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SANITA' TICKET Sanità, dal 21 settembre cambiano le tariffe per visite ed esami

Dal 21 settembre 2026 entrano in vigore le nuove tariffe del Servizio sanitario nazionale per 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
21 Settembre 2026
Attualità // Medicina //

Dal 21 settembre 2026 entrano in vigore le nuove tariffe del Servizio sanitario nazionale per 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, tra visite, esami e altre procedure. L’aggiornamento, però, non comporta automaticamente un aumento dei costi a carico dei cittadini, perché la tariffa riconosciuta dal SSN e il ticket pagato dal paziente sono due importi distinti.

Per chi non beneficia di esenzioni, il ticket per le prestazioni di specialistica ambulatoriale è generalmente collegato alla tariffa, ma non può superare i 36,15 euro per ricetta, salvo le specificità previste dai singoli sistemi regionali.

Il tetto del ticket resta a 36,15 euro

La tariffa rappresenta il valore economico di riferimento utilizzato dal Servizio sanitario nazionale per remunerare la struttura, pubblica oppure privata accreditata, che effettua la prestazione.

A livello nazionale il ministero della Salute stabilisce le tariffe massime di riferimento, mentre le Regioni adottano i propri sistemi tariffari nel rispetto delle disposizioni previste.

La tariffa, tuttavia, non coincide necessariamente con quanto paga il cittadino. In linea generale, per chi non ha un’esenzione, il ticket corrisponde alla tariffa della prestazione fino al limite ordinario di 36,15 euro per ricetta.

Ad esempio, con una tariffa di 26 euro il cittadino può pagare 26 euro. Se invece la prestazione ha una tariffa di 38 euro, il ticket ordinario si ferma a 36,15 euro e la parte restante resta a carico del sistema pubblico.

Il nuovo tariffario nasce dall’intesa raggiunta da Governo e Regioni il 23 luglio 2026 sullo schema del decreto.

Visite ed esami: le prestazioni che aumentano

L’aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale, mentre la maggior parte delle oltre duemila prestazioni comprese nel nomenclatore nazionale mantiene le tariffe precedenti.

Tra gli aumenti previsti rientrano:

  • prima visita cardiologica con elettrocardiogramma: da 33,60 a 38 euro;
  • agoaspirato della mammella: da 31,25 a 36,50 euro;
  • elettrocardiogramma: da 11,60 a 12,05 euro;
  • prelievo di sangue venoso: da 3,80 a 4,30 euro.

Non tutte le prestazioni, però, subiranno variazioni. Restano ad esempio invariate la visita specialistica di controllo, a 17,90 euro, e la radiografia del torace, a 15,45 euro.

Non cambiano inoltre diverse prestazioni di laboratorio, tra cui emocromo, glicemia, colesterolo, trigliceridi, creatinina e TSH.

L’aggiornamento, dunque, non rappresenta un aumento generalizzato dei prezzi di tutte le visite e degli esami sanitari.

Protesi e ausili: aggiornate 222 tariffe

Il nuovo tariffario interviene anche su 222 codici dell’assistenza protesica su misura, che riguardano le somme riconosciute dal SSN per la fornitura di protesi, ortesi e altri dispositivi realizzati o adattati alle esigenze individuali.

L’aggiornamento degli importi non significa che le persone con disabilità dovranno sostenere un nuovo costo per questi dispositivi. Si tratta infatti delle tariffe utilizzate dal sistema sanitario per remunerare le forniture.

Per l’assistenza protesica interessata non è previsto il pagamento di un ticket.

Perché cambia il tariffario sanitario

Il nuovo sistema sostituisce quello entrato in vigore alla fine del 2024 e successivamente annullato dal Tar del Lazio per un difetto di istruttoria. Secondo quanto rilevato dai giudici, i dati utilizzati per stabilire gli importi non erano sufficientemente aggiornati e rappresentativi dei costi effettivamente sostenuti.

Per evitare un vuoto normativo, gli effetti dell’annullamento erano stati rinviati di un anno, consentendo al ministero della Salute di elaborare un nuovo sistema tariffario.

L’impatto complessivo della riforma sulle finanze pubbliche è stimato in 210,7 milioni di euro all’anno, di cui 183,1 milioni per la specialistica ambulatoriale e 27,6 milioni per l’assistenza protesica.

Per il 2026 l’impegno finanziario previsto per lo Stato è di circa 70 milioni di euro. La legge di Bilancio 2026 aveva stanziato 100 milioni di euro per quest’anno e 183 milioni all’anno a partire dal 2027 per l’aggiornamento delle tariffe.

Dal 21 settembre entrano in vigore le nuove tariffe

La Conferenza delle Regioni ha indicato nel 21 settembre 2026 la data di avvio del nuovo tariffario.

L’intesa raggiunta il 23 luglio riguardava lo schema del decreto, mentre il testo definitivo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 19 settembre, rendendo operativo il nuovo sistema dal 21 settembre.

Lo riporta fanpage.it.

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