Bitritto (immagine d'archivio, da panoramio.it)Bitritto – ALLE prime luci dell’alba di ieri, a Bitritto (BA), i Carabinieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari, in esecuzione di “ordinanza di custodia cautelare in carcere” emessa dal G.I.P. dr. Sergio Di Paola su richiesta del P.M. titolare delle indagini, dr. Antonino Lupo, hanno posto fine ad una drammatica storia di violenza sessuale, per lunghi anni perpetrata da F.G., un insospettabile 47enne barese, che costringeva fin dall’anno 2002 la figlia adottiva, minore degli anni 14, ad avere rapporti sessuali, approfittando di essa non solo nelle mura domestiche ma anche in automobile e nello stesso luogo di lavoro. Le indagini avviate nel maggio 2009, a seguito di una denuncia querela presentata dalla madre, fuggita dalla casa coniugale dopo aver appreso dalla figlia degli inauditi e reiterati abusi sessuali subiti ad opera del padre, hanno inconfutabilmente dimostrato che la piccola ha serbato in silenzio per lunghi anni i terribili episodi di violenza, che l’avevano inevitabilmente resa una ragazzina introversa, disorientata, con pochi amici. La ragazza aveva provato a segnalare il suo profondo disagio, invocando soccorso per essere sottratta da una condizione di terrore da cui non riusciva evidentemente a liberarsi con le sue forze, prima con messaggi non verbali, poi riferendo di non meglio specificati dolori, ed ancora attraverso una serie di manifestazioni del corpo. F.G. è stato associato dai Carabinieri della Sezione di P.G. presso la Casa Circondariale di Bari.