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CONVERSAZIONE “ll messaggio era penoso…parla del territorio infiltrato dalla malavita…”. La telefonata tra Rossi e Piscitelli del 10 agosto 2021 (I)

Passaggio di una conversazione telefonica del 10 agosto 2021, tra il già AU dell’ASE e il già Commissario Straordinario del Comune di Manfredonia

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
21 Marzo 2024
Cronaca // Focus e Inchieste //

Manfredonia. “Il messaggio era penoso…parla del territorio infiltrato dalla malavita…”. “Si.. fino ad adesso l’aveva sempre negato…adesso invece non l’ha potuto negare”.

E’ un passaggio di una conversazione telefonica del 10 agosto 2021, tra il dottor Raphael Rossi, già Amministratore Unico dell’Ase Spa (autore della prima frase nel virgolettato) e il dr. Vittorio Piscitelli, nella data indicata, Commissario Straordinario del Comune di Manfredonia (autore della seconda frase nel virgolettato riportato).

Il riferimento nei messaggi (con parte della conversazione in oggetto già pubblicata da altra testata giornalistica) è Angelo Riccardi, già sindaco di Manfredonia, al quale la Commissione Straordinaria subentrò nel 2019 (nominata con D.P.R. 22/10/2019, insediatasi presso il Comune di Manfredonia il 4 novembre 2019, composta dal Prefetto in quiescenza Dott. Vittorio Piscitelli, dal Vice Prefetto in quiescenza dott.ssa Francesca Anna Maria Crea e dal Dirigente di Area I, dott. Alfonso Agostino Soloperto; in carica fino al novembre 2021, prima delle Amministrative) in seguito allo scioglimento del Consiglio comunale sipontino per “infiltrazioni della criminalità”.

Come noto, il già sindaco Riccardi ha sempre contestato con argomentazioni il provvedimento ministeriale.

Relativamente alla conversazione riportata tra Rossi e Piscitelli, si fa riferimento a un servizio d’intercettazione del Commissariato di P.S. di Manfredonia, Ufficio Investigativo, poiché ritenuta “utile (la conversazione, ndr) ai fini d’indagine“. Indagine poi culminata nell’operazione “Giù le mani” del marzo 2024 (i citati Rossi e Piscitelli non sono stati in alcun modo interessati da provvedimenti – FOCUS OPERAZIONE), con 3 relativi filoni: episodi di violenza ed intimidazione che sarebbero stati posti in essere nell’ambito dell’ASE SpA; autorizzazione all’esercizio di un’attività di onoranze funebri; e  rimozione del ristorante ad insegna “Guarda che luna”.

Tornando alla conversazione telefonica del 10 agosto 2021, tra Rossi e Piscitelli, come riportato dall’ufficio inquirente (Commissariato di P.S. di Manfredonia, Ufficio Investigativo) il dottor Rossi, “contrariato dalla notizia pubblicata sui giornali e dai messaggi di solidarietà”, commenta “ironicamente” l’operato svolto dal personale della Polizia di Stato che aveva ricevuto la denuncia qualche giorno prima, il  7 agosto 2021, che contestò a Rossi che nonostante non avesse manifestato sospetti su nessuno, aveva riferito di aver sporto querela per delle “minacce” ricevute da Michele Fatone.

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Terremoto giudiziario a Manfredonia, 7 misure cautelari. “Giu’ le mani”

 

“GIU’ LE MANI” e LA POSIZIONE DI MICHELE FATONE

Come risaputo, Michele Fatone, classe 1961, attualmente in carcere, è tra i 7 destinatari della misura cautelare dell’operazione “Giù le mani”, “eseguita dai finanzieri della Compagnia di Manfredonia a carico di altrettanti indagati, tra cui alcuni funzionari pubblici in servizio attualmente o in passato presso il Comune sipontino e l’ASE, per le ipotesi di reato a vario titolo di estorsione, concussione e corruzione, peculato, falso, lesioni personali, minacce e violenza privata”.

