TROIA – Protesta silenziosa del gruppo “Democratici Insieme” in Consiglio comunale: «Un gesto simbolico ma potente»
Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Troia del 29 aprile 2025, il gruppo consiliare Democratici Insieme ha scelto di adottare una forma di protesta silenziosa, mantenendo la propria presenza in aula ma rinunciando a qualsiasi intervento. Una decisione definita dal gruppo «simbolica ma potente», volta a denunciare una situazione che, a loro giudizio, è diventata «insostenibile» sul piano del rispetto istituzionale e democratico.
Il silenzio come forma di denuncia
I consiglieri Leonardo Cavalieri, Antonella Capozzo, Vincenzo Capuano e Sara Crucinio hanno spiegato in una nota le ragioni alla base dello “sciopero della parola”, che intendono come un gesto di dignità e responsabilità nei confronti dei cittadini e del mandato ricevuto.
«Non vogliamo essere complici di un’amministrazione che ha smarrito il senso del confronto democratico – scrivono – e del rispetto delle istituzioni». Una presa di posizione che arriva dopo una lunga serie di episodi che, secondo il gruppo, minano il corretto funzionamento della macchina amministrativa e il ruolo delle minoranze.
Le motivazioni della protesta
Tra le motivazioni elencate figurano:
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La mancata considerazione del ruolo dei consiglieri comunali, sistematicamente ignorati;
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L’impedimento a un consigliere di prendere la parola durante una precedente seduta;
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Il ritardo, o la mancata consegna, di atti e documenti nei tempi previsti dalla normativa;
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La mancata risposta a richieste formali di documentazione;
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L’opacità e la genericità degli atti deliberativi;
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La gestione amministrativa ritenuta “inconcludente e clientelare” da parte del Sindaco;
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Un episodio ritenuto irrispettoso nei confronti di una consigliera di minoranza;
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Il mancato coinvolgimento del Prefetto in una vicenda segnalata come critica per l’equilibrio democratico.
Ambiente e sicurezza tra le criticità sollevate
Il gruppo Democratici Insieme ha inoltre denunciato l’assenza di un dibattito istituzionale serio su temi ambientali rilevanti, tra cui la proliferazione di impianti FER (Fonti di Energia Rinnovabile) e l’installazione di quattro impianti BESS (sistemi di accumulo di energia) nell’area di Cancarro, riconosciuta come zona di interesse naturalistico e ambientale (IBA – Important Bird Area).
Secondo i consiglieri, tali impianti sarebbero stati progettati sulla base di normative antincendio superate, senza la dovuta informazione e coinvolgimento dei cittadini né dei rappresentanti comunali. «Manca trasparenza sugli esiti della tavola rotonda e sugli impatti ambientali e sociali dell’intervento», affermano.
«Con il silenzio abbiamo scelto di parlare»
In conclusione, i rappresentanti del gruppo consiliare ribadiscono che la loro scelta di tacere in aula è stata una forma di resistenza democratica: «Abbiamo deciso di parlare con il silenzio, perché ciò che sta accadendo non può più passare inosservato».



