LUCERA – Una richiesta formale di chiarimenti, accompagnata da una diffida a non procedere con ulteriori attribuzioni economiche in assenza delle necessarie verifiche. È il contenuto della nota inviata il 20 agosto 2026 dal Coordinamento provinciale Csa Regioni Autonomie Locali, aderente Cisal, al Comune di Lucera e indirizzata al sindaco, al segretario generale e all’assessore al Personale. Per conoscenza, la comunicazione è stata trasmessa anche all’Organo di revisione, alle organizzazioni sindacali Cisl e Uil Funzione pubblica, alla Rsu dell’ente e alla segreteria generale nazionale del Csa Ral.
Al centro dell’iniziativa sindacale c’è la deliberazione di Giunta municipale numero 152 del 7 agosto 2026, relativa all’individuazione e alla graduazione delle posizioni di Elevata Qualificazione riconosciute, o in corso di riconoscimento, ai dipendenti comunali titolari dei relativi incarichi. Il Csa sostiene di non avere ricevuto una preventiva informazione sui provvedimenti adottati, sui criteri seguiti e sulle modalità utilizzate per determinare i trattamenti economici collegati alle posizioni. Una mancanza che, secondo l’organizzazione, riguarderebbe materie interessate dalle relazioni sindacali previste dal contratto collettivo nazionale del comparto Funzioni locali.
La questione viene collegata anche alla presunta mancata costituzione del Fondo per le risorse decentrate. Nella lettera il sindacato precisa che, per quanto a propria conoscenza, il Fondo non sarebbe stato ancora costituito e chiede quindi di verificare come siano state individuate e quantificate le somme destinate agli istituti economici contemplati dalla contrattazione collettiva. Il passaggio è ritenuto decisivo per accertare la presenza dei presupposti giuridici, finanziari, contrattuali e contabili alla base delle attribuzioni.
L’elenco delle informazioni richieste è dettagliato. Il Csa domanda quali provvedimenti siano stati assunti per determinare e assegnare i compensi al personale incaricato di Elevata Qualificazione; se siano stati acquisiti i pareri e le certificazioni dell’Organo di revisione eventualmente previsti; quali forme di informazione, confronto o contrattazione siano state attivate con le organizzazioni sindacali. Viene inoltre chiesta copia degli atti di costituzione del Fondo, qualora esistenti, delle determinazioni dirigenziali, delle deliberazioni, dei regolamenti, dei provvedimenti di attribuzione e della documentazione contabile pertinente.
Nella nota si richiamano inoltre quelle che il sindacato definisce “evidenti contraddizioni” rispetto agli atti vigenti, citando il Contratto collettivo decentrato integrativo 2023-2025 e i precedenti provvedimenti riguardanti le Elevate Qualificazioni cessate per fine incarico il 31 dicembre 2025. Si tratta della posizione espressa dal Csa e ora sottoposta al Comune, dal quale l’organizzazione attende una ricostruzione completa del percorso amministrativo e contrattuale seguito.
La richiesta si trasforma poi in una vera e propria diffida. Nelle more dei chiarimenti e della verifica sulla corretta costituzione e destinazione delle risorse, il Csa invita l’Amministrazione a non disporre ulteriori attribuzioni economiche e a non adottare provvedimenti definitivi privi, a giudizio del sindacato, dei necessari presupposti. Viene anche contestata ogni possibile compressione delle prerogative di informazione, confronto e contrattazione, con richiamo agli articoli 4 e 5 del Ccnl del 23 febbraio 2026.
Il Coordinamento provinciale chiede infine la convocazione urgente della Delegazione trattante di parte pubblica, per esaminare la delibera del 7 agosto e verificare la conformità delle procedure alla disciplina legislativa e contrattuale. Il termine indicato è di dieci giorni. In mancanza di un riscontro ritenuto esaustivo, il Csa annuncia la possibilità di assumere ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori e delle prerogative sindacali davanti agli organismi competenti. La parola passa ora all’Amministrazione comunale, chiamata a fornire documenti e chiarimenti sui passaggi contestati.



