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Si scrive Puglia, si legge Italia (ovvero: nei panni di un elettore)

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
21 Gennaio 2010
Editoriali //

Boccia-VendolaManfredonia – “LA politica è bella”, fa dire Giuseppe Tornatore al personaggio che rappresenta suo nonno, comunista della prima ora, in Baaria. Ma la politica è bella quando è sinonimo di condivisione, di mobilitazione delle coscienze, quando il partito serve a realizzare un progetto di cui l’elettore sente di far parte. Quanto sta accadendo in questi mesi in Puglia appare, invece, scarsamente comprensibile all’elettorato di ambo le parti, e la fine del film ancor non si vede. Mancano due mesi alle elezioni regionali e non si escludono altri colpi di scena. Una premessa. Ogni volta che viene azzardata un’analisi sulla crisi della politica in Italia se ne individua la ragione principale nel disamoramento dei cittadini nei confronti dei partiti, nella mancanza di fiducia, nella diffusa sensazione che siano solo entità distanti, omologate fra di loro e poco rappresentative. L'”infernale tarantella” che si sta ballando in Puglia negli ultimi mesi funge, a ben vedere, da cartina tornasole dell’intera situazione italiana. Perché i partiti hanno perso la loro capacità di attrattiva? Perché, parlando con l’elettorato, si nota uno sconfortante e dilagante qualunquismo (“Rossi e neri sono tutti uguali, ma che siamo in un film di Alberto Sordi?”, si lamentava Nanni Moretti)? Cerchiamo di rispondere coi fatti, calandoci in quello che molto verosimilmente è il pensiero dell’elettorato stesso. Guardiamo a destra, indossando i panni dell’elettore del Pdl. Uno dei candidati alla Presidenza della Regione è Adriana Poli Bortone. Se la spunterà o meno sugli altri nomi non ci è dato saperlo al momento. Ma ricordiamo che poco tempo fa l’ex sindaco di Lecce aveva dato la sua disponibilità ad appoggiare il Pd in un’ Alleanza per il Sud. E’ possibile, in un paese civile, che l’elettore se la ritrovi candidata per il Pdl? Per il panorama di cui può, invece, invidiabilmente bearsi l’elettore di sinistra, già traumatizzato dagli scandali della sanità con conseguente repulisti all’interno della Giunta e indagini giudiziarie: i professionisti della politica dicono che, per evitare di consegnare la Puglia a Berlusconi, bisogna allargare le alleanze, coinvolgendo l’UdC. Ed in effetti al momento attuale si ha la sensazione che il centro sia rappresentato da Casini&C., con la conseguenza che chi riuscirà a portarlo dalla sua parte avrà in mano la carta vincente per il futuro governo del Paese. Realpolitik, si chiama quella del leader Massimo. Iper-realismo, se non surrealismo, lo sfotte Vendola. Ed allora abbiamo visto prima l’imbarazzante tentativo di candidare Emiliano, che è naufragata di fronte a due ostacoli: è da poco il Sindaco di Bari e ci sarebbe voluta una legge elettorale ad hoc. Anzi, ad personam. “Ma come, pure noi?”, si è chiesto allibito e smarrito l’elettore del Pd. Inoltre, chi glielo diceva ai baresi che l’elezione del loro sindaco era stata tutto uno scherzo? Dopo giornate estenuanti, si è capito che quella strada non era percorribile e si è deciso di candidare, contro Vendola, Boccia. La finezza di ricandidare lo stesso uomo politico che perse 5 anni fa contro l’attuale governatore stranamente non viene capita dall’elettore. Ma tant’è. Le primarie si faranno domenica 24, d’altronde sono previste dallo Statuto del Pd per tutte le cariche monocratiche. Ma la sensazione è che le primarie si faranno obtorto collo, e non per rispetto dello Statuto, che insomma si sarebbero volentieri evitate. La Puglia, che è stata nello scorso anno la regione più chiacchierata d’Italia, la regione di Tarantini, delle escort, dello scandalo protesi, non è però nient’altro che la summa di quanto avviene nell’intero Paese. Politicismo, cinismo, trasformismo. Con tali “ismi” nessuno può meravigliarsi se l’elettore ride sentendo dire che”la politica è bella”.

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