Editoriali

Ciao Rocco, ti voglio bene. E ti ricordo così


Di:

L’intervento è di Francesco Dicesare, uno dei migliori amici di Rocco Laricchiuta. Ci lascia un pezzo emozionante, un ricordo forte dell’amico Rocco.

E’ una Pasqua triste, intorno a noi c’è una brutta aria, difficoltà economiche, difficoltà politiche, guerre, tensioni di ogni genere. C’è fame di Persone per Bene. C’è bisogno di Persone che nella loro umiltà trovino la loro grandezza, di Persone che attraverso il loro esempio spronino, gli altri, tutti, a fare meglio per il bene comune, per la tutela delle classi deboli, della gente comune, di chi crede ancora che la Pace, il Lavoro, la Democrazia, i Diritti, il Progresso, la Solidarietà siano valori per cui vale la pena impegnare la propria esistenza.

Nonostante il bisogno che abbiamo di Persone per Bene in questa Italia e soprattutto in questa Città, martoriata da mafie e lobbysti, ancora una volta il destino ci mette di fronte a quelle prove che fanno vacillare la nostra fede, il nostro credo, le nostre speranze per un mondo migliore.

Rocco Laricchiuta, ci ha lasciato, aprendo un vuoto, che a chi lo ha conosciuto sembra incolmabile. Prima che il tempo cancelli dalla memoria il suo volto sorridente di amico e compagno, sempre disponibile a spendersi per la politica e per tutte le persone bisognose delle sue cure, voglio raccontarvi chi è Rocco.

Innanzi tutto è un Uomo Libero, non ha mai sopportato imbrigliamenti di qualsiasi tipo, è sempre stato un personaggio scomodo per le Segreterie di Partito e per le conventicole del potere. Per Rocco la Politica era andare incontro alla gente comune, a Lavoratori e Lavoratrici, in pieno rispetto della idea Socialista (in senso ottocentesco) che lo ha sempre guidato.

Il suo altruismo, la sua generosità, la sua discrezione, ma anche la sua caparbietà, la sua decisione, sono le qualità che lo hanno reso “amato” da molti Foggiani. Passeggiare con Rocco significava fermarsi ogni dieci metri a salutare conoscenti, non si riusciva mai a finire un discorso, perché subito si incontrava qualcuno che te lo impediva. Per questo ci incontravamo nel suo studio, perché lui non era proprio capace di salutare frettolosamente qualcuno, per lui ,tutti meritavano la sua attenzione e visibilmente si dispiaceva quando non riusciva a scambiare due chiacchiere con chi lo conosceva.

Un amico di tutti.

Spesso Rocco, scherzosamente, si è vantato di aver fatto con poche centinaia di euro le sue campagne elettorali, senza manifesti, senza comitati elettorali, senza sprechi di ogni genere, un metodo che si rivelerebbe fatale per qualsiasi altro politico, invece lui ha dimostrato che una politica pulita, con alto profilo etico è possibile e per questo ha avuto sempre il sostegno di tanti e convinti Cittadini.

Il suo legame con il popolo è stata la sua forza, un legame che si è cementato in anni di professione medica, ma anche in anni di posizioni in favore delle persone umili. Per molte di queste Persone si trattava di una fede, di un esempio da seguire, di una amicizia importante da onorare, perché chi si è battuto per te per le tue ragioni e merita di continuare a rappresentare i Cittadini.

Rocco è uno di noi, che non ha mai dimenticato di esserlo e su questo suo essere semplice e alla mano ha costruito la sua autorevolezza.
La sua forza d’animo, il suo spirito libero, lo hanno reso sempre pronto a ricominciare di nuovo a ripartire anche da posizioni non vantaggiose pur di conservare la propria autonomia, la propria libertà di pensiero. Per questo ha voluto fortemente creare e far parte della Lista Mongelli, non solo per contribuire alla elezione di un amico, quale Gianni Mongelli, ma per cercare di portare in Consiglio Comunale un Progetto sinceramente unitario e di Sinistra.

