TORREMAGGIORE – Cresce la preoccupazione per la possibile soppressione di alcune postazioni mobili del 118 in provincia di Foggia. Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, la Regione Puglia avrebbe chiesto all’ASL di Foggia una riorganizzazione del servizio di emergenza-urgenza che potrebbe coinvolgere le postazioni di Torremaggiore, Vieste, Vico del Gargano, Cerignola e Manfredonia.
Al momento, tuttavia, l’ASL FG non ha reso pubblico alcun piano ufficiale. L’ipotesi sta comunque suscitando forte allarme nei territori interessati, dove l’eventuale riduzione dei mezzi di soccorso rischierebbe di compromettere la tempestività degli interventi e l’efficacia dell’intera catena dell’emergenza.
A Torremaggiore l’attenzione è concentrata soprattutto sul futuro della seconda postazione mobile del 118, denominata “Torremaggiore 2”. Si tratta di un mezzo di tipo India, con infermiere nel ruolo di team leader, attivato nel 2020 dal Dipartimento di Emergenza-Urgenza durante la pandemia da Covid-19 e collocato presso l’ex ospedale “San Giacomo”.
L’istituzione della seconda ambulanza era stata proposta dal Comitato Salute dell’Alto Tavoliere della Puglia, con l’obiettivo di garantire un’assistenza più capillare e qualificata a un territorio particolarmente esteso.
La postazione non serve soltanto Torremaggiore, ma interviene anche nei territori di San Severo, San Paolo di Civitate, Serracapriola, Chieuti, Apricena e San Nicandro Garganico. Il suo raggio operativo comprende inoltre l’autostrada A14, la strada statale 16, Marina di Lesina e Marina di Chieuti. Le richieste di soccorso arrivano anche dai Casali Dauni, in particolare da Casalvecchio di Puglia, Casalnuovo Monterotaro e Castelnuovo della Daunia.
I dati relativi agli interventi confermano il ruolo centrale della postazione. Nel 2025 “Torremaggiore 2” ha effettuato 1.952 prestazioni, dopo le 1.930 del 2024. Nel 2022 gli interventi erano stati 2.044, mentre nel 2021 ne erano stati registrati 1.774. Nel 2020, anno in cui il mezzo era stato interamente destinato ai pazienti affetti da Covid-19, le prestazioni erano state 833.
Numeri che, secondo il Comitato, renderebbero incomprensibile e fortemente penalizzante qualsiasi decisione di chiusura o ridimensionamento.
Per chiedere chiarimenti e rassicurazioni, il Comitato Salute dell’Alto Tavoliere ha inviato una PEC al presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, all’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia, alla direzione dell’ASL di Foggia e ai sindaci dei Comuni dell’Alto Tavoliere.
L’obiettivo è scongiurare l’eliminazione di presìdi considerati essenziali e sollecitare un’azione comune da parte delle amministrazioni locali. Il Comitato invita infatti i Comuni interessati a fare squadra e a difendere un servizio indispensabile per la sicurezza dei cittadini.
«Gli sprechi della sanità non si trovano nel comparto dell’emergenza-urgenza», sostiene il Comitato, che chiede invece alla Regione di avviare un piano straordinario per il reclutamento di medici e infermieri.
La tutela della salute, soprattutto nelle aree più periferiche e nei territori caratterizzati da grandi distanze, non può essere subordinata a semplici logiche di riduzione della spesa. La rapidità dell’intervento può fare la differenza tra la vita e la morte: per questo ogni eventuale riorganizzazione del 118 dovrà essere illustrata con la massima trasparenza e valutata sulla base dei reali bisogni della popolazione.



