FOGGIA – Un giudizio fortemente critico sull’operato dell’ex prefetto di Foggia e una serie di richieste da sottoporre al suo successore. È il contenuto del comunicato congiunto firmato da Antonio Narciso, rappresentante del comitato civico “Resto a Foggia”, e Carlo Bruno, esponente di Forza Italia Giovani.
I due annunciano l’avvio di un’azione politica e sociale comune sui temi della sicurezza urbana, del disagio giovanile e del contrasto alla microcriminalità.
Nel documento, Narciso e Bruno contestano la gestione dell’ex prefetto Paolo Giovanni Grieco, recentemente collocato in pensione, sostenendo che le iniziative promosse negli ultimi mesi non avrebbero prodotto risultati sufficienti sul territorio.
Secondo i firmatari, Foggia continuerebbe a fare i conti con rapine, aggressioni, scippi, furti d’auto e fenomeni di violenza giovanile, con conseguenze sulla sicurezza reale e sulla percezione dei cittadini.
Nel comunicato vengono messi in discussione anche i vertici istituzionali e i tavoli tecnici convocati per affrontare il fenomeno delle baby gang. Narciso e Bruno li definiscono iniziative prive, a loro giudizio, di ricadute concrete, richiamando anche quanto avvenuto in occasione della manifestazione contro Andrea Tigre del 17 ottobre 2025. «A ogni annuncio istituzionale – sostengono – la risposta della microcriminalità è arrivata puntuale e brutale nelle strade, sotto gli occhi di cittadini e commercianti ormai esasperati».
Si tratta di valutazioni politiche espresse dai promotori dell’iniziativa, che chiedono ora un cambio di passo nella gestione dell’ordine pubblico e delle politiche di prevenzione.
«Foggia non può essere una tappa di passaggio»
Particolarmente duro il passaggio dedicato al ruolo del prefetto. «Foggia merita rispetto e non può più essere considerata una semplice tappa di passaggio o un parcheggio per chi attende la pensione», dichiarano Narciso e Bruno. I due esponenti pongono l’accento soprattutto sulle ricadute che il senso di insicurezza avrebbe sui più giovani. «I nostri ragazzi non devono avere paura di uscire la sera, né essere costretti ad andare via da questa terra per la mancanza di sicurezza, reale o percepita. Serve una figura determinata, autorevole e capace di restituire il territorio ai cittadini onesti».
Al nuovo prefetto, che dovrebbe insediarsi nei prossimi giorni, il comitato “Resto a Foggia” e Forza Italia Giovani intendono chiedere un incontro immediato.
Quattro le principali proposte indicate nel comunicato. La prima riguarda un maggiore presidio del territorio, con pattugliamenti effettivi nelle zone ritenute più esposte, sia nel centro cittadino sia nei quartieri periferici, in particolare durante le ore notturne. La seconda richiesta è un intervento più deciso contro le baby gang, attraverso azioni coordinate di prevenzione, controllo e repressione dei comportamenti violenti. Il terzo punto riguarda la sicurezza urbana, con una mappatura delle aree a rischio e il potenziamento dell’illuminazione pubblica e della videosorveglianza nei punti considerati più critici.
La proposta di un tavolo tecnico permanente
La richiesta centrale è l’istituzione di un Tavolo tecnico permanente sulla sicurezza, che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e rappresentanti della cittadinanza. Nelle intenzioni dei promotori, al confronto dovrebbero partecipare anche i giovani segretari dei partiti, i comitati studenteschi e i rappresentanti d’istituto delle scuole superiori della città. Narciso e Bruno propongono inoltre la possibilità di organizzare parte degli incontri anche attraverso piattaforme online, per consentire la partecipazione di chi non possa essere presente fisicamente. L’obiettivo dichiarato è creare una sede di confronto continuativo, capace di monitorare l’andamento dei fenomeni criminali, raccogliere le istanze dei cittadini e verificare nel tempo l’efficacia degli interventi adottati. «Al nuovo prefetto – concludono – chiederemo fin dal primo giorno un confronto trasparente e basato su proposte concrete. Foggia ha bisogno di risposte, non di iniziative simboliche».