Iscritto alla CGIL e fondatore del Circolo Rosa Luxemburg di Sinistra Ecologia e Libertà, ha avuto il cuore sempre a Sinistra, quello della Sinistra è stato sempre il suo elemento distintivo, il suo discrimine, perché per Rocco la Storia del Socialismo Italiano è la Storia di Nenni, Pertini, Lombardi, di chi cioè ha dato tutto se stesso al Movimento Operaio Internazionale ed alla Resistenza. Ho conosciuto Rocco per la nostra comune esperienza in Sinistra Democratica poi confluita in Sel e spesso ho affrontato serene discussioni sul futuro della Politica in Italia, lui aveva due crucci, soffriva molto per la divisione della Sinistra e per il modo in cui in Italia sono trattati i Giovani.

Tutte le sue forze negli ultimi anni della sua attività politica le ha dedicate a mandare avanti un processo di riunificazione della Sinistra che partisse dal rinnovamento della attuale classe dirigente. Anche in questo ha evidenziato la sua generosità, il suo attaccamento all’idea, la sua voglia di mantenere viva e alta la bandiera dei Padri Costituenti. Il suo attaccamento alla Famiglia, a sua Moglie, ai suoi Figli, è ancora un esempio della sua capacità di leader e nello stesso tempo di compagno fedele, che è riuscito a mantenere distinti, i mondi della politica e della sfera Familiare e dei sentimenti. La dignità con cui ha vissuto il suo dramma personale, raccolto con i suoi cari, ci impone un rispetto ed una attenzione particolare, per il dolore che la sua Famiglia sta vivendo.

Rocco, ci ha lasciati, ma il suo esempio le sue idee ci accompagneranno nel lungo cammino che questo Paese dovrà fare verso la Democrazia, verso il Progresso.

Ciao Rocco ti voglio bene.

Ciao Rocco, ti voglio bene. E ti ricordo così ultima modifica: 2011-04-21T13:45:58+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Giuseppe Potenza

    Un vuoto incolmabile.
    Abbiamo il dovere di confrontarci con il suo esempio e con le sue idee, per far progredire la ns. comunità, che così tanto ha voluto bene.

    Addio, ns. bell’esempio di concittadino.


  • Ermelinda

    Persone come lui,è raro trovarle!! era un uomo eccezionale,buono,onesto e sempre disponibile con tutti!!!Lo conoscevo ormai da 15 anni e il mio unico rammarico è quello di non averlo visto un ultima volta,di non averlo potuto abbracciare e baciare con affetto,come facevo di solito.Ciao Dottore,tu sai quanto bene ti ho voluto,e continuerò a volertene x sempre!!!! MI MANCHI!!!!!


  • Nico Baratta - ST

    Oggi si celebra la festa della Santa Pasqua, la principale del cristianesimo, il giorno della resurrezione di Cristo, mentre per gli ebraici è la liberazione dalla schiavitù dell’Egitto.

    Entrambe le ricorrenze evocano gioia, l’una il passaggio dalla vita alla morte, l’altra dalla schiavitù alla libertà.

    Pasqua, dall’ebraico pesàch significa “passare oltre”, “tralasciare”. Ed è proprio per il suo significato più intimo, oltre che etimologico, che questo giorno mi piacerebbe diventasse l’inizio della rinascita di Foggia.

    Foggia nelle ultime settimane ha vissuto momenti cruenti, di sangue, di dolore, di abusi, e da mesi d’indignazione. Eventi legati principalmente alla malavita locale con rapine e omicidi, alla stupidità soggettiva di persone che pongono termine alle loro diatribe familiari con violenze personali e, purtroppo, con un’arma da fuoco. La provincia di Foggia sta vivendo settimane angoscianti per scellerate decisioni dell’insensibile volontà di qualche eletta che vorrebbe trasformare il nostro territorio in un approvvigionamento petrolifero che soddisfi le proprie attese economiche ed energetiche. Ma Foggia, sfortunatamente, sta vivendo una fase d’indignazione collettiva legata principalmente al degrado urbano, alle risicate risorse economiche che attanagliano l’Amministrazione Comunale che non riesce a dar stabilità alle diverse realtà lavorative delle ex aziende di famiglia. Un’indignazione che sta crescendo negli ultimi giorni dopo le dimostrazioni “calde” di molte famiglie senza una casa, persone molte volte utilizzate da altre parti politiche come strumento rimbombante di proposte non ascoltate. E’ la politica, quella con la “p minuscola”.

