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POMODORO ECONOMIA Filiera del pomodoro, gli agricoltori del Centro-Sud chiedono prezzi più alti

Al centro della discussione la definizione di un’intesa sul prezzo medio di riferimento del pomodoro per la campagna di trasformazione 2026

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
21 Maggio 2026
Economia // Foggia //

Si accende il confronto sul prezzo del pomodoro da industria nel bacino Centro-Meridionale, dopo l’incontro svoltosi ieri, 20 maggio, a Foggia tra l’ANICAV – Associazione Nazionale Industriali Conservieri – e le Organizzazioni di Produttori del Centro-Sud Italia. Al centro del tavolo, la definizione di un’intesa sul prezzo medio di riferimento del pomodoro per la campagna di trasformazione 2026.

All’incontro, ospitato presso l’Hotel Holiday di Foggia, hanno preso parte i vertici dell’ANICAV, tra cui il presidente Marco Serafini, i vicepresidenti Torrente e Sica e il rappresentante del Comitato Territoriale D’Acunzi, insieme a quasi tutte le Organizzazioni di Produttori del bacino Centro-Meridionale.

Durante il confronto è stata analizzata la difficile situazione economica e geopolitica del comparto, aggravata dall’aumento degli investimenti nel Centro-Nord e dalle criticità legate alla disponibilità idrica in Capitanata, dove i ritardi negli invasi del Consorzio di Bonifica stanno creando preoccupazione tra gli agricoltori.

La proposta avanzata dall’industria conserviera prevede 135 euro a tonnellata per il pomodoro tondo e 140 euro per quello lungo, valori sui quali verrebbero poi applicate le griglie qualitative stabilite dai contratti.

Di diverso avviso la componente agricola che, in maniera unanime, ha ribadito la necessità di riconoscere compensi ritenuti più adeguati rispetto all’aumento dei costi di produzione, tra fertilizzanti, antiparassitari e gasolio agricolo.

Per il Coordinamento del Bacino Centro-Meridionale del Pomodoro, la soglia minima sostenibile dovrebbe essere fissata a 150 euro per tonnellata per il pomodoro tondo e 160 euro per il pomodoro lungo, valori ritenuti indispensabili per garantire continuità produttiva, qualità delle coltivazioni e sostenibilità economica delle aziende agricole del Mezzogiorno.

Dal comparto agricolo arriva anche una critica rispetto al metodo di valutazione adottato dall’industria: secondo il Comitato, il pomodoro lungo non può essere assimilato economicamente al pomodoro tondo, poiché presenta caratteristiche varietali differenti e destinazioni commerciali specifiche, che ne aumenterebbero il valore sul mercato.

Nonostante le divergenze, le Organizzazioni di Produttori confermano la disponibilità a proseguire il dialogo, con l’obiettivo di raggiungere un accordo che possa garantire equilibrio economico e tutela dell’intera filiera del pomodoro da industria nel Centro-Sud Italia.

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