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A cura dell’arch. Michele Di Lauro, docente di Storia dell’Arte del Liceo”Roncalli” di Manfredonia

Siponto Il rito Etrusco-Romano di fondazione (Prima parte)


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La fondazione di un nuovo insediamento urbano avveniva attraverso un atto ufficiale deciso esclusivamente a Roma. Tale atto si esplicitava in un decreto del Senato e contestuale nomina della commissione di magistrati incaricati della deduzione della città. I Romani utilizzavano l’antico cerimoniale etrusco di fondazione che individuava lo spazio divino e consacrato nell’orizzonte, detto Templum in caelo, dove venivano interpretati i segni che il mondo ultraterreno inviava. Tale spazio veniva poi, in terra, suddiviso in quattro parti attraverso due rette perpendicolari tra di loro: il cardo, in direzione Nord-Sud, e il decumano, in direzione Est-Ovest. Venivano pertanto a formarsi quattro aree: il Sud corrispondeva alla parte anteriore (pars antica), il Nord alla parte posteriore (pars postica), l’Est alla parte favorevole (pars sinistra o familiaris), l’Ovest alla parte sfavorevole (pars dextra o hostilis). Dalla lettura delle fonti antiche non vi è concordanza sulla direzione verso la quale si rivolgeva l’augure per l’orientazione del Templum. Lo storico Marco Terenzio Varrone, nel suo De Lingua Latina ,VII ,7 afferma che nell’arte divinatoria la parte sinistra favorevole corrisponde al Nord, attribuendone l’origine propizia alla disputa tra Romolo e Remo per la fondazione di Roma, quando un fulmine giunse da sinistra confermando la vittoria al primo. La posizione migliore per l’augure è quindi quella rivolta verso Est, nella direzione in cui sorge il sole, in modo tale da avere il Nord alla propria sinistra. A Roma, differentemente che in Grecia, la sinistra si riteneva maggiormente fortunata, poiché è con la mano sinistra che si compivano le azioni sacrali e magiche. Sempre secondo Varrone, l’aruspice essendo al centro del Templum aveva lo sguardo rivolto a Sud, avendo quindi a sinistra le zone favorevoli e a destra le avverse. Frontino, invece, nel suo De Limitibus, I, 1, fa volgere lo sguardo all’augure verso Occidente. Lo studioso francese Auguste Bouché-Leclercq (Histoire de la divination dans l’antiquité, vol. 4, Paris 1882, p. 188), facendo riferimento all’auspicio per l’elezione del re Numa, riportato da Livio (Ab Urbe Condita, I, 18), suppone che il tempio augurale fosse rivolto a Sud: l’augure volgeva lo sguardo ad oriente, mentre il magistrato o l’aruspice lo volgeva a sud. “Inde ab augure, cui deinde honoris ergo publicum id perpetuumque sacerdotium fuit, deductus in arcem, in lapide ad meridiem versus consedit. Augur ad laevam eius capite velato sedem cepit, dextra manu baculum sine nodo aduncum tenens quem lituum appellarunt.”

Quindi, preceduto da un augure (cui, da quella circostanza in poi, questa funzione onorifica rimase permanentemente una delle attribuzioni ufficiali), Numa fu condotto sulla cittadella e fatto sedere su una pietra con lo sguardo rivolto a meridione. L’augure, a capo coperto e reggendo con la destra un bastone ricurvo e privo di nodi, il cui nome era lituus, prese posto alla sua sinistra”. Poi prosegue “Inde ubi prospectu in urbem agrumque capto deos precatus regiones ab oriente ad occasum determinavit, dextras ad meridiem partes, laevas ad septentrionem esse dixit…”.