Secondo quanto emerso dalle indagini, Michele Fatone (che nel corso dell’interrogatorio di garanzia in carcere si è avvalso della facoltà di non rispondere, dichiarandosi in ogni modo “estraneo ai fatti contestategli” ), dipendente dell’ASE, “avrebbe costretto altri dipendenti dell’ente ad effettuare interventi di bonifica e lavorazioni presso terreni a lui riconducibili avvalendosi dei mezzi e dei materiali della municipalizzata, paventando, in caso di rifiuto, conseguenze negative attraverso minacce dirette o del proprio intervento presso gli organi dirigenziali o presso esponenti politici locali“. “In altri casi, l’indagato si sarebbe appropriato di materiali dell’ASE per soddisfare le proprie esigenze personali“.

L’indagato e il figlio (Raffaele Fatone, classe 1992), anch’egli dipendente dell’ASE e destinatario della misura degli arresti domiciliari (focus interrogatorio di garanzia in Tribunale a Foggia,ndr), “avrebbero anche aggredito uno dei responsabili del personale, procurandogli lesioni gravi con calci, pugni al volto e continuando a colpirlo mentre era riverso in terra. Questo in seguito al rifiuto di aderire a un’imposizione dei due inerente i turni di servizio del più giovane“. “Anche l’ex amministratore dell’azienda pubblica, Raphael Rossi, sarebbe stato minacciato per costringerlo a ritirare il provvedimento con cui l’indagato veniva adibito a mansioni diverse, corrispondenti al suo effettivo inquadramento“.

LA DENUNCIA DEL 07 AGOSTO 2021

Tornando all’intercettazione tra Rossi e Piscitelli, come accertato dagli inquirenti, nell’ambito della stessa conversazione del 10 agosto 2021 sono state anche sollevate da parte di Rossi “ulteriori criticità nei confronti del personale della Polizia di Stato, intervenuto durante la stesura dell’atto di denuncia del 07.08.2021”.

Difatti, per non alterare le affermazioni riportate in una nota preparata da Rossi, e che lo stesso voleva inserire durante la stesura della denuncia, gli agenti di Polizia avevano riferito al già AU dell’ASE “che non era possibile riportare delle domande da lui formulate”, “in cui si dava delle risposte e che avrebbe voluto riportare nell’atto”. Questo perché “eventuali domande dovevano essere formulate dall’Autorità Giudiziaria”.

In seguito, infatti, fu tutto trascritto in una dichiarazione resa spontaneamente dallo stesso Rossi in cui rivolgeva delle precise accuse nei confronti del dipendente, il citato Michele Fatone, il quale – come rilevato dagli inquirenti già il 10 agosto 2021 – a seguito del provvedimento di trasferimento della sua mansione ad altra si rivolgeva nei confronti dell’ex AU dell’ASE dicendogli  “Rossi te la farò pagare“.

Per i fatti, il citato Rossi aveva presentato denuncia presso la Procura della Repubblica di Torino.

Inoltre, Rossi aggiungeva che il 14 luglio 2021 aveva ricevuto un messaggio dall’ex sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi e che nei colloqui successivi, il 15 luglio 2021, “dopo aver esposto i suoi giudizi sulla scarsa pulizia della città”, gli riferiva (Riccardi,ndr) “che si fidava della persone sbagliate, mettendo da parte quelle giuste.”

Rossi immaginò al tempo – come rilevano gli inquirenti – che ci si riferisse allo spostamento del citato Michele Fatone. Ma naturalmente di questo non c’è alcuna certezza.

Foggia (Prefettura - PH: BENEDETTO MONACO)
Foggia (Prefettura di Foggia- PH: BMonaco)

 

La situazione sopra riportata al centro della conversazione telefonica intercettata dagli inquirenti, il 10 agosto 2021, viene riferita dal dott. Rossi al dott. Vittorio Piscitelli , al tempo come detto Commissario Straordinario del Comune di Manfredonia.

Nel corso della citata conversazione, Rossi e Piscitelli parlano anche dei prossimi programmi in attuazione in autunno, definendolo “caldo” per via di alcune “demolizioni programmate”, tra cui anche la risoluzione del ristorante ad insegna “Guarda che Luna” in località Acqua di Cristo “di proprietà dei Romito” e “delle drastiche misure che hanno colpito finanche l’azienda ecologica A.S.E., ad iniziare dal cambio di amministratore.” (I – continua).

2 commenti su "“ll messaggio era penoso…parla del territorio infiltrato dalla malavita…”. La telefonata tra Rossi e Piscitelli del 10 agosto 2021 (I)"

  1. Entrambi sapevano già tutto su “Riccardino” e “Super Gianni”, già ben prima che diventasse sindaco

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