RIGNANO GARGANICO, 21 agosto 2026 – Danza, poesia, cinema e paesaggio si sono incontrati nel cuore di Rignano Garganico per la seconda edizione di “Nuovi Orizzonti – Festival di Danza”. La manifestazione, organizzata da Paolo Ianno con la direzione artistica di Arcy Radatti, il 19 agosto ha trasformato alcuni dei luoghi più suggestivi del borgo in altrettanti palcoscenici a cielo aperto.
Dopo il successo dell’esordio, il festival ha registrato una partecipazione ancora più numerosa. Spettatori, artisti e cittadini hanno condiviso un’intera giornata dedicata alla danza e alle arti performative, confermando la capacità dell’iniziativa di mettere in dialogo sperimentazione artistica, territorio e comunità.
Elemento distintivo della manifestazione è stato proprio il rapporto con gli spazi urbani e il paesaggio. Le esibizioni sono uscite dai luoghi teatrali tradizionali per inserirsi nelle piazze e nei punti panoramici di Rignano Garganico, diventati scenografie naturali delle diverse performance.
L’hip hop coinvolge i più piccoli
La giornata si è aperta con il workshop di hip hop rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni e condotto da Cristina Carfagna. Il laboratorio ha avvicinato i partecipanti alla danza non soltanto come disciplina, ma anche come strumento di espressione, relazione e divertimento.
Attraverso il ritmo, il movimento e il lavoro di gruppo, i bambini hanno vissuto un’esperienza formativa culminata nel pomeriggio con la restituzione pubblica “Hip Hop Kids in scena”.
Nel tardo pomeriggio il festival si è spostato in Largo Baronale, dove il pubblico ha assistito a una successione di spettacoli caratterizzati da linguaggi e stili differenti. Ad aprire la sessione è stata proprio l’esibizione dei giovani partecipanti al laboratorio.
È stata poi la volta di “Deyõa”, performance coreografata e interpretata da Michele Ricciardi, dedicata all’esplorazione del rapporto più intimo tra ciò che siamo e ciò che portiamo dentro di noi.
Con “Theme from Shaft”, Chiara Conforte ha invece proposto una coreografia energica e coinvolgente. La scena si è successivamente aperta al freestyle, all’improvvisazione e alle sonorità funky, con la partecipazione di Simona Grilli e Giuseppe D’Avanzo, in arte Towa.
La danza incontra il tramonto
Uno dei momenti più suggestivi della manifestazione si è svolto alla Panchina dei Sogni, punto panoramico tra i più caratteristici di Rignano Garganico. Qui, mentre il sole scendeva all’orizzonte, è andato in scena “Il tempio di Giano”, spettacolo costruito sul dialogo tra corpo, parola e paesaggio.
Ispirata alla figura del dio Giano, divinità capace di rivolgere contemporaneamente lo sguardo al passato e al futuro, la performance ha trasformato il tramonto in una soglia simbolica tra ciò che è stato e ciò che deve ancora accadere.
Tre voci hanno interpretato questa tensione attraverso i testi dei Poetrynslamis, mentre la dimensione coreografica affidata a Irene Parisi ha dato forma alle emozioni e ai significati che le parole, da sole, non riescono a esprimere.
Cinema, tradizione e ricerca contemporanea
Con l’arrivo della sera, il festival si è trasferito al Centro Polivalente, assumendo una nuova atmosfera. In questo spazio la danza ha incontrato il cinema, la tradizione e la ricerca contemporanea.
La sessione notturna è cominciata con la proiezione di “Kala, il respiro della tradizione”, cortometraggio di danza curato da Roberta Voto e ispirato al Bharatanatyam, antica forma coreutica originaria dell’India meridionale.
A seguire è andata in scena “The Space Between”, performance di danza contemporanea coreografata da Arcy Radatti e interpretata dallo stesso direttore artistico insieme a Graziano Malerba, Martina Martino e Alessia Santoro.
Lo spettacolo ha indagato il corpo come luogo nel quale convivono presenza e assenza, luce e ombra. Una riflessione sulla parte più nascosta dell’individuo, che spesso si cerca di allontanare ma che continua ad accompagnarlo e a contribuire alla definizione della sua identità.
Il confronto con gli artisti e la festa finale
La serata è proseguita con il mini-talk “I Nuovi Orizzonti”, occasione di confronto che ha permesso agli spettatori di andare oltre la semplice visione degli spettacoli. Il pubblico ha potuto dialogare direttamente con gli artisti, approfondendone le esperienze, i percorsi creativi e i temi affrontati durante il festival.
A chiudere la seconda edizione è stato il DJ set, momento informale e collettivo che ha riunito artisti, organizzatori, cittadini e pubblico in una festa finale.
“Nuovi Orizzonti” è stato realizzato con il patrocinio e il sostegno delle amministrazioni comunali di Rignano Garganico e San Marco in Lamis, con la collaborazione dell’Arci Pablo Neruda e il supporto tecnico di Luigi Di Domenico.
La partecipazione registrata conferma la crescita di una manifestazione che punta a valorizzare la danza come linguaggio universale e, nello stesso tempo, a riscoprire il territorio attraverso nuovi sguardi, nuovi incontri e nuove forme di espressione.



