Statoquotidiano.it, 11 maggio 2025. Stornara – 21 rifugiati politici a Stornara: ragazzi da poco maggiorenni e provenienti prevalentemente dall’Africa. Molti di loro costretti a fuggire via dalla guerra e arrivati in Italia con tanti sogni e la speranza di trovare nuove prospettive di vita.
Una realtà, la loro, una presenza nella comunità dei Cinque Reali Siti, che non si può ignorare. Non più.
A tale scopo, a Stornara opera il centro con progetto SAI (sistema accoglienza e integrazione) – Stornara Solidale: già costituito da circa 10 anni e con l’obiettivo di occuparsi di accoglienza, tutela e integrazione dei richiedenti asilo, dei rifugiati e dei titolari di protezione sussidiaria o umanitaria.
Il progetto fa capo al Ministero dell’Interno ed è approdato a Stornara in riferimento, intanto, ad un’esigenza particolare, ossia contrastare il lavoro nero, grande piaga in tutta la Capitanata, ma anche con la volontà di aiutare i rifugiati politici ad una maggiore integrazione ed autonomia nel territorio.
Come è declinato il progetto?
Ce ne hanno parlato Alessandro Stramaglia, coordinatore del progetto SAI su Stornara, e Salvatore Cuccia, professore di Italiano incaricato dei corsi di lingua italiana che il progetto fornisce ai beneficiari.
“Il progetto SAI” ci dice Alessandro Stramaglia “prevede un ente che ne sia titolare, e nel nostro caso si tratta del Comune di Stornara, e di un ente attuatore, che per noi è la cooperativa ‘Aladino’.
Nell’equipe costituita per la realizzazione del progetto a Stornara sono coinvolte diverse figure professionali, oltre a quelle rappresentate da me e dal professor Cuccia: innanzitutto, abbiamo la responsabile di progetto, che è la dottoressa Maria Iossa; poi abbiamo le operatrici sociali, Paola Uva, Anna Maria Loconsolo, Silvia Di Corato, Rossana Ozimo; l’educatrice, Ombretta Cellamaro; l’assistente sociale, Ida Figliuolo; l’avvocato, Maria Carbone; la psicologa, Maria Rosaria Muggeo; la mediatrice culturale Eman Al Salam.
Alcuni di noi sono di Stornara, altri vengono da comuni limitrofi.
Ognuno opera a supporto dei beneficiari fornendo assistenza nei diversi ambiti”.
Per esempio?
“Per esempio, importante è l’assistenza legale nella fase della richiesta del permesso di soggiorno e per ottenere documenti utili come il passaporto”.
Quale è la modalità attraverso cui vi occupate dell’accoglienza dei rifugiati?
“Innanzitutto, riceviamo una segnalazione da parte del Ministero dell’Interno a proposito dei migranti che arriveranno a Stornara.
Noi ci occupiamo di fornire loro un alloggio e, come dicevamo, assistenza, affinché essi possano conseguire una loro autonomia”.
Per quanto tempo, solitamente?
“Il progetto mette a disposizione un’assistenza temporanea, limitata nel tempo, perché l’obiettivo è quello di far in modo che i migranti diventino autonomi, sul piano linguistico e culturale, che trovino un lavoro e possano così procedere per conto loro”.
Abbiamo quindi chiesto al prof Salvatore Cuccia: in cosa consistono i percorsi linguistici tenuti per i beneficiari?
“Come previsto dal progetto, forniamo 15 ore a settimana di studio della lingua italiana. Un insegnamento un po’ atipico, direi, nel senso che non punta semplicemente a trasmettere la conoscenza grammaticale ma soprattutto una serie di vocaboli ed espressioni utili nei diversi contesti della quotidianità.
L’obiettivo principale dei rifugiati politici è il conseguimento della certificazione linguistica A2 richiesta dalla legge per il riconoscimento del permesso di soggiorno. Tale certificazione si può ottenere frequentando il CPIA che ha sede a Stornarella”.
Un altro fine del Progetto, molto importante, è l’assistenza sanitaria e psicologica fornita ai ragazzi.
Tra i rifugiati politici presenti a Stornara, c’è chi viene da Sierra Leone, come Osman Turay, un ragazzo arrivato a Lampedusa nel 2021, poi sbarcato in Sicilia e infine approdato, nel 2023, a Stornara. Il suo sogno nel cassetto è quello di aprire un negozio di abbigliamento.
Abdoudrahmane Sambake, invece, viene dal Mali, dove imperversa ancora l’instabilità politica. Nostalgia dei suoi genitori e degli amici nel cuore, è giunto in Italia quasi due anni fa e da circa 8 mesi vive a Stornara. Egli desidera per il suo futuro fare il meccanico, mentre oggi intanto fa un lavoro generico per mantenersi e studia presso il CPIA di Stornarella.
Il centro con progetto SAI è vicino a questo ragazzi, li affianca anche con attività laboratoriali su educazione civica, giuridica, pulizia, raccolta differenziata e organizzando per loro eventi ricreativi.
Un’iniziativa importante, con gli occhi aperti sul presente, fatto ormai anche di queste realtà.




