BARI – Diminuiscono in maniera significativa le vittime della strada in Puglia, ma crescono il numero complessivo degli incidenti e quello dei feriti. È il quadro che emerge dal nuovo Rapporto sull’incidentalità stradale in Puglia nel 2025, elaborato dal Centro regionale di monitoraggio e governo della sicurezza stradale, il CReMSS, struttura che fa capo all’ASSET.
Nel corso del 2025 sono stati registrati in Puglia 11.249 incidenti stradali con lesioni a persone, il 2% in più rispetto agli 11.026 del 2024. Gli incidenti mortali sono stati invece 177, con una diminuzione del 19,9%, mentre le vittime sono scese da 241 a 190, facendo segnare un calo del 21,2%. I feriti sono stati complessivamente 17.217, in aumento dell’1,2%.
Migliora anche l’indice di mortalità, passato da 2,2 a 1,7 decessi ogni cento incidenti. Un risultato positivo che testimonia una riduzione della gravità media degli eventi, ma che non cancella un dato ancora drammatico: quasi duecento persone hanno perso la vita sulle strade pugliesi in un solo anno.
Il rapporto, basato sui dati trasmessi dagli organi rilevatori nell’ambito della rilevazione ISTAT, è stato presentato alla presenza dell’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese, del direttore generale di ASSET, Elio Sannicandro, e del responsabile del Centro regionale di monitoraggio per la sicurezza stradale, Pierpaolo Bonerba.
Alla presentazione hanno partecipato anche l’assessora alla Vivibilità urbana del Comune di Bari, Carla Palone, i rappresentanti della Polizia Stradale e delle altre forze dell’ordine impegnate nelle attività di prevenzione e controllo.
Bari prima per numero di incidenti, Foggia per mortalità
La Città metropolitana di Bari concentra il maggior numero di sinistri: 4.107 incidenti, con 47 morti e 6.093 feriti.
In provincia di Foggia sono stati registrati 1.441 incidenti, con 42 vittime e 2.434 feriti. Il territorio dauno presenta il più elevato indice di mortalità provinciale della regione: 2,9 decessi ogni cento incidenti.
A Lecce si contano 1.909 incidenti, 29 morti e 2.826 feriti; a Taranto 1.637 sinistri, 27 vittime e 2.579 feriti; a Brindisi 1.111 incidenti, 27 morti e 1.650 feriti; nella provincia di Barletta-Andria-Trani 1.044 incidenti, 18 morti e 1.635 feriti.
La mortalità diminuisce in cinque province su sei, mentre resta invariata nella BAT. Le riduzioni più consistenti si registrano a Taranto, con un calo del 37,2%, a Lecce, con il 32,6% in meno, e a Foggia, dove le vittime diminuiscono del 22,2%.
Seguono Bari, con una riduzione dell’11,3%, e Brindisi, con il 10% in meno.
A livello comunale, il numero più elevato di incidenti mortali è stato registrato a Foggia, con 11 eventi. Seguono Bari e Taranto con 10, Cerignola con 7, Andria e San Severo con 6.
Luglio il mese con più incidenti, agosto il più tragico
Luglio è stato il mese con il maggior numero di incidenti, 1.259, e di feriti, 1.946. Il dato più alto relativo alle vittime è stato invece registrato ad agosto, con 25 decessi.
Particolarmente critico resta il fine settimana. La domenica, pur essendo il giorno con il minor numero di incidenti, 1.317, registra il maggior numero di morti, 38, e il più elevato indice di mortalità settimanale: 2,9 decessi ogni cento incidenti.
Nel complesso, sabato e domenica concentrano il 25,1% dei sinistri, ma quasi il 40% delle vittime. Un dato che conferma come durante il fine settimana, a fronte di una minore frequenza degli incidenti, aumenti sensibilmente la gravità delle conseguenze.
Le fasce orarie tra le 12 e le 15 e tra le 18 e le 21 sono quelle nelle quali si concentra il maggior numero di incidenti. La fascia più letale è però quella compresa tra le 3 e le 6 del mattino, con 6,2 morti ogni cento incidenti, un valore quasi quattro volte superiore alla media regionale.
Tra le 21 e le 6 si verifica il 18,7% dei sinistri, ma il 30,5% dei decessi.
Sette incidenti su dieci avvengono nei centri abitati
Il 71,4% degli incidenti avviene all’interno dei centri abitati. Tuttavia, il 70,5% delle vittime si registra fuori dai centri urbani, dove la velocità e le caratteristiche delle strade rendono spesso più gravi le conseguenze degli impatti.
Sulle strade statali sono stati registrati 1.196 incidenti, 42 morti e 2.176 feriti. Il numero delle vittime è diminuito del 38,2%.
Sulle strade provinciali si sono verificati 2.048 incidenti, in aumento dell’11,9%, con 86 morti e 3.395 feriti. Le vittime sono diminuite del 22,5%, ma resta proprio la rete provinciale a concentrare il numero più alto di decessi.
Sulle strade urbane sono morte 48 persone, il 4,3% in più rispetto al 2024.
