BARI, 21 agosto 2026 – Prenotazioni fissate nel 2027 per un esame diagnostico e, in alcuni casi, persino nel 2028 per una visita specialistica. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, riconosce la gravità delle liste d’attesa e annuncia una nuova strategia per ridurre i tempi della sanità regionale.
«Le liste d’attesa in Puglia sono ancora un problema. Non lo abbiamo mai negato», afferma Decaro in un video pubblicato sui social. «Siamo consapevoli del disagio, perché verifichiamo quotidianamente le date e stiamo lavorando per cambiare le cose».
Il presidente avverte, però, che non esistono «formule magiche» per affrontare una situazione tanto complessa. «Non possiamo assumere migliaia di medici o aprire ospedali in ogni comune o quartiere», sottolinea.
Oltre 157mila prestazioni recuperate
Decaro traccia quindi il bilancio della prima fase sperimentale del piano regionale. Nei primi sei mesi sarebbero stati contattati oltre 231mila cittadini, consentendo il recupero di più di 157mila prestazioni sanitarie.
«Questo era l’inizio, la fase 1. Ora parte la fase 2, quella più strutturata», annuncia il presidente.
Entro il 14 settembre le aziende sanitarie locali dovranno presentare un programma operativo basato su quattro interventi principali.
Prenotazioni dirette per pazienti cronici e oncologici
La prima novità riguarda i malati cronici e oncologici, che non dovranno più rivolgersi al Centro unico di prenotazione. Le visite successive saranno fissate direttamente dallo specialista dell’ospedale di riferimento, evitando al paziente di tornare al Cup e affrontare nuove attese.
Il secondo intervento prevede un maggiore utilizzo delle Case di comunità. Entro la fine dell’anno esami e visite dovrebbero essere effettuati anche nelle strutture sanitarie di prossimità in corso di apertura sul territorio.
L’obiettivo è alleggerire la pressione sui grandi ospedali, permettendo loro di concentrarsi sui casi clinici più complessi.
Sale operatorie attive per dodici ore
Il piano comprende inoltre l’apertura delle sale operatorie per dodici ore al giorno, attraverso turni straordinari destinati a recuperare gli interventi chirurgici rimasti in attesa.
L’ultimo punto riguarda l’appropriatezza delle prescrizioni. Secondo Decaro, un numero eccessivo di ricette non necessarie finisce per sottrarre disponibilità ai pazienti che hanno realmente bisogno di una prestazione.
La Regione intende quindi introdurre regole già adottate in altri territori italiani e contrastare il fenomeno delle prenotazioni multiple, con cui uno stesso cittadino occupa contemporaneamente più posti per la medesima prestazione.
«Non stiamo inventando niente», conclude Decaro. La nuova fase punta a rendere strutturali le misure sperimentate nei primi mesi, ma la sfida resta impegnativa: trasformare gli interventi annunciati in una riduzione concreta dei tempi per i cittadini pugliesi. Lo riporta l’Ansa.



