
Tra loro il capogruppo alla Regione Fernando Errico; il consigliere regionale Nicola Ferraro, l’ex presidente della Regione Campania, Antonio Fantini, già segretario regionale Udeur. Gli altri provvedimenti riguardano Valerio Azzi, imprenditore; Carlo Camilleri, ingegnere e consuocero di Clemente Mastella; Ruggero Cataldi, ex direttore amministrativo Asl Benevento 1; Giuseppe Ciotola, imprenditore; Bruno De Stefano, direttore generale dell’Asl di Benevento; Arnaldo Falato, dirigente dell’Asl Benevento 1; Carmelo Lomazzo, dirigente Arpac; Massimo Menegozzo, dirigente Arpac; Massimo Palmieri, imprenditore; Francesco Polizio, dirigente Arpac; Mario Scarinzi, ex direttore generale dell’Asl Benevento 1.
Il divieto di dimora nelle province di Benevento, Caserta e Napoli è stato disposto per Bartolomeo Piccolo, imprenditore, mentre il divieto di dimora nelle province di Benevento e Napoli per Giustino Tranfa, imprenditore, Antonio Zerrillo, ingegnere. La misura interdittiva del divieto di esercitare l’impresa e la professione è stata disposta per gli imprenditori Gaetano Criscione, Francesco Di Palma, Fabrizio Merolla, Claudio Rossi, Fabio Rossi e per il libero professionista Antonello Scocca. I reati ipotizzati vanno, a vario titolo, dall’associazione per delinquere alla truffa ai danni dello Stato, turbativa d’asta, falso in atto pubblico continuato e concussione (fonte: Unione Sarda)
Un avvio di conclusione delle indagini preliminari è stato invece emesso, nell’ambito della stessa inchiesta sull’Arpac dalla magistratura campana, nei confronti di Clemente Mastella. Gli verrà notificato non appena sarà rientrato in Italia da Strasburgo, dove è impegnato al Parlamento europeo. Lo stesso provvedimento è stato emesso nei confronti di politici, ex assessori e dirigenti di Asl campane.
Dalle indagini è emerso anche che una super parcella da 1 milione e 300 mila euro è stata liquidata ad uno degli indagati per l’inchiesta sull’Arpac in Canmpania. Uno dei coinvolti è stato beneficiato dall’Asl di Benevento di una consulenza su un argomento che la stessa Procura di Napoli definisce «non chiaro». Nei particolari si fa riferimento ad una ricompensa ricevuta da uno degli indagati “dopo aver dispiegato per il partito (l’Udeur, ndr) la sua presunta intermediazione con gli organi di giustizia amministrativa in una controversia elettorale relativa alle elezioni comunali di Morcone (Benevento).
Agli atti dell’Asl non risulterebbe nessuna documentazione di tale consulenza ma solamente il pagamento delle parcelle. Il beneficiario della frode, legato ad un esponente di vertice del “sodalizio”, ha ottenuto la super parcella tramite, come definita dalla Procura, una truffa ai danni del consorzio di bonifica Aurunco di Sessa Aurunca (Caserta) e della Regione Campania
Si ricorda che gra le misure cautelari personali non custodiali, forme di privazione o limitazione della libertà di circolazione, il divieto di dimora consiste nella proibizione di dimorare in una determinata località e nella prescrizione di non accedervi, senza preventiva autorizzazione del giudice (art. 283, comma 1, c.p.p.). Al di fuori di tale ambito territoriale il soggetto gode di piena libertà di circolazione, in quanto tale misura intende solo allontanare l’interessato per evitare inquinamento delle prove o reiterazione del reato.
L’obbligo di dimora consiste, invece, nella prescrizione di non allontanarsi dal territorio di un Comune di dimora abituale o dall’ambito di una frazione dello stesso Comune (art. 283, comma 2, c.p.p.). Entrambe le misure implicano una vigilanza dell’ufficio di polizia territorialmente competente. La misura cautelare in questione, pur provocando notevole restringimento alla libertà di circolazione, che rimane territorialmente delimitata, non equivale a privazione della stessa, sicché non è computabile in detrazione della pena definitiva poi da espiare. Esse, infine, rappresentano anche delle misure di prevenzione, che possono essere aggiunte alla misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza nei casi di particolare pericolosità e di ritenuta inidoneità delle altre misure di prevenzione. Rivive, in questo caso, il vecchio domicilio coatto o confino.
L’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania (Arpac), è un ente strumentale della Regione Campania istituito con legge Regionale n. 10 del 29 luglio 1998. L’istituto si occupa dello sviluppo di attività di monitoraggio, prevenzione e controllo orientate a tutelare la qualità del territorio e favorire il superamento delle molteplici criticità ambientali della Campania.
Le attività istituzionali svolte dall’ARPAC sono connesse alle funzioni di protezione e risanamento ambientale in sede locale: vigilanza e controllo del rispetto delle normative vigenti, supporto tecnico-scientifico agli Enti Locali, erogazione di prestazioni analitiche di rilievo sia ambientale che sanitario, realizzazione di un sistema informativo ambientale, attività di ricerca e informazione.
La struttura dell’ARPAC, articolata e presentesul territorio, è costituita da una unità centrale – che ha sede a Napoli e che comprende la Direzione Generale, la Direzione Tecnica e la Direzione Amministrativa,da cinque Dipartimenti Provinciali e da Centri tematici specialistici.
I Dipartimenti Provinciali rappresentano le sedi operative dell’Agenzia nel territorio e svolgono il compito di coordinare ed integrare le attività di laboratorio, di controllo sul territorio, di vigilanza ed ispezione.
L’organizzazione di ciascun Dipartimento prevede due strutture: il Servizio Territoriale, che presidia le attività di vigilanza e controllo sul territorio, e il Dipartimento Tecnico che realizza tutte le attività di laboratorio connesse alle analisi ambientali. In ciascun Dipartimento Tecnico – in ragione delle necessità operative – sono state attivate unità tematiche specialistiche quali: alimenti,acque per uso umano, acque interne e marino costiere, inquinamento atmosferico, suolo e rifiuti.
I centri tematici specialistici: Centro Regionale di Inquinamento Atmosferico (CRIA), con sede a Napoli; Centro Regionale Radioattività (CRR), con sede a Salerno; Centro Regionale Siti Contaminati (CRSC), con sede a Napoli.
Inoltre, in relazione alle criticità in campo ambientale che la Regione Campania sta vivendo, ARPAC ha attivato una struttura di supporto legata alle emergenze ambientali: Servizio Emergenze Ambientali (SEAm), con sede a Napoli.
La sede centrale della ditta è a Napoli in via Vicinale Santa Maria del Pianto. Alla stessa via il Seam, servizio emergenza ambientale, con centro polifunzionale.