Gli incidenti si verificano soprattutto agli incroci e sui rettilinei, che rappresentano rispettivamente il 45,6% e il 45,5% del totale. La mortalità è però maggiormente concentrata sui rettilinei, dove avviene il 59,5% dei decessi, e nelle curve, che raccolgono l’8,3% degli incidenti ma oltre il 21% delle vittime.
Aumentano gli investimenti di pedoni
Il 73,6% degli incidenti avviene tra veicoli in marcia. Il 15,6% riguarda invece incidenti autonomi, mentre il 10,8% è costituito da investimenti di pedoni.
Proprio gli investimenti di pedoni rappresentano l’unica tipologia nella quale cresce anche la mortalità. Gli episodi aumentano del 4,8%, mentre le vittime passano da 14 a 17, con un incremento del 21,4%.
Gli incidenti autonomi crescono del 14,5%, ma i decessi diminuiscono del 33,7%. Rimangono comunque la tipologia con il più elevato indice di letalità: 3,5 morti ogni cento eventi.
Nel complesso sono stati coinvolti nei sinistri più di 20mila conducenti, il 2,3% in più rispetto al 2024. Le fasce d’età più rappresentate sono quelle comprese tra i 45 e i 64 anni, pari al 33,3%, e tra i 30 e i 44 anni, pari al 24%.
Preoccupa l’aumento del coinvolgimento dei più giovani. I conducenti tra i 14 e i 17 anni crescono del 12,2%, mentre quelli tra i 18 e i 24 anni aumentano del 6,2%. Nel complesso, il numero di conducenti coinvolti tra i 14 e i 29 anni sale del 6,5%.
Il 71,6% dei conducenti era alla guida di un’autovettura, il 13,1% di un motociclo e il 7,1% di un mezzo pesante.
Diminuiscono gli incidenti con almeno un monopattino elettrico, passati da 289 a 249, mentre aumentano quelli con almeno una bicicletta elettrica, cresciuti da 107 a 131.
Un altro elemento evidenziato dal rapporto riguarda l’età dei veicoli: il 61,2% dei mezzi coinvolti è stato immatricolato da oltre dieci anni. Tra i veicoli coinvolti in incidenti mortali, il 63,3% risulta immatricolato prima del 2016.
Velocità e distrazione tra le principali cause
Velocità eccessiva, distrazione, manovre irregolari e mancato rispetto delle precedenze restano tra le principali circostanze presunte degli incidenti mortali.
Nei sinistri mortali tra veicoli avvenuti sui rettilinei, l’eccesso di velocità incide nel 37,9% dei casi. Seguono le manovre irregolari, con il 25,3%, e la guida distratta, con il 18,9%.
In prossimità delle intersezioni, il mancato rispetto dello stop, della precedenza o del semaforo rappresenta il 44,4% delle circostanze rilevate. Seguono la velocità non adeguata, con il 21,9%, e la distrazione, con il 18,8%.
Negli incidenti mortali a veicolo isolato avvenuti sui rettilinei incidono soprattutto gli ostacoli improvvisi, l’eccesso di velocità e la distrazione. Nelle curve prevalgono invece la velocità, con il 33,3%, e la distrazione, con il 27,8%.
Negli investimenti mortali di pedoni, l’eccesso di velocità viene indicato nel 46,7% dei casi, l’attraversamento irregolare nel 26,7% e la mancata precedenza al pedone nel 20,1%.
Piemontese: «Non possiamo abbassare la guardia»
«Il calo delle vittime sulle strade pugliesi è un dato incoraggiante, che dimostra come investire nella sicurezza possa produrre risultati concreti, ma 190 vite spezzate in un anno restano un numero inaccettabile», ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità, Raffaele Piemontese.
«La Regione Puglia continuerà a investire nel miglioramento delle infrastrutture, nella messa in sicurezza delle strade, nell’eliminazione dei punti più pericolosi, nell’innovazione tecnologica e nella diffusione di una cultura della mobilità responsabile», ha aggiunto.
L’obiettivo, secondo Piemontese, deve essere quello di ridurre ancora il numero delle vittime fino ad avvicinarsi il più possibile allo zero.
Anche il direttore generale di ASSET, Elio Sannicandro, invita a non sottovalutare i dati.
«La riduzione delle vittime è un risultato importante, ma non può indurci ad abbassare la guardia. Gli incidenti e i feriti continuano ad aumentare e la gravità degli eventi resta particolarmente elevata sulle strade extraurbane, durante il fine settimana e nelle ore notturne».
ASSET-Regione Puglia proseguirà le attività di educazione e sensibilizzazione attraverso il progetto “La strada non è una giungla”, realizzato con l’Ufficio scolastico regionale e rivolto agli studenti delle scuole secondarie.
Nel 2026 è stata inoltre rilanciata, in occasione delle 21 serate televisive del Tim Battiti Live, la campagna “Al volante, il cellulare può aspettare”, dedicata al contrasto dell’uso dello smartphone alla guida.
I dati contenuti nel rapporto sono provvisori e potranno subire lievi variazioni dopo le successive procedure di controllo e convalida da parte dell’ISTAT.



