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INCIDENTE LAVORO Incidente mortale sul lavoro, Palumbo: «Basta alla retorica delle morti»

Un lavoratore di 58 anni, Salvatore Terracina, residente a Senise, è morto questa mattina in un incidente sul lavoro nell’area industriale di Sant’Arcangelo, in provincia di Potenza

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
21 Settembre 2026
Attualità // Lavoro //

Un lavoratore di 58 anni, Salvatore Terracina, residente a Senise, è morto questa mattina in un incidente sul lavoro nell’area industriale di Sant’Arcangelo, in provincia di Potenza. L’uomo, carpentiere e dipendente della ditta KG Buildings, è rimasto coinvolto in un incidente avvenuto poco prima delle 8 all’interno di un cantiere edile nell’area PIP.

La vittima sarebbe stata fatalmente coinvolta dal passaggio di una macchina operatrice. Il cantiere è stato posto sotto sequestro e saranno ora gli accertamenti della magistratura e degli organi competenti a dover ricostruire la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.

A esprimere il cordoglio dell’UGL Potenza alla famiglia, ai colleghi e all’intera comunità di Senise è Giuseppe Palumbo, segretario provinciale dell’organizzazione sindacale.

«Ancora una volta siamo costretti a piangere un lavoratore che non farà più ritorno a casa. La morte di un uomo di 58 anni, di Senise, vittima questa mattina di un gravissimo incidente sul lavoro nell’area industriale di Sant’Arcangelo, è una tragedia che lascia sgomenti e che impone a tutti di fermarsi e riflettere», dichiara Palumbo.

Il segretario provinciale UGL richiama quindi l’attenzione sulla necessità di fare piena luce sull’incidente, senza anticipare conclusioni che spettano agli inquirenti.

«Salvatore Terracina si chiamava il poveretto, un carpentiere di 58 anni residente a Senise, era un dipendente della ditta KG Buildings. L’incidente è avvenuto poco prima delle 8:00 all’interno di un cantiere edile nell’area PIP (zona industriale) di Sant’Arcangelo, dove la vittima è rimasta fatalmente coinvolta dal passaggio di una macchina operatrice», sottolinea Palumbo.

«Di fronte all’ennesima vita spezzata sul posto di lavoro – sottolinea Palumbo – non possiamo limitarci alle parole di circostanza. Un lavoratore è morto mentre svolgeva il proprio mestiere. Ora spetta alla magistratura e agli organi competenti ricostruire con assoluta precisione quanto accaduto e accertare ogni eventuale responsabilità. Il coinvolgimento di una macchina operatrice e il sequestro del cantiere rendono ancora più importante fare piena luce sulla dinamica dell’incidente».

«Non vogliamo e non possiamo anticipare conclusioni che spettano agli inquirenti – prosegue il segretario provinciale UGL – ma una cosa va detta con forza: la sicurezza sul lavoro non può essere trattata come una formalità burocratica, né può venire dopo le esigenze produttive, i tempi dei cantieri o il contenimento dei costi. La sicurezza deve venire prima di tutto».

Palumbo pone inoltre l’accento sulla necessità di rafforzare prevenzione e controlli.

«È inaccettabile – aggiunge Palumbo – che ancora oggi, nel 2026, si debba continuare a parlare di lavoratori che escono di casa per guadagnarsi da vivere e non vi fanno più ritorno. Dietro ogni numero c’è una persona, una famiglia, dei figli, degli affetti e una comunità che viene colpita».

«Per questo diciamo basta alla retorica delle morti sul lavoro: servono prevenzione vera, formazione continua, controlli efficaci e rigorosi e il pieno rispetto delle norme di sicurezza. Chiediamo che gli accertamenti vengano condotti fino in fondo e senza lasciare zone d’ombra. Se emergeranno responsabilità, dovranno essere individuate e perseguite nelle sedi competenti», conclude il segretario provinciale UGL.

«Ma soprattutto – conclude Palumbo – bisogna intervenire prima che una tragedia accada. Non servono promesse dopo una morte: servono controlli e prevenzione prima. La vita di un lavoratore vale più di qualsiasi commessa, di qualsiasi scadenza e di qualsiasi profitto».

L’UGL Potenza rinnova la propria vicinanza alla famiglia del lavoratore e auspica che gli accertamenti possano fare piena luce sulle circostanze dell’incidente.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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