FOGGIA – Nuovo episodio di violenza all’interno della Casa circondariale di Foggia, dove un’infermiera in servizio è stata aggredita da un detenuto durante l’attività lavorativa. L’episodio, denunciato dagli infermieri dell’istituto penitenziario attraverso un comunicato stampa, riaccende i riflettori sulle condizioni di sicurezza del personale sanitario impegnato nelle carceri.
Secondo quanto riferito, il detenuto, di nazionalità straniera, avrebbe divelto il manico di una scopa utilizzandolo per colpire ripetutamente la professionista sanitaria. A evitare conseguenze ancora più gravi sarebbe stato il tempestivo intervento di altri detenuti presenti.
L’infermiera è stata immediatamente soccorsa dai colleghi della Medicheria e successivamente trasferita al Pronto Soccorso del Policlinico Riuniti di Foggia. I sanitari le hanno riscontrato diversi traumi da percosse, giudicati guaribili in sette giorni.
Gli infermieri denunciano che non si tratterebbe di un episodio isolato. Secondo quanto riportato nel comunicato, aggressioni verbali e fisiche ai danni del personale sanitario si verificherebbero con frequenza all’interno della struttura penitenziaria, in un contesto caratterizzato da criticità organizzative e carenze di organico.
Sempre secondo gli operatori, negli ultimi mesi sarebbero state trasmesse numerose segnalazioni alla Direzione aziendale e al Coordinamento infermieristico del carcere per chiedere interventi urgenti volti a rafforzare la sicurezza degli operatori, senza che, a loro dire, siano stati adottati provvedimenti concreti.
Gli infermieri ricordano inoltre che pochi giorni fa avevano già evidenziato un’altra criticità, denunciando l’assenza del medico di turno nel corso di una domenica, circostanza che avrebbe ulteriormente alimentato le preoccupazioni sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria all’interno dell’istituto.
Dal personale sanitario arriva quindi un nuovo appello alle istituzioni competenti affinché vengano adottate misure immediate per garantire condizioni di lavoro più sicure. Tra le richieste figurano il potenziamento delle misure di sicurezza, l’incremento del personale e l’adozione di protocolli efficaci per prevenire le aggressioni.
«Non possiamo continuare a lavorare con la paura di non tornare a casa. Ogni segnalazione rimasta inascoltata aumenta il rischio che episodi come questo possano trasformarsi in tragedie. È necessario intervenire subito per tutelare chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute anche negli istituti penitenziari», si legge nel comunicato diffuso dagli infermieri.
Sull’accaduto si chiede ora l’avvio di tutti gli accertamenti necessari, mentre gli operatori auspicano un intervento urgente delle istituzioni per rafforzare la tutela del personale sanitario impegnato nelle carceri.