    Nelle ultime ore Foggia ha vissuto un brutto momento, un lutto che la comunità ha fatto suo per la mancanza di una persona che era amata per la ricchezza d’animo e non per l’appartenenza politica: il dott. Rocco Laricchiuta ci ha lasciati nella vita terrena per assisterci in quella spirituale. Personalmente è stata una notizia sconvolgente, vissuta come la perdita di un caro familiare. Con Rocco ho vissuto momenti importanti, unici per la ricchezza di valori. La sua cittadinanza attiva e produttiva ha lasciato un indelebile marchio di fare sistema con poche risorse e mille idee. Per me Rocco è stato un grande amico, un fratello maggiore, uno che mi ha sempre consigliato come agire e lo ringrazio pubblicamente per avermi formato e fortificato. Lo porterò per sempre nel mio cuore e sarà sempre un riferimento importantissimo per le scelte future.
    Stamani si son svolti i funerali del dott. Rocco Laricchiuta, uomo, medico e politico. Rocco, l’amico, era sempre in prima linea, accanto a chi richiedeva il suo aiuto e un consiglio. Lo faceva gratuitamente e con il cuore, non solo nella sua veste di assessore, soprattutto da uomo e medico, offrendo la sua conoscenza e sapienza, spesso regalando se stesso e ciò che aveva per se. Una grave scomparsa per la collettività, una perdita inestimabile per chi gli era vicino e per me.

    Ieri nell’aula consiliare del Comune di Foggia, riservata a camera ardente, Rocco è stato commemorato dai massimi esponenti politici e dalla società civile foggiana: tutti hanno l’hanno ricordato come uomo e medico, a testimoniare il suo amore per la collettività, specie quella meno abbiente. Il Sindaco, l’Ing. Gianni Mongelli e amico intimo del “medico di tutti”, ha ricordato Rocco con commozione, e fra lacrime e parole interrotte dal dolore, ha dichiarato una palese verità «La sua forza d’animo, uniti al rigore etico ed alla passione per la foggianità rappresentano un’eredità da cogliere e far fruttare in tutti gli ambiti del nostro operare». Ebbene, queste parole dovrebbero far rinascere in noi foggiani, ma anche in tutta la collettività della Capitanata, la voglia di ricominciare, di non arrendersi, di cambiar pagina. E il giorno della Santa Pasqua potrebbe essere l’inizio di una nuova era per ridar luce e vita alla nostra cara amata città di Foggia.

    Basta con l’indignazione lamentosa, basta con il piangersi addosso; è ora di proporre, di collaborare con chi coscientemente ha delegato a rappresentarci.

    A Foggia e in provincia son mesi che associazioni, gruppi, semplici cittadini, manifestano la loro indignazione per lo stato d’abbandono del territorio, contemplandolo solo con lamenti. E’ ora di proporre e lo ripeto, di dar valore alla nostra appartenenza al territorio. E ciò si può fare proponendo soluzioni, anche con semplici suggerimenti avvallati dalla nostra volontà di scendere in campo e operare con le nostre braccia, dopo che le amministrazioni supportino queste scelte, altrimenti sarebbe solo un’azione finalizzata a se stessa e in completa anarchia, forse propagandistica a fini pre-elettorali.