“Quindi, dopo aver abbracciato con uno sguardo la città e le campagne intorno, invocò gli dèi e divise la volta del cielo, da oriente a occidente, con una linea ideale, specificando che le regioni a destra erano quelle meridionali e quelle di sinistra le settentrionali”. Tale tesi è forse quella più fondata, vista l’affidabilità storica e la precisione di Tito Livio nel trattare gli argomenti religiosi. Nel rito etrusco vi erano due azioni distinte: l’auguratio, nella quale l’augure si disponeva in un luogo elevato, detto sede augurantis; quindi, terminata l’auguratio, si iniziava la fase della inauguratio (Fig.1), nella quale il magistrato si posizionava nella sede inaugurationis, definita nella precedente fase, dove si trovava l’umbilicus urbis ovvero il centro del templum in terris, e tracciava le linee del cardo Nord-Sud e del decumano Est-Ovest. Il sistema di riferimento assoluto era quindi impostato sull’asse cosmico Nord Sud (axis mundi) e sulle direzioni di levata e tramonto dell’astro solare. A questo sistema di riferimento si richiama l’augure nella  sua “orientazione” rituale. La direzione favorevole è sempre quella ex oriente (lux), infatti è da questo lato che risorge periodicamente il sole. L’Augure, disponendosi con le braccia aperte in direzione Est-Ovest e guardando a Sud, giudicherà sempre favorevole il lato orientale, perché è in quella direzione che sorge il sole; di conseguenza sarà sfavorevole il lato ad occidente, perché in tale parte dell’orizzonte il sole tramonta. Disponendosi, quindi, con le braccia aperte lungo l’asse Nord-Sud e volgendo lo sguardo a Est, risulterà favorevole la parte sinistra, rivolta a Nord, che è la direzione verso l’alto del cielo dell’asse cosmico; mentre di contro sarà sfavorevole la parte destra, rivolta a Sud, dove l’axis mundi sprofonda negli inferi: vedi (Fig. 2). Per la fondazione di una colonia erano nominati i triumviri coloniae deducendae, in carica per un periodo che di norma era di tre anni. Per la deduzione della colonia romana di Siponto, nel 194 a. C. saranno nominati i triumviri D. Iunius Brutus, M. Baebius Tamphilus e M. Helvius, secondo quando riportato da Tito Livio (Livio, XXXIV, 45,3: “Sipontum item in agrum, qui Arpinorum fuerat, coloniam civium Romanorum alii triumviri, D. Iunius Brutus, M. Baebius Tammphilus, M. Helvius, deduxerunt”). I magistrati straordinari (triumviri), dotati di imperium, dopo le operazioni rituali e sacrali di fondazione, con gli agrimensori tracciavano sul suolo gli assi viari della nuova città. Il punto di stazione degli agrimensori era il decussis degli assi maggiori, ovvero il cardo e i decumano massimi, e tale punto era anche detto umbilicus della città: vedi (Fig. 1). (Fine prima parte)

(a cura dell’arch. Michele Di Lauro, docente di Storia dell’Arte del Liceo”Roncalli” di Manfredonia)

(Il materiale  contenuto in questo articolo può essere riprodotto, in tutto o in parte, per scopi non commerciali, purchè siano citati autore e la fonte.)

Fig 1 Siponto, sede Inauguratio. In giallo è segnalata l’altura tufacea prescelta su cui sorgerà la colonia romana di Siponto. L’Umbilicus Urbis, individuato nella precedente fase dell’auguratio, sarà il centro da cui si dipartirà, con il tracciamento del cardo massimo e del decumano massimo, la rete viaria della città.

Fig 1 Siponto, sede Inauguratio. In giallo è segnalata l’altura tufacea prescelta su cui sorgerà la colonia romana di Siponto. L’Umbilicus Urbis, individuato nella precedente fase dell’auguratio, sarà il centro da cui si dipartirà, con il tracciamento del cardo massimo e del decumano massimo, la rete viaria della città.

Fig. 2  Tavola raffigurante le zone favorevoli e sfavorevoli nel simbolismo etrusco-romano.

Fig. 2 Tavola raffigurante le zone favorevoli e sfavorevoli nel simbolismo etrusco-romano.

Siponto Il rito Etrusco-Romano di fondazione (Prima parte) ultima modifica: 2019-01-21T16:18:03+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Antonio

    Complimenti. Grazie per la condivisione. Gesto di generosità. La storia di questi luoghi è antica e ricordarlo è necessario. Giusto ricondividere e riutilizzare citando le fonti.

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