scritta sarebbe stata realizzata nel corso della scorsa notte e rispetto alla stessa Di Vito ha dichiarato di volersi recare presso le forze dell’ordine per denunciare l’accaduto, precisando: “Non risponderò con odio, ma con ancora più determinazione e trasparenza. Io non mi fermo”.
Solidarietà è stata espressa da Nicola Di Stasio, candidato sindaco di Rivoluzione Orta Nova, che ha così palesato il suo sentire: “Questa cosa mi lascia molto dispiaciuto” le sue parole.
Solidarietà espressa anche da parte degli altri candidati sindaco. Di Stasio però ha fatto notare che “ogni qualvolta succedono questi avvenimenti, ogni politico, ogni candidato esce con una serie di comunicati di solidarietà, di vicinanza, ma concretamente […] gradirei che si facesse qualcosa per la comunità e per educare il cittadino e l’intera comunità a vivere meglio”.
Il candidato di Rivoluzione Orta Nova, dunque, ha espresso dubbi rispetto al fatto che un tale atto non sia stato visto e notato da nessuno: “È mai possibile che in una zona piena di telecamere di banche, telecamere di attività commerciali, telecamere del comune, nessuno abbia rilevato questa cosa? Questa cosa è grave, perché l’omertà non deve far parte della democrazia. Non può far parte della democrazia”.
A tal proposito, Di Stasio ha quindi precisato: sarebbe opportuno fare qualcosa per risolvere un tale problema e, quindi, ha dato la sua disponibilità ad “andare insieme in caserma a denunciare l’accaduto, così da poter risalire a chi lo ha compiuto e cominciare a dare nome e cognome a chi inquina la campagna elettorale”.
Di Stasio non si è fermato qui.
Nel suo messaggio su Facebook, ha voluto anche far notare che la scritta trovata da Di Vito “è gravissima” evidenziando che il senso delle parole “diffamatorie” contenute nella stessa scritta: “Si chiama voto di scambio”, invitando l’ignoto autore della scritta a “prendersi le proprie responsabilità” e “invece di attaccare uno striscione, può andare dell’autorità giudiziaria, con carte alla mano e denunciare, se ritiene, la fattispecie di reato eventuale”.






