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Storie di vino: a Parcocittà “Finché c’è prosecco c’è speranza”


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Il vino occupa un posto importante nella cultura nazionale, non adeguatamente valorizzato dalla letteratura, dal cinema e dall’arte in generale. D’Estate D’Autore, la rassegna cinematografica che si svolge nell’arena di Parco San Felice, in memoria del compianto don Paolo Cicolella, il decano degli esercenti cinematografici pugliesi recentemente scomparso, propone a partire da giovedì 23 agosto (l’evento era stato inizialmente programmato per lunedì 20, ma è stato rinviato per il maltempo), un miniciclo dedicato al… cinema diVino, con tre pellicole sull’argomento.
La prima è italiana, ed è un’efficace dimostrazione di come, a partire dal vino, dal terroir (termine che designa non solo il territorio, ma la comunità, il substrato, la cultura che produce un certo tipo di vino) si possano raccontare storie intense. Opera prima di Antonio Padovan Finché c’è prosecco c’è speranza è tratto dall’omonimo romanzo di Fulvio Ervas, e racconta le indagini che il neo-ispettore Stucky, mezzo persiano e mezzo veneziano, si trova a svolgere per venire a capo di una serie di omicidi commessi nelle campagne padovane, zona di produzione e terroir del Prosecco.
Il maggiore indiziato è il conte Ancillotto, estroso produttore di questo vino nobile e pregiato, che però si è tolto la vita con uno spettacolare suicidio e non è dunque nelle condizioni di poter dare risposte alle domande che l’ispettore vorrebbe porgli.

Ma Stucky si rende conto che la chiave del rebus sta proprio in quelle cantine, tra quei filari, in quelle bollicine che animano il Prosecco e il complesso mondo che gli gira attorno.
Film giallo ma leggero, un po’ nello stile di Bar Lume, come ha scritto su MyMovies Andrea Fornasiero, Finchè c’è Prosecco c’è speranza “è un’opera prima piccola e con una sua dignità, dal tono leggero e senza eccessi di cupezza.” Da vedere.
Stupendamente interpretato da Giuseppe Battiston (candidato come miglior attore protagonista ai Nastri d’argento 2018) nel panni dell’ispettore Stucky, il film si avvale di un cast artistico di notevole spessore: Roberto Citran è Sergio Leonardi, Silvia D’Amico interpreta Francesca Beltrame, Rade Šerbedžija dà vita al conte Desiderio Ancillotto.
Racconta Padovan del film, candidato ai Globi d’oro 2018 come miglior opera prima e come miglior sceneggiatura: “Dopo aver passato un terzo della mia vita a New York, Stucky – l’ispettore nato dalla frizzante immaginazione di Fulvio Ervas, e nei cui occhi Giuseppe Battiston ha riversato un oceano di emozioni – è venuto a prendermi e mi ha riportato alla mia terra: un piccolo arcipelago di dolci rilievi trapuntati di vigne che si sta trasformando velocemente in un frenetico luna park eno- finanziario: Proseccolandia. Finché c’è prosecco c’è speranza vuole essere è un giallo ma al tempo stesso un modo per puntare la lente d’ingrandimento su una realtà geografica poco esplorata dal cinema Italiano. È un’indagine impregnata di riflessioni sul futuro che vogliamo. Un inno all’andare piano, assaporando la vita. Un ritratto di un territorio ingarbugliato tra progresso e tradizione, tra eccellenze a vergogne. Una lettera d’amore. Autentica.”
Inizio ore 21.00, ingresso tre euro. Qui sotto il trailer.
D’Estate D’Autore è promossa da Parcocittà, Laltrocinema, Circuito Cinema Cicolella, Apulia Felix, Cinemafelix e Lettere Meridiane, con il patrocinio di Apulia Film Commission e del Comune di Foggia.
https://www.youtube.com/watch?v=7T-z98FZTHQ
fonte letteremeridiane
Storie di vino: a Parcocittà “Finché c’è prosecco c’è speranza” ultima modifica: 2018-08-21T09:47:49+00:00 da Redazione



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