    Sono più di due anni che scrivo dei problemi che affliggono Foggia (e non smetterò di farlo, sia chiaro), con particolare attenzione in quelle circostanze che vedevano la città protagonista del “dolce far niente” di chi dovrebbe adoperarsi per amministrala meglio e di chi la vive, noi cittadini, situazioni volute per protesta o per semplice non curanza dell’orto del vicino, congiunture, così alcuni dicono, della sempre più evidente difficoltà economica foggiana. Un “dolce far niente” della nostra classe politica che discute e non propone, che si accusa vicendevolmente e non si preoccupa di misurare la tensione sociale. L’attuale amministrazione comunale sta cercando di arginare ciò che negli anni precedenti chi col “dolce far niente” ha determinato il collasso cittadino, anche se i tentativi spesso si vanificano in ostruzionismo collegiale nell’aula consiliare, con lamenti di pregresse delibere (oggi non più valide) che rispolverano antiche contese. Io sono del parere che la comunità deve supportare il lavoro amministrativo con suggerimenti, con indicazioni laddove la fattibilità di un intervento potrebbe migliorare lo status quo del problema. Anch’io molte volte ho lamentato mancanze oggettive d’interventi mirati su problemi che la comunità vive e si confronta ogni giorno e se l’ho fatto, era perché la latitanza era palese e voluta da qualche parte politica. Ora invece, oltre a indicare il problema, credo sia giunto il momento di proporre soluzioni, e non interventi a mezzo posta ai diretti responsabili poiché da mesi si procede in questo senso e nessuno mai ha risposto all’invito.

    Crederci non costa nulla; insistere e pretendere ancor di più. Tutti siamo proprietari del bene comune che la città e il territorio ha nel suo patrimonio.
    Tutti noi dobbiamo affrontare con coraggio il passaggio da una Foggia agonizzante a quella di ripresa, da un territorio oppresso dai poteri baricentristi e romani a quelli locali che devono aver la forza di farsi ascoltare, di riappropriarsi della legittimità conferita nell’urna dal territorio e non dalle segreterie.
    Oggi ho avuto l’onore e la fortuna d’incontrare a Manfredonia un amico della nostra terra e che vive in quella marchigiana. Con lui, Tony De Salvia, ho trascorso un’ora preziosa, ricca di valori e sentimenti reciproci per il bene del nostro territorio. Ebbene, nei sessanta minuti che ci siamo dedicati in nome di un’amicizia consolidata e stimata, ho potuto capire che i conterranei che vivono al di fuori dei nostri confini ci osservano, forse ci giudicano, e che vorrebbero ritornare a casa trovando una città migliore di quella dove per lavoro vivono e producono senza contese e affanni dovuti alle difficoltà economiche che da decenni ci portiamo dietro per colpa dell’egoismo o dipendenza di pochi eletti. Tony è un artista, un cantante che caparbiamente crede nel fare, e fa bene, senza dar ascolto a voci pseudo-amiche, le solite voci che ti cercano solo nei momenti di bisogno; in lui rivedo me e lo ringrazio pubblicamente per la stima reciproca.
    Dobbiamo “passare oltre”, guardando oltre la punta del nostro naso e, “un passo per volta” (il mio motto), ridare centralità al Territorio, facendolo crescere, conferendogli stabilità e affidabilità, investendo anche nelle capacità di chi le esprime fuori della nostra provincia semmai supportandoli, invitandoli a casa propria, divulgando il loro sapere che è cultura. Ciò si può fare, un “Restart” morale ed etico, del senso civico e della legalità, delle peculiarità di chi esporta la nostra cultura e, se necessario, anche un restart politico. Un riavvio della nostra “foggianità”, del nostro “orgoglio foggiano”, della nostra appartenenza alla Daunia, che cambi volto alla nostra terra e che ridia centralità alla collettività con i suoi valori. Abbiamo l’obbligo di credere in noi stessi e nelle persone che amano Foggia e la sua splendida provincia. Un appuntamento che dobbiamo essere presenti tutti con proposizioni e soluzioni, non lamenti, facendo sistema e unendo le forze senza colori e casacche.

    Auguri di Buona Pasqua.

    Ad Maiora
    NICO BARATTA


  • mario marchitelli

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