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PREMIAZIONI Manfredonia, il Premio Chiara Lubich accende i riflettori sulla fraternità universale

La mattinata ha visto un susseguirsi di testimonianze toccanti, unite dal filo conduttore della speranza e del bene comune

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
21 Maggio 2026
Cronaca // Manfredonia //

Domenica 17 maggio, il Cine Teatro San Michele di Manfredonia ha ospitato una vera e propria “expo della fraternità e della bellezza”. Si è svolta infatti la XVI edizione del Premio Chiara Lubich – Manfredonia città per la fratellanza Universale, evento promosso dall’associazione Mondo Nuovo. Come ogni anno, il riconoscimento – intitolato alla fondatrice del Movimento dei Focolari che ha speso la vita per l’unità tra i popoli – ha premiato persone e realtà locali, nazionali e internazionali capaci di distinguersi nell’impegno verso gli ultimi.

La mattinata ha visto un susseguirsi di testimonianze toccanti, unite dal filo conduttore della speranza e del bene comune. Di seguito tutti i premiati di questa edizione:

  • Cardinale don Mimmo Battaglia e Caritas di Napoli: per il prezioso e costante servizio pastorale e sociale prestato a favore degli ultimi nel territorio partenopeo.
  • Fraternità di CL e Opera Secolare Francescana nazionale: per l’incalcolabile numero di opere generate in tutto il mondo a difesa e tutela della dignità umana.
  • Consorzio “Sale Della Terra”: una rete che unisce 11 cooperative, fattorie sociali, alberghi diffusi e 25 progetti SAI in piccoli comuni. Attraverso l’agricoltura e l’artigianato, questa realtà combatte lo spopolamento dei borghi creando lavoro inclusivo per residenti e migranti.
  • Cooperativa Fo.co.: attiva in Sicilia, Calabria e Puglia con progetti di accoglienza per migranti e minori stranieri non accompagnati. Gestisce, tra le altre, la comunità ospitata nel vicino Santuario di Stignano (San Marco in Lamis).
  • Rete Living Peace International: un progetto che coinvolge 3,5 milioni di studenti in 136 Paesi per educare alla pace attraverso il “Dado della Pace” e gemellaggi scolastici. Sul palco sono saliti il coordinatore generale Carlos Palma (Uruguay) e due giovani ambasciatori, Dario (Colombia) e Enzo (Camerun).
  • Cooperativa Sociale “Made In Carcere”: fondata da Luciana delle Donne (già nominata Ufficiale al Merito della Repubblica dal Presidente Mattarella). Il progetto trasforma il periodo di detenzione in un’opportunità di rinascita, offrendo alle donne detenute un lavoro sartoriale basato sul riciclo di tessuti.
  • Ufficio per la Pastorale Sociale (Progetto “Economy of Francesco”): un percorso voluto dall’Arcivescovo Mons. Franco Moscone per avvicinare gli studenti e le imprese locali ai valori dell’economia civile, culminato in un bando scolastico che ha raccolto moltissime idee innovative.
  • Associazione “I Fratelli Della Stazione” di Foggia: nata nel 1998 dall’iniziativa di un gruppo di ragazzi che portavano cibo ai senzatetto della stazione di Foggia, continua ancora oggi il suo instancabile servizio di assistenza ai poveri.
  • Aps “Senza Sbarre”: rappresentata da Don Riccardo Agresti e dal magistrato Giannicola Sinisi. La realtà pugliese offre percorsi residenziali alternativi alla detenzione, focalizzati sul pieno reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti.

Un grande e caloroso applauso ha infine unito sul palco tutte le comunità parrocchiali cittadine e non, piccole e grandi comunità nazionali e le scuole di Manfredonia alle quali è stata attribuita una pergamena di riconoscimento per aver contribuito al progetto “Una goccia di solidarietà nel Mediterraneo di Fraternità”, in favore dei Cristiani di Terrasanta.

L’evento si è concluso tra la gratitudine generale del pubblico, ispirato da storie concrete di chi, ogni giorno, lavora per costruire un mondo più unito.

Manfredonia, il Premio Chiara Lubich accende i riflettori sulla fraternità universale
Manfredonia, il Premio Chiara Lubich accende i riflettori sulla fraternità universale

1 commento su "Manfredonia, il Premio Chiara Lubich accende i riflettori sulla fraternità universale"

  1. Una bellissima giornata in cui persone che si dedicano al prossimo in difficoltà, indipendentemente dal colore della pelle e dalla provenienza, hanno dato un messaggio di amore e rispetto a tutti coloro (molto pochi, per fortuna) che soffiano sul fuoco del malessere e del razzismo più becero.

